Che ipocrisia indignarsi se le nostre vite sono in vendita

Ma siamo sicuri che quello di Cambridge Analytica sia uno scandalo con la esse maiuscola? È davvero una notizia sconvolgente o è una notizia di dieci anni fa? Ricapitoliamo: molti di noi, dal 2007, quotidianamente passano ore a caricare foto, scrivere post, fare giochi, installare app e seminare like su Facebook. Cosa stiamo facendo in quel determinato momento? Stiamo perdendo tempo, dice qualcuno. Ci stiamo divertendo e stiamo socializzando, dice qualcun altro. Stiamo cedendo una mole incredibile di dati sulla nostra vita, dice Mark Zuckerberg. E lo dice chiaramente. Perché vendere, ovviamente in modo anonimo, le nostre informazioni - che poi sono i nostri gusti, i nostri hobby, i luoghi che amiamo o la marca del nostro dentifricio preferito - è la ragione sociale di Facebook. È il suo business, il suo mestiere. Cadere dalle nuvole è surreale, è come stupirsi che un calzolaio lustri le scarpe. Vi siete mai chiesti come ha fatto una matricola di Harvard a racimolare un patrimonio da 70 miliardi di euro? Coi vostri status, le foto dei vostri gatti e i vostri «mi piace». E noi tutti, iscrivendoci al social network, abbiamo accettato, più o meno consapevolmente, questo mercimonio. Ti diamo un po' di noi in cambio di quindici like di notorietà, abbiamo barattato la nostra privacy con una vetrina dalla quale poterci esporre al mondo virtuale.

Dunque qual è il problema? Il problema è che in questo caso un'azienda terza ha utilizzato le «nostre» informazioni all'insaputa di Facebook. Grave, certo. Ma nulla di particolarmente sconvolgente. Un traffico che, abbiamo ragione di immaginare, accade molto spesso per scopi commerciali. Il problema è che l'opinione pubblica è disposta ad accettare di vedere comparire sulla propria bacheca la pubblicità della propria maionese preferita, ma se entra in ballo la politica la questione cambia. Se poi, come in questo caso, entrano in ballo la Brexit e gli impresentabili Trump e Bannon allora la faccenda precipita. Possibile che le anime belle della Silicon valley, quelli che per mesi ci hanno detto che Trump era un pazzo scatenato, lo abbiano lasciato giocherellare coi nostri dati? Sì, perché pecunia non olet. Nemmeno per i nerd di San Francisco. E, per loro, la nostra opinione politica è un dato come un altro, masticato e sputato dagli algoritmi per poi essere rivenduto. È l'era dei big data e della data economy. Che prima piacevano tanto agli intelligentoni à la page, ma che ora, sembra andargli di traverso.

Ma è anche l'era della data politics. E, al netto delle ripercussioni giudiziarie che ci saranno su questo caso, le campagne elettorali si sposteranno sempre di più sulla profilazione degli utenti del web e sulla psicometria. Così sui nostri social, accanto alla pubblicità delle nostre cravatte preferite, compariranno anche informazioni e annunci politici. È manipolazione? No, è solo un'altra forma di marketing. Elettore avvisato...

Commenti

giosafat

Gio, 22/03/2018 - 09:02

Ecchecavolo! Si dà in pasto ai social di tutto e di più, quasi con un morboso compiacimento, e poi ci si stupisce se i nostri dati girano per il web e vengono utilizzati per tutte le finalità, lecite o illecite che siano? Suvvia, solo degli sprovveduti oserebbero sollevare il sopracciglio, le regole del gioco sono già state accettate in partenza, rien ne vas plus.

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Gio, 22/03/2018 - 09:13

Fortunatamente io, vivendo in cima ad un albero, non ho mai avuto nessun rapporto con facebook....

Ritratto di bobirons

bobirons

Gio, 22/03/2018 - 09:16

Battuta finale di un celebre film di alcuni anni or sono: L'unica mossa vincente è non giocare.

cecco61

Gio, 22/03/2018 - 09:20

Ottimo articolo che, forse, toglie le fette di salame dagli occhi di molte persone. Difficile pensare a strascichi giudiziari per Bannon e Trump in quanto hanno usato dati pubblicati liberamente e accessibili a tutti: tutta la faccenda è solo altro marketing per denigrare l'avversario politico e, nel contempo, illudere gli idioti che da adesso in poi non succederà più, così da indurli a pubblicare sempre più informazioni personali.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 22/03/2018 - 09:26

La ragione "sociale" di Facebook,è economica(per chi l'ha creata),sfruttando la vanità delle persone.

Ritratto di bandog

bandog

Gio, 22/03/2018 - 09:27

scimmietta Gio, 22/03/2018 - 09:13 siamo in due , anche se vivo in un bosco di montagna XD

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Gio, 22/03/2018 - 09:51

X bandog: .... tra animali ci si intende sempre e meglio ...

steacanessa

Gio, 22/03/2018 - 10:21

Ci voleva poco a capire che la fiera delle vanità non potesse essere gratuita. Gli strumenti di comunicazione avanzati con gli amici ci sono, che bisogno c’è di andare a caccia di chi amico non è è mai lo potrà essere? Certo che due miliardi di belinoni sono tanti. Del resto nella penisola sinistri e penta stellati, tanto per distinguerci, sono in proporzione ben più numerosi.

trademark

Gio, 22/03/2018 - 10:25

Ottimo articolo; è tutto configurabile nell'accettare o meno la pubblicità. Perché ad esempio non ci si scandalizza sui cartelloni elettorali? I soliti ipocriti di sinistra!

Ritratto di Shard

Shard

Gio, 22/03/2018 - 10:37

E che kakio. Tutte cose che molti di noi sapevano già. Ma ne facciano quello che vogliono dei miei dati, basta che non rompano le palle. Mi propongono un dentifricio? embè, chi se ne frega: se mi piace lo compro, se non mi piace non lo compro. Mi propongono un tizio da votare? idem con patate. La verità è che FB da fastidio a molti: ai Media, perché li rubano clienti e li prendiamo pure per i fondelli; ai politici, perché non possono più avere il monopolio delle informazioni e non possono condizionarci più come hanno sempre fatto; ma, soprattutto, da fastidio alla Cuppola, alla massoneria finanziaria internazionale, ai globalisti, alla Open Socity Foundations di George Soros, il quale, in persona, aveva espresso tutto il suo livore contro FB in recente incontro in Svizzera, con altri magnati dell'alta finanza mondiale.

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Gio, 22/03/2018 - 10:38

Non e' che anche voi ci state monitorando a nostra insaputa?

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Gio, 22/03/2018 - 10:40

Facciadilibro ? Mai avuto e mai lo avrò .

UgoCal

Gio, 22/03/2018 - 11:32

Ma qualcuno conosce come funziona la rete? Diamo in mano a sconosciuti tutto della nostra vita pensieri, foto, dati personali e poi ci lamentiamo che qualcuno ne facia uso!!!! Vediamo di fare un pò di autocritica ogni tanto senza scaricare su altri le responsabilità. Prossimo problema, e si cadrà dalle nuvole, i pagamenti fatti tramite cellulari ... ci sarà da ridere.

routier

Gio, 22/03/2018 - 11:34

Anni fa, fui tentato dal canto delle sirene di Facebook. Sarò eternamente grato a quell'esperto (quasi un mago del computer) che mi consigliò caldamente di non aderire a codesto social. Non mi sono mai pentito di averlo ascoltato.

Albius50

Gio, 22/03/2018 - 11:35

Diciamo che HANNO SCOPERTA L'ACQUA CALDA ma non è vero la CASTA DEMOCRATICA USA E UE che hanno sempre utilizzato FACEBOOK vogliono scaricare le colpe LORO su altri soggetti TRUMP, PUTIN ecc...

nopolcorrect

Gio, 22/03/2018 - 11:39

E che figura da imbecilli fanno gli users di facebook (non sono fra loro perché non ho tempo da perdere) se si fanno abbindolare da quanto vi leggono!

gian paolo cardelli

Gio, 22/03/2018 - 11:57

Non ditemi che nessuno si è mai accorto che, dopo essere andati a visitare siti di prodotti commerciali, di qualsiasi natura, dopo un po', andando su altri siti non commerciali, ti cominciano ad apparire annunci pubblicitari RIGUARDANTI PROPRIO I PRODOTTI E LE MARCHE CHE SEI ANDATO A VISIONARE: pensate che sia una pura coincidenza? occhio ai "cookies"...

Ritratto di elkid

elkid

Gio, 22/03/2018 - 13:01

----Shard---dicono tutti così---ho io il pallino del comando--chi se ne frega se mi propongono il dentifricio pincopallo--se non mi piace non lo compro --chi se ne frega se mi propongono di votare il politico cicciopasticcio -se non mi piace non lo voto---poi un bel giorno decidi di farti una bella assicurazione sulla vita--e l'agenzia assicurativa o si rifiuta di assicurarti oppure ti propone condizioni capestro---come mai?--dai che ci arrivi-swag

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Gio, 22/03/2018 - 13:04

@Shard10.37: pura verità ma ovviamente mai ammessa dagli attori nominati. Ossequi.

Ritratto di bimbo

bimbo

Gio, 22/03/2018 - 13:18

facebook oramai uno strumento utilizzato per raccontare frottole e fantasie, e i pochi che mettono i veri dati personali è un po' debole di comprendonio o bevuto completamente.

GioZ

Gio, 22/03/2018 - 13:24

Non sono iscritto a facebook, ma va da se che ci sono cento altri modi per carpire informazioni. Succede ogni volta che ci si collega o si clicca su un pulsante. Lo sappiamo e lo accettiamo, sia per le cose che paghiamo sia per le cose gratis come i social network. Stiamo a farci continuamente selfie che mandiamo sul cloud, poi ci meravigliamo se qualcuno conosce i miei gusti in fatto di viaggi, cibo e quant'altro? E' il prezzo da pagare, se non lo volete prendete carta e penna e usate i francobolli, oppure sfogliate un elenco telefonico o di pagine gialle di 10 kg di peso.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 22/03/2018 - 13:31

@gian paolo cardelli:...certo non è coincidenza!...Lo stesso Google,quando si "visita" un sito,per un prodotto,per giorni te lo fa apparire,un pò d'appertutto....Il "numero" del PC,viene "tracciato",con tutti i suoi "gusti e preferenze",e tutto viene "venduto" a chi lo richiede...La maggior parte dei "siti social",è "incatenata" ad una serie di "server",specializzati in "gestione di dati",che si attivano in sequenza,vengono scandagliati,gestiti,distribuiti secondo la "bisogna".Ormai è così....Certo che mettersi in "piazza" con Facebook o vari "social",è il massimo(visto che se potrebbe fare a meno)....!!

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Gio, 22/03/2018 - 14:20

X elkid: tu, che invece sei il più furbo, compri tutto e fai tutto quello che ti propongono o suggeriscono, così, quando farai una polizza vita, ti proporranno l'esclusivo prodotto riservato ai boccaloni.

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Gio, 22/03/2018 - 14:39

Per elkid: però, almeno in un'occasione ti devo dare ragione: nessuno ha concesso una polizza "vita politica" a matteo renzi, e questo proprio a causa della sua costante presenza sui social-media e per il suo uso sfrenato di facebook! Hanno visto lungo ....

Ritratto di Leo Vadala

Leo Vadala

Gio, 22/03/2018 - 20:04

@gzorzi. Certo che ci stanno monitorando. E lo dicono pure chiaramente "Questo sito utilizza cookie di profilazione propri e di siti terzi. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. Grazie"

routier

Ven, 23/03/2018 - 09:22

X gian paolo cardelli 11,57 Verissimo quanto dice ma il rimedio è semplice: basta ignorarli.

rokko

Ven, 23/03/2018 - 14:11

Caro Francesco Maria Del Vigo, lei semplifica troppo la questione. Nel caso di Cambridge Analytica si sono commesse molte leggerezze e più di un illecito. Le leggerezze sono state tutte da parte di Facebook: consentire ad una app di recuperare i profili degli account collegati senza il consenso degli utenti, non aver verificato che i dati una volta ceduti illecitamente a Cambridge Analytica non fossero stati distrutti, ecc. Gli illeciti sono la cessione dei dati dal ricercatore a Cambridge Analytica, la non distruzione degli stessi da parte di quest'ultima e la profilazione a livello di singolo utente. No, direi che qui non stiamo parlando della normale profilazione degli utenti per scopi pubblicitari.

Gibulca

Ven, 23/03/2018 - 14:13

Questa attività di manipolazione è nata molti decenni fa col PCI, quando andava di casa in casa tra i contadini e i poco acculturati regalando loro copie de "L'Unità". L'unica differenza è che oggi si fa con un click

rokko

Ven, 23/03/2018 - 20:11

Gibulca quindi per te, se ho capito bene, la campagna elettorale come la facevano un tempo battendo casa dopo casa anche in campagna è praticamente la stessa cosa che rubare i dati personali di 50 milioni di persone allo scopo di confezionare notizie false o edulcorate destinate alle singole persone. Ho capito bene?

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Contenextus

Contenextus

Dom, 08/04/2018 - 10:11

Politica e crimine sono sinonimi. In questo caso il trattamento abusivo di dati ha avuto scopi politici.