Così Tanizaki addomestica «Le domestiche»

Daniele Abbiati

C'è un vecchio detto giapponese che riguarda le femmine con le quali è più eccitante fare sesso: al quarto posto le esperte prostitute; al terzo un'amante libidinosa; al secondo una bella e giovane domestica, ma nel frattempo spiando la propria moglie; al primo, un classico mondiale, la moglie altrui. Qualcosa ci dice che Jun'ichiro Tanizaki (1886 - 1965) non considerava questo detto campato per aria. Nella sua bibliografia, per il quarto posto possiamo rivolgerci a Gli insetti preferiscono le ortiche; per il terzo a L'amore di uno sciocco; per il primo, ovviamente, a La chiave, libro che apre eccome le porte dell'eros anche senza la spinta della Stefania Sandrelli diretta da Tinto Brass nell'omonimo film dell'83.

Ci mancava il secondo posto. Ed eccolo qua, fresco di stampa: Le domestiche, ora edito per la prima volta in italiano da Guanda. Ma non aspettatevi scene vietate ai minori. Il romanzo accenna soltanto ad alcune situazioni potenzialmente piccanti in cui il padrone di casa, lo scrittore Raikichi Chikura, si intrattiene (castamente, a parte qualche massaggio) con le sue girls. Infatti Le domestiche è, più che altro, un romanzo di formazioni, al plurale, poiché plurimi sono i caratteri, le fisionomie, le inclinazioni (anche sessuali: vi troviamo una liaison saffica) delle fanciulle. Fanciulle che fra l'altro in molti casi fanno in tempo a diventare, prima della fine, quasi delle milf, visto che l'arco temporale della narrazione va dal 1936 al 1962 o '63. Inoltre la moglie di Raikichi, Sanko, non mette becco, al contrario si prende a cuore i destini dell'harem virtuale.

Provinciali e ingenue, tranne un paio di eccezioni, le ragazze vengono usate da Tanizaki (il vero ego dell'alter ego Raikichi - oltre a scrivere entrambi, sono nati lo stesso giorno) per spiegare come, in una casa dell'alta borghesia, o meglio, in molte case, stanti i numerosi traslochi, pur durante due guerre, la seconda sino-giapponese e la seconda mondiale che si sovrappose all'altra, tutto scorre al di fuori della Storia. Nel casting tenuto dai coniugi Chikura, tuttavia, s'inserisce, subdolo e invadente, un ospite indesiderato: il richiamo degli usi e costumi occidentali, fra taxi e frigoriferi, programmi televisivi di chiara impronta americana come La scuola dell'eleganza e Matrimoni in tv e rivendicazioni di stampo para-sindacale. Che nostalgia per le servette di una volta, lascia intendere lo scorrettissimo, ma simpatico, Tanizaki.