Così la matematica fa opinione

Torna il festival della Matematica. Al Parco della musica, da domani a domenica, si terrà la terza edizione di una kermesse che ha saputo nel corso del tempo trovare un vasto pubblico di appassionati. La manifestazione è promossa dalla Provincia Roma, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, con la direzione scientifica di Piergiorgio Odifreddi.
Come spiegava il sociologo americano Erving Goffman nella sua opera La vita quotidiana come rappresentazione: i luoghi e le istituzioni hanno un davanti, accessibile al pubblico, e un dietro, territorio degli addetti ai lavori. Una separazione, questa che investe anche la matematica con il suo «davanti» fatto di lezioni, manuali e il suo dietro: fatto di matematici che discutono nei loro convegni. Il fine di questo festival è proprio quello di sovvertire la separazione tra i due lati.
Lo fa tramite una serie d’esposizioni e lezioni magistrali, che aiutano a far rintracciare la matematica nei fenomeni di ogni giorno, nella natura, nelle arti. Se la matematica si fonda su quattro miti essenziali: l’unità, l’universalità, la certezza e l’oggettività il compito del festival e dimostrare l’altro lato dei miti, l’umanizzazione di un mondo creduto distante e incomprensibile.
Lo sprone a incentivare allo studio di una materia che perde ogni anno nuovi iscrizioni universitarie. Bisogna ancorare la teoria a porzioni di vita tangibili concrete e allora Robert Mundell premio Nobel per l’economia è chiamato a parlare della stretta liason che c’è tra la matematica, l’economia e gli scacchi. Mentre i suoi colleghi di Nobel, Thomas Shelling e John Nash parleranno sempre d’economia intrecciando le loro teorie: quella del «conflitto» del primo con quella dei «giochi» del secondo. Matematica e schacchi con Robert Mundell, Nobel per l’economia. Magia e matematica sarà il tema dell’incontro con Mario Tomatis, con spettacolari dimostrazioni in sala. Saranno presenti anche medaglie Fields, i Nobel della matematica: tra questi Vaughan Jones il matematico che utilizza l’algebra bidimensionale. E poi tutti con le carte in mano per le «rivelazioni matematiche del bridge» fatte da Peter Winkle, alle quali seguirà una partita dimostrazione. Nel cartellone spunta anche Dylan Dog, non come relatore, ma protagonista di «Tre per Uno» in cui sarà alle prese con il cosiddetto «effetto farfalla». E poi c’è il matefitness un laboratorio per divertirsi con la matematica senza numeri, il campionato di Brain Trainer, e soprattutto la lezione più condivisa: «Mai più paura della matematica» di Giovanni Filocamo. Forse in molti tra i giovani spettatori dopo il festival non diranno più che la matematica non sarà mai il loro mestiere.
A inaugurare la manifestazione sarà domani Paolo Giordano, vincitore del Premio Strega 2008, e il già citato Robert Mundell che terrà la sua Lectio magistralis .
E ancora, omaggio a Oscar Reutersvard, artista svedese padre delle «figure impossibili» che saranno protagoniste dell’omonima mostra allestita nello spazio Auditorium Arte e lectio magistralis di Bruno D’Amore, il matematico italiano che ha posto al centro del suo lavoro la ricerca tra arte e matematica.