Garlasco, le analisi: "Il Dna sotto le unghie di Chiara non è di Stasi"

Colpo di scena nel delitto di Garlasco. Secondo quanto riporta il Corriere, il profilo del Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi dopo l'omicidio non appartiene ad Alberto Stasi

Colpo di scena nel delitto di Garlasco. Secondo quanto riporta il Corriere, il profilo del Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi dopo l'omicidio non appartiene ad Alberto Stasi. Il dn di fatto apparterrebbe ad un giovane che faceva parte di un gruppo di amici o di conoscenti di Chiara. La ragazza è stata uccisa la mattina del 13 agosto 2007. Dopo la condanna definitiva in Cassazione a carico di Alberto Stasi, seguita a due assoluzioni in primo e secondo grado, arriva dunque una novità che potrebbe riscrivere la storia di questo delitto. E adesso a riaprire il caso potrebbero essere questi nuovi elementi rivelati dalla madre di Stasi, Elisabetta Ligabò che ha riferito al Corriere. A quanto pare il risultato delle nuove analisi sarebbe emerso da un test effettuato da alcuni genetisti su incarico degli avvocati dello studio Giarda. La madre di Stasi avrebbe già avanzato la richiesta di revisione del processo. E così al Corriere la madre racconta: "Non ho fatto che ripeterlo e finalmente ne ho la conferma. Mai e poi mai Alberto avrebbe potuto uccidere Chiara. Si amavano e avevano progetti in comune. La sera prima erano andati a cena insieme. Di lì a poco sarebbero partiti per le vacanze. Erano felici, uniti, erano spensierati, vivevano con la gioia e la fiducia nel futuro tipica dei giovani fidanzati. Alberto stava per laurearsi e se c’era una persona che più di ogni altra lo spronava e gli dava forza, che lo incoraggiava e lo appoggiava, quella era Chiara. Amo mio figlio, l’avrei amato anche da colpevole ma chi sa del delitto ha continuato a non parlare e a stare nascosto, scegliendo il silenzio, un silenzio terribile, asfissiante, un silenzio atroce che ha coperto e depistato. Così facendo non ha reso giustizia a una ragazza morta e, allo stesso tempo, sta uccidendo una seconda persona". Infine aggiunge: "Alberto è stato privato della vita. Io ho combattuto a lungo, a volte anche in solitaria, specie da quando è venuto a mancare mio marito. Ho combattuto contro le convinzioni dei tanti che a cominciare da qui, da Garlasco, subito avevano decretato la colpevolezza di mio figlio senza alcuna esitazione. Alberto il killer dagli occhi di ghiaccio... Non ho creduto nemmeno per un istante a una sua responsabilità. Non ha ammazzato Chiara. E se finora era una convinzione, adesso è una certezza: quella persona deve spiegarmi la presenza del suo Dna sotto le unghie della ragazza. Lo deve a me, lo deve ai genitori di Chiara, lo deve a tutti".

Commenti

Martinico

Lun, 19/12/2016 - 08:32

Se veramente chi avrebbe dovuto indagare, non ha prelevato campioni di tessuto sotto le unghie della povera Chiara, deve rispondere alla legge per tanta incompetenza. Non ci posso credere. Sarebbe veramente tutta da rifare la nostra giustizia e gli apparati investigativi che la supportano.

cicero08

Lun, 19/12/2016 - 08:33

e lo si scopre dopo quasi 10 anni??? INCONCEPIBILE !!!!!!!!!!!

roberto.morici

Lun, 19/12/2016 - 08:49

Fatemi capire, perché non avevo mai saputo come un DNA possa variare nel corso del tempo; possa essere attribuito a persone diverse.

