Così Google ha stravolto le regole dell’advertising

Il motore è diventato un enorme smistatore di investimenti pubblicitari. E ora propone una nuova versione del suo servizio gratuito di analisi<br />

Fare gli editori e gli investitori pubblicitari è sempre più alla portata di tutti. Non è sempre stato così, ma lo sta diventando grazie al Web. Creare siti, blog, produrre e condividere contenuti ormai è solo questione di buona volontà e qualche clic sul computer. E questi siti diventano potenziali spazi a disposizione di aziende di ogni dimensione che vogliono ampliare il proprio business o iniziarlo da zero.

Già, perché l’advertising su Internet ha costi ben diversi da quelli richiesti da media tradizionali. È possibile spendere poco e dirigere i propri investimenti su utenti selezionatissimi oppure stanziare budget con molti zeri e apparire su siti Web che, in fatto di contatti, non hanno niente da invidiare a quelli di un canale televisivo.

Google, nato come motore di ricerca, ha compreso ben presto le proprie possibilità di conoscere le abitudini degli utenti Web e ha deciso di mettere a disposizione degli investitori pubblicitari degli strumenti per fare arrivare i propri messaggi ai destinatari giusti.
«AdSense», dichiara a WEEK.it Massimiliano Magrini, country manager di Google Italia, «si può definire il più grande network pubblicitario del mondo».

AdSense è uno dei servizi di Internet marketing offerti da Google a chi gestisce un sito e vuole ricavare, dalla presenza di comunicazioni pubblicitarie inserite sullo stesso, un contributo alle “spese editoriali” o addirittura la propria principale fonte di reddito. Come funziona AdSense? Semplice: basta che il gestore del sito si registri al servizio e scelga se i server di Google devono inserire la pubblicità di prodotti e aziende coerenti con parole chiave prescelte dall’amministratore o identificate automaticamente dal software Google.

Il servizio offerto alle aziende si chiama AdWorks e lavora in modo speculare e più sofisticato. Gli investitori pubblicitari possono indicare quali stringhe di parole chiave i server Google devono utilizzare per individuare i siti e hanno a disposizione varie possibilità per definire i costi che sono disposti a sostenere, la durata di una campagna e la rotazione della creatività.

E ora intelligence!
Un altro servizio introdotto già da qualche anno dal motore di ricerca e completamente gratuito è Google Analytics. Si tratta di uno strumento che consente ai gestori di siti e agli investitori di online advertising di accedere a report sulle interazioni tra gli utenti, i propri siti e la pubblicità.

Nelle scorse settimane Google ha lanciato una nuova versione di questo servizio che si presenta completamente rivista sia a livello grafico sia di caratteristiche tecniche. Tra le novità sono incluse un sistema reportistico via email, un pannello di controllo personalizzabile, nuove mappe e dettagliate ma semplici descrizioni in grado di rendere le principali informazioni ancora più accessibili.
Produttori di contenuti e investitori pubblicitari possono, grazie a questo servizio, comprendere come migliorare l’esperienza degli utenti e, di conseguenza, aumentare il traffico sul sito o l’efficacia della propria strategia di comunicazione.