La camera è intelligente e il comodino non c'è più

Le novità della zona notte al Salone del Mobile. Contenitori che nascondono le luci e si rivede il "servo muto"

Letti che con un'app si trasformano in divani, testiere che sostituiscono i comodini, cabine armadio che diventano vetrine personali, librerie per gli abiti. Questa è l'era della camera da letto trasformista. Perché ogni millimetro della zona notte oggi è pensato per seguire le esigenze di chi la vive, il massimo della personalizzazione. Così all'occorrenza i vetri diventano specchi, e il comodino contiene già la luce.

«È difficile parlare di tendenze per la camera da letto: la vera tendenza è che gli arredi rispondono alle tue esigenze», spiega Massimiliano Messina, presidente di Flou, azienda di Meda nata nel 1978 proprio con la produzione di letti iper confortevoli. «La camera deve essere tua, personalizzabile, non è più un posto dove si dorme soltanto. Nelle case le pareti, anche mentali, sono quasi scomparse. Oggi in camera leggi, guardi la tv, consulti l'iPad, e per contro nel living ti riposi». È la casa «liquida», una casa in cui sono cadute tutte le barriere: «Mentre prima ogni stanza aveva la sua funzione adesso è l'opposto. Vuoi dormire? Non ti interessa sapere dove sei: devi essere comodo, puoi dormire nel living come in camera da letto». D'altra parte, anche il letto si può trasformare in divano con un clic, e non parliamo dei vecchi e divani-letto, ma di pezzi di altissima tecnologia. «Il letto è diventato polifunzionale - prosegue Messina - tu scegli l'estetica, noi all'interno mettiamo una tecnologia che cambia a seconda delle esigenze». Ecco allora il nuovo letto Koi di Flou che ha una base «a movimento elettrico»: la rete si muove, il materasso (che è in materiali «disco-elastici» di ultima generazione) la segue. Mentre Nathalie è un letto singolo trasformista ed elegante: diventa day bed, divano, o letto matrimoniale.

Anche il nuovo letto di Marta Sala Edition è personalizzabile: la testata con tanto di luce annessa, il copriletto trasformabile grazie a grandi zip che diventano un dettaglio, così come nelle «buste» pensate per nascondere i guanciali. Il massimo dello chic. E se il letto Neyo di Alf Dafrè ha i comodini modulari annessi, il Gala di Zanotta è dotato di una doppia testiera: un piccolo trucco per creare uno spazio contenitivo e sostituire il comodino, elemento molto controverso. «I comodini non scompaiono, si trasformano», conclude Messina. «Una volta c'erano il letto, il comodino, il comò, tutto coordinato, ora non è più così. Spesso ci sono due comodini asimmetrici: un tavolino e un comodino, un servo muto e un piccolo contenitore», come quello di Natevo che è retroilluminato, così scompare anche l'abat jour.

E se l'armadio classico è ormai un retaggio del passato, le novità più interessanti sono le cabine armadio di Flou che diventano un mini showroom personale: quando accendi la luce hai una vetrina, se la spegni hai uno specchio, e lo puoi fare con un'app. Mentre MA-U studio appende gli abiti in una sorta di libreria iperleggera in acciaio. Naturalmente c'è anche chi continua a puntare sulla tradizione: da Hastens fino a De Padova che lancia il letto Etiquette di GamFratesi con una struttura che è un inno alla leggerezza e all'eleganza formale. Mentre Flou propone Leonardo, sistema di letti che usa materiali bio, riciclabili e pregiati (come canapa e cashmere), dal materasso al «topper», recuperando le lavorazioni del passato. Infine le camerette per i bimbi, anche queste fatte di materiali bio, trattati con olii e vernici all'acqua, e facilmente assemblabili. Come quelle di Kiddin, che lancia tre collezioni ispirate al mare, al viaggio e al bosco, così ogni bambino potrà dormire a bordo di una nave o di un aereo o in una casa sull'albero.