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Da oltre un secolo, l’innovazione rappresenta una delle principali linee guida dell’attività di Goodyear. Che oggi, nel solco di questa tradizione, è impegnata in una nuova sfida: uno studio finalizzato allo sviluppo di uno pneumatico a bassissima resistenza al rotolamento, con risorse rispettose dell’ambiente. Il progetto, al quale collaborano in qualità di partner Bmw e la società di ricerca italiana Novamont, ha ricevuto fin dai primi passi l’appoggio dell’Unione europea, che ha scelto di sovvenzionarlo attraverso il programma Life-Ambiente.
«Goodyear punta a sviluppare prodotti a basso impatto ambientale, ma senza compromettere la sicurezza degli automobilisti - spiega Joe Zekoski, vicepresidente dello sviluppo prodotto globale e delle operazioni del Centro tecnico Goodyear -; uno degli obiettivi principali del progetto prevede lo sviluppo di un nuovo biofiller, diverso dai filler tradizionali usati negli pneumatici: prodotto a partire da risorse rinnovabili come l’amido di mais, potrà avere una ricaduta positiva sull’ambiente e portare a una riduzione delle emissioni di Co2 durante il processo produttivo».
Attualmente, i principali materiali di rinforzo usati nelle mescole di gomma degli pneumatici sono il nerofumo e la silice. I processi di produzione di entrambi richiedono però risorse provenienti da fonti non rinnovabili, come il petrolio grezzo, e generano emissioni nocive. Per questo, il progetto di Goodyear si propone di sostituire in parte i componenti di rinforzo della gomma con filler a base di polimeri biologici provenienti da fonti rinnovabili e di raggiungere nel contempo una significativa riduzione della resistenza al rotolamento (fino al 30%), diminuendo così le emissioni e il consumo di carburante.
I primi test dimostrano che la strada intrapresa è promettente: per ogni chilo di biofiller prodotto, si risparmiano 0,62 chili di Co2. E sostituendo il 20% del peso della silice si abbattono le emissioni fino a 8,2 chili al chilometro, in un pneumatico con una resistenza al rotolamento ridotta del 30 per cento.
Nello sviluppo del nuovo biofiller, Goodyear si avvale della collaborazione di Novamont, azienda all’avanguardia nello studio di prodotti derivati da materie prime di origine agricola. Per quanto riguarda la formulazione del pneumatico e le prove sul campo, gioca invece un ruolo da protagonista la partnership con Bmw: «La sua competenza nell’interazione pneumatico-veicolo e nelle relative condizioni di collaudo - conclude Zekoski - rappresenta un vantaggio importante per la riuscita del progetto». E, quindi, per la nascita di un prodotto che sposi il rispetto dell'ambiente, la riduzione dei consumi e la maggiore durata con il mantenimento dei più elevati parametri di sicurezza.