Lucaferro

Lun, 19/12/2016 - 08:55

Ma come, se la madre di Chiara aveva "esultato" alla sentenza di Cassazione che aveva condannato Stasi sovvertendo ben due assoluzioni! Aveva esultato " giustizia è fatta": ed ora come la mettiamo? Sarà interessante il seguito ma questi fatti nuovi confermano la superficialità del processo di Cassazione: pensiamo un pò se ci fosse stata ( ed applicata ) la pena capitale come tanti idioti inneggiano! Errore giudiziario??? Direi crimine di Stato!

lilli58

Lun, 19/12/2016 - 08:58

ma lo scoprono solo adesso ????

lento

Lun, 19/12/2016 - 08:59

Giudici frettolosi

gneo58

Lun, 19/12/2016 - 08:59

Chiara, Yara.........quante/i altre/i ? - non si può giocare a CSI scena del crimine, o si e' capaci o non lo si e', o si riesce o non si riesce - spendere milioni, si milioni di soldi pubblici per non trovare niente e poi cercare a tutti i costi un colpevole (vedi Yara) oppure muoversi diversamente per chissà quali oscuri motivi e' solo controproducente - arrendetevi, se non li si trova entro breve i colpevoli non verranno mai fuori sopratutto dopo tutti questi rigiri.

onurb

Lun, 19/12/2016 - 09:24

L'Italia è il paese dei processi che non finiscono mai. Dopo quasi 10 anni emergono nuove prove che scagionano chi è stato condannato con sentenza passata in giudicato. Mi domando se la giustizia in Italia sia una cosa seria.

schiacciarayban

Lun, 19/12/2016 - 09:28

In questi casi rimango sempre incredulo. L'omicidio è avvenuto nel 2007 e solo adesso dopo 10 anni ci si accorge di un dna diverso?

Angelo664

Lun, 19/12/2016 - 09:31

Scusate, ma fino ad ora come hanno fatto ad incriminarlo ???? Io quando vedo queste cose della nostra giustizia e di altri posti come gli Stati Uniti che sono indietro anni luce al contrario di quel che mostrano dei telefilm, mi viene paura. Se uno per caso compare sulla scena di un crimine come quello, anche solo per aver sbagliato strada una notte e passa davanti alla villetta incriminata e viene ripreso dalle telecamere.. finisce in un vortice dal quale può essere incriminato senza prove certe o magari fabbricate. Io abolirei a questo punto i processi indiziali.

fer 44

Lun, 19/12/2016 - 10:00

E' quello che ho sempre pensato anch'io, che fra l'altro ho seguito il caso tramite un amico avvocato (di entrambi) E poi: Alberto il killer dagli occhi di ghiaccio... Ma quali "occhi di ghiaccio"!!! E' solo un pò miope! I miei migliori auguri ad Alberto e alla sua coraggiosa mamma!

wintek3

Lun, 19/12/2016 - 10:04

c'è veramente da chiedersi con quale attendibilità vengono fatte le indagini e chi con quale criterio vengono gestite. Io un pò di paura ce l'ho

Renny60

Lun, 19/12/2016 - 10:10

Ma i nostri infallibili RIS cosa dicono in proposito?

timoty martin

Lun, 19/12/2016 - 10:13

Questa l'efficacia della giustizia Italiana. Non sarebbe stato meglio approfondire le analisi del DNA PRIMA dei processi? Per la mamma di Chiara che tanto si è rallegrata per la sentenza, ora sentiamo quello che ha da dire. Un profilo + pacato no??

Ritratto di gianky53

gianky53

Lun, 19/12/2016 - 10:13

Che lo venga a scoprire dopo dieci anni è scandaloso. La magistratura è un fallimento totale, la smettano almeno di fare le processioni pompose ad ogni nuovo anno giudiziario e vadano a nascondersi.

Michele Calò

Lun, 19/12/2016 - 10:15

Ancora una volta il test del Dna dimostra la superficialità e l'inconsistenza delle indagini di polizia e carabinieri sotto la pressione di PM e giudici alla ricerca di un colpevole "per intima convinzione" e senza l'habeas corpus ovvero la prova. E dovrei fidarmi di una pseudo giustizia di questo tipo?

Ritratto di oldpeterjazz

oldpeterjazz

Lun, 19/12/2016 - 10:39

Se è vero è pazzesco; da mettere in galera gli investigatori.

g-perri

Lun, 19/12/2016 - 10:53

Una revisione del processo è doverosa. Del resto Stasi è stato condannato senza prove concrete nei suoi confronti. Contro di lui è stato applicato un principio pericolosissimo. Anzichè applicare il giusto principio del "nel dubbio assolvere", si è erroneamente applicato un principio ingiusto, accettando la tesi "dell'impossibilità di prove tutte negative" sostenuto dall'accusa, condannandolo deducendo che "l'assenza di prove concrete nei suoi confronti fosse il frutto dell'occultamento delle prove che avrebbe messo in atto lui stesso". Questa non è Giustizia è pigrizia mentale.

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 19/12/2016 - 10:57

tutti sapevano che le prove erano solo indiziarie ma occorreve offrire un risultato . IL COSTI QUEL CHE COSTI , purtroppo spesso porta la giustizia a risultati non condivisibili ma, secondo certi giudici, necessari e le condanne in questo caso sono il risultato finale! UN ragazzo ora è in prigione ma ci dovra restare ancora dato che la giustizia che lo ha condannato non puo ammettere uno sbaglio: troppi sono i processi indiziari troppi sono gli errori che motli giudici commettono godendo alla fine di una immeritata impunibilità

Parermio

Lun, 19/12/2016 - 10:59

Un DNA può finire sotto le unghie in diverse maniere, intanto da che tipo di sostanza è stato estratto? (per esempio: scaglia di tessuto o sudore?) e poi cosa indica la concomitanza temporale tra quel DNA ed il delitto? (io ora ho almeno tre DNA differenti sotto le unghie, tra i quali quello del cane della mia vicina che ho accarezzato con “grattatina” sotto il collo). Poi la presenza del DNA potrebbe essere in relazione alla causa del delitto (gelosia per un amico che Chiara può aver incontrato ore prima?) ma non implicata nel delitto stesso. Poi ancora, è l'unico DNA che è stato trovato sotto le unghie? Quanto “sotto”? Sul bordo inferiore, per una stretta di mano, una carezza tra i capelli, oppure in profondità come difesa da una aggressione? Insomma, le domande sono ancora tante.

Klotz1960

Lun, 19/12/2016 - 11:05

Stasi e' colpevole, vedasi le vicende della bicicletta e delle scarpe, inspiegabili se non con la colpevolezza. Ora si tratta di vedere chi e' questo ragazzo. Il fatto che ci sia il suo dna sotto le unghie non lo rende l'assassino, evidentemente. Direi che gli innocentisti dovrebbero darsi una calmatina. Si ragiona sui fatti, non su assunti ideologici o morali.

Ritratto di AlleXpert

AlleXpert

Lun, 19/12/2016 - 11:09

RIS,ROS,RAS,GIP,GUP,GAP... Tutti LAUREATI "con lode", ma evidentemente per risolvere un caso i quaquaraqua sapientoni sono troppi intelligenti per scoprire dopo dieci anni un DNA diverso. L'ignoranza PERFETTA senza ombra di dubbio!

cicero08

Lun, 19/12/2016 - 11:12

deve essere la terra lombarda ad ingenerare seri dubbi sui vari DNA rinvenuti sui corpi delle povere vittime...

Libertà75

Lun, 19/12/2016 - 11:32

Probabilmente, il dna di stasi non è l'unico rilevato sotto le unghie della povera Chiara... tuttavia, dubito fortemente che l'elemento sia sufficiente a riaprire il processo

honhil

Lun, 19/12/2016 - 11:32

Sembra di essere su ‘Scherzi a Parte’ e non nelle aule di un tribunale.

mariobaffo