Così Storaro onora un debito con Caravaggio

Esce un interessante dvd dedicato alla vita e alle opere del Merisi. Tra gli autori Maurizio Calvesi e il direttore della fotografia tre volte premio Oscar che ricorda: &quot;Quella volta sul set di <em>Apocalypse now</em> che per illuminare Brando pensai subito alla <em>Vocazione di San Matteo</em>&quot;

Vocazione di san Matteo (San Luigi dei Francesi, Roma)
Scorrendo la lunga lista dei credits a fine pellicola il suo nome non compare. Eppure l'apporto di Michelangelo Merisi da Caravaggio alla realizzazione e - soprattutto - alla riuscita di un capolavoro della storia del cinema come «Apocalypse now» è stato determinante. A confessarlo, a più di trent'anni di distanza, è Vittorio Storaro, che proprio con quella pellicola conquistò la statuetta dell'Oscar per la migliore fotografia.
Il film di Francis Ford Coppola è, come si sa, liberamente ispirato a «Cuore di tenebra», uno dei capolavori letterari usciti dalla penna di Joseph Conrad. La figura del colonnello Kurtz, impersonato magistralmente da Marlon Brando, aleggia lungo tutto il racconto ma, in verità, compare poco sullo schermo. Brando, Coppola e Storaro lavorarono a lungo per capire quale era il modo migliore per introdurre l'immagine del colonnello americano. E alla fine a Storaro venne in soccorso un'immagine ben precisa. Un'immagine che aveva cambiato per sempre la sua vita quando, poco più che ventenne, entrò nella chiesa di San Luigi dei Francesi e scoprì i tesori della cappella Contarelli. Tra cui la «Vocazione di San Matteo».
A trent'anni di distanza, Storaro ha pareggiato i conti con Caravaggio. Ha infatti firmato insieme con Maurizio Calvesi e Rosario Maria Montesanti il dvd «Dentro Caravaggio» della neonata eDed'A produzioni. Un film per immagini per raccontare la forza pittorica e l'unicità artistica di uno dei maestri dell'arte figurativa italiana.
Realizzato mediante la collaborazione tra la storia dell'arte e le più avanzate tecnologie multimediali, «Dentro Caravaggio» è il primo dvd d'arte in formato panoramico 16:9 (con doppio audio italiano e inglese), che porta lo spettatore dentro il quadro, guidato da una voce narrante familiare e abbracciato dalle note della colonna sonora originale, composta seguendo il ritmo cinematografico delle immagini.
La storia dell'arte, il cinema e la musica si fondono per raccontare la grandezza di un personaggio che ha saputo anticipare, con un vantaggio di circa 400 anni, l'avvento della moderna fotografia.
A raccontare la biografia e la vita del Caravaggio sono due importanti nomi italiani, provenienti da due mondi totalmente diversi, ma uniti dalla stessa passione: Maurizio Calvesi, accademico dei Lincei e premio Balzàn 2008, e Vittorio Storaro, autore della fotografia cinematografica e vincitore di tre premi Oscar.
«Cos'altro è la "Vocazione di San Matteo" se non una delle tante possibili realizzazioni del mito della caverna? - si chiede ancora Storaro - E cos'è il cinema tutto se non la realizzazione puntuale dello stesso mito platonico?»
Il cerchio, quindi, si chiude con un film per immagini dove anche la persona meno preparata può godere di un viaggio guidato dentro la vita e il lavoro del Caravaggio. «L'intervento di Vittorio Storaro - commenta Alessandro Zuccari, segretario del Comitato nazionale per il quarto centenario della morte di Caravaggio - illustra l'esperienza di un artista fortemente suggestionato dal Merisi. Il suo racconto rivela una personale visione e interpretazione della vita e dell'opera del maestro che ha influenzato il proprio modo di concepire e riprodurre la luce».
Lo spettatore, come in un film, può entrare «dentro» i soggetti rappresentati, analizzarne i dettagli in altissima risoluzione e coglierne i molteplici significati. L'immagine viene esplorata dall'occhio attento del regista e commentata da una voce fuori campo che, gradualmente, permette di comprendere i dipinti attraverso un linguaggio chiaro, che mai semplifica o riduce i contenuti delle singole opere.