Cristiano Ronaldo da pallone d’oro a palla di piombo

Il flop del nuovo fenomeno dietro l'eliminazione della squadra di Scolari. Appena uscito dall’Europeo ha scatenato la guerra sul suo futuro tra Manchester e Real Madrid

I portoghesi, come tanti nel mondo, conoscono il peso della scaramanzia e sicuramente avranno tremato nel sentir dire prima a Eusebio, poi a Figo: «Questa squadra è forte quanto mai». Ed infatti, come un gatto nero gli avesse traversato la strada, eccola già sull’aereo del ritorno. Se il Portogallo avesse le abitudini dell’Inter, avremmo ascoltato accuse feroci a Scolari, il ct che, in pieno europeo, ha lasciato via libera al Chelsea per annunciarne l’ingaggio. Niente di tutto questo. Meglio un sano mea culpa collettivo: ha sbagliato la difesa (sicura l’Inter di voler Carvalho?), troppa disattenzione sulle punizioni, eccessiva deconcentrazione. Tutto vero, la solita incompiuta. Quattro anni fa il Portogallo è riuscito a perdere la finale europea in casa sua, stavolta aveva una squadra bella, ricca di talento, forte in tutti i reparti, tranne in attacco, come vuole tradizione. Eppure... altro che gatto nero.

Per una volta anche Cristiano Ronaldo è stato gattone di marmo, si è dissolto nell’anonimato. Proprio lui, il golden boy calcistico che ha vinto scudetto e Champions sostenendo la causa del Manchester con i suoi 42 gol e tante giocate d’autore, si è sfilato dall’ultima passerella: quella che non doveva sbagliare. La scusa è pronta: è umano e da tre mesi ha un problema al piede che richiederà un intervento. Strano, era stato campione determinante nelle prime due sfide, aveva regalato l’illusione d’esser pronto alla tripletta stagionale. Per il Pallone d’oro non ci sarebbe stato bisogno neppur di votare: glielo avrebbero spedito direttamente a casa. Già, ma dove? Eccolo il buco nero dell’ultima storia calcistica di Cristiano R., il più sexy del reame per il pubblico femminile, il più bravo del globo per quello maschile, il più invidiato per le curve della sua fidanzata, il più conteso fra i magnati del pallone.

Ronaldo è uscito dal campo con lo sguardo pesto di chi aveva perso, ma con la faccia tosta di chi aveva altro da pensare. Per una volta è tornato il ragazzino viziato di quattro anni fa. La controfigura del campione che ha preso corpo in questi anni e che ora spinge Manchester e Real Madrid alla guerra. Ronaldo non ha perso tempo ad annunciarlo: «Fra due-tre giorni conoscerete il mio futuro. I treni passano una volta sola e tutti sanno quali sono le mie intenzioni. Ci parleremo con il Manchester, troveremo una soluzione. L’ho deciso prima della finale di Champions». Il futuro è a Madrid. Il Real offre 80 milioni di euro. Gli inglesi sono furibondi ed hanno replicato: «Non accettiamo offerte». Ma sono come la difesa del Portogallo: spiazzati. E Ronaldo non gioca più con loro.