Cresce la raccolta dei rifiuti tecnologici «Meno emissioni e più posti di lavoro»

Si prevede dal 2025 un risparmio di oltre 110 milioni sull’acquisto di materie prime

Telefoni, tablet, smartwatch. Televisori, computer, stampanti. Robot aspirapolvere, microonde, lavastoviglie. Sempre più smart e sempre più tecnologici. Belli da vedere e comodi da utilizzare al punto da diventare oggetti del desiderio e must have della routine. Peccato che durino sempre meno. Non tanto per pecche o malfunzionamenti, quanto perché, tra aggiornamenti continui e nuovi lanci, siamo tentati di cambiarli sempre più spesso, alla perenne ricerca e conquista del modello più in voga o di quello più performante. Giusto o sbagliato che sia, funziona così e in fondo ci piace così. Ipnotizzati e immedesimati dall`ultimo modello, non pensiamo neanche a che fine fa quello precedente, l`importante per noi è eliminarlo.

Nel passaggio del testimone dall`uno all`altro dispositivo, spesso ci sfugge il «dettaglio» che alla lunga si accumulano apparecchiature di tutti i tipi in grande, grandissima quantità. Tanto che la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici cresce di anno in anno, segno evidente che con il passare del tempo la gestione dev'essere al passo, reggere il ritmo, attraverso un approccio serio e un`organizzazione capillare volta sia a smaltire questi scarti tecnologici, a volte pericolosi per noi e per l'ambiente, sia a raccoglierli e destinarli al riutilizzo, dato che possono rappresentare una miniera di risorse utili e preziose. Due lati della stessa medaglia. È in quest`ottica che diventa vitale smaltirli con responsabilità ambientale. Ed è sempre in quest`ottica che diventano centrali le attività di realtà come Remedia, il consorzio nazionale per la gestione eco-sostenibile di tutti i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), delle pile e accumulatori esausti, che si impegna nella gestione, raccolta, smaltimento e riciclo delle nostre vecchie apparecchiature con un occhio aperto sulla sostenibilità ambientale e con l`altro sull`economia circolare. Se da una parte aumentano gli scarti hi-tech, dall`altra (fortunatamente) cresce lo smaltimento corretto.

A dirlo è proprio l`ultimo Green Economy Report del consorzio che considera il 2018 come un'ottima annata. Nel corso dell'anno scorso Remedia ha raggiunto il record di 124.818 tonnellate di rifiuti tecnologici gestiti, con un incremento del 36% rispetto all`anno precedente. Di questi rifiuti sono proprio i RAEE a farla da padrone: registrano i progressi più marcati rispetto al 2017 (+28%, per esempio, di risparmio di materie prime grazie alle attività di riciclo), con un risparmio netto di materie prime che raggiunge le 226.917 tonnellate, pari al peso di ventidue Tour Eiffel, giusto per avere un'idea. «Il 2018 è stato un anno molto positivo per il nostro consorzio, che ha svolto un ruolo primario nella corretta gestione dei rifiuti tecnologici, assicurando qualità, trasparenza e innovazione», ha confermato con soddisfazione Dario Bisogni, Presidente di Remedia. E ha aggiunto: «La nostra posizione di leadership ci pone di fronte a una grande responsabilità, ma anche a concrete opportunità di sviluppo. Prima tra tutte il poter essere protagonisti di un sistema costruito sul concetto di economia circolare capace di contribuire alla salvaguardia del Pianeta, senza rinunciare alla produzione di ricchezza e occupazione, investendo in eco-innovazione e in un cambiamento culturale».

Perché accanto all'emergenza ambientale, va detto che un corretto trattamento dei rifiuti tecnologici porta con sé importanti benefici economici. In soldoni, con il recupero di queste materie è possibile evitare l`importazione di materie prime vergini. Ne deriva un vantaggio economico per il Paese che può essere quantificato nella bella cifra di 52,2 milioni di euro. A spingere, quindi, ragioni ambientali ed economiche. Seppure ci sia ancora molto da fare e su cui insistere, in Italia iniziano a vedersi segnali incoraggianti sulla crescita della raccolta dei rifiuti tecnologici, che porteranno impatti positivi in termini sociali ed economici. Secondo i dati dello studio «Sfide e prospettive del sistema nazionale di gestione dei RAEE», elaborato da Remedia in collaborazione con l'Università Bocconi di Milano, le previsioni per il quinquennio 2025-2030 vedono almeno 10mila posti di lavoro in più nel settore, oltre 110 milioni di euro di valore economico associato alle emissioni risparmiate, 1.250 milioni di euro risparmiati nell`acquisto di materie prime e un calo delle emissioni di CO2 di 2,2 milioni di tonnellate all`anno. Numeri e previsioni che non devono far solo pensare, ma anche agire. Ora.

Commenti

diegoboero94

Gio, 14/11/2019 - 11:21

Era ora che cominciassero a impegnarsi seriamente con i rifiuti elettronici. Con tutto l'oro e gli altri materiali pregiati presenti nei cellulari, componenti per computer e altro, il vantaggio per le aziende che acquistano queste materie prime sarà molto alto, sempre sperando che non venga buttato tutto all'aria tra infiltrazioni mafiose e truffe, come troppo spesso accade qui.