La crisi c’è ma non si vede. Volano militaria e modernariato

Finché c’è crisi c’è speranza. Almeno nel mondo dell’antiquariato. Mentre le borse mondiali crollano, cifre da capogiro vengono spese in opere d’arte da chi non sembra avere problemi di soldi. Un valido acquisto in antichità o in generi collezionistici ricercati può rivelarsi nel tempo un buon investimento - come evidenziano alcune vendite record - oppure potrà trasformarsi alla svelta in moneta sonante più di altri beni sul mercato. Del calo di vendite che comunque lamenta il settore, non sembrano risentire alcune tipologie. «Le ultime due tornate d’asta dimostrano in modo inequivocabile che il mercato della militaria è in continua espansione», dice Danilo D’Alfonso, responsabile del dipartimento romano della Czerny's, casa d’aste internazionale che opera in questo campo da oltre vent’anni. «Anche in questo momento di crisi - precisa l’esperto - oggetti di grande bellezza, come ad esempio le decorazioni e gli ordini cavallereschi, ottengono ottime performances in asta». Un fenomeno comune a tutta Europa. Brillano meno, invece, gli affari nei tradizionali mercatini di brocante della domenica. «La crisi si fa sentire», racconta Marion Graetz, che da dieci anni organizza La soffitta sotto i portici in piazza Augusto Imperatore. Reggono però alcune tipologie classiche da banchetto: cartoline e materiale cartaceo, penne stilografiche, orologi e modernariato. «È la tipologia più richiesta: i prezzi sono abbordabili per tutti, anche di questi tempi», dice la Graetz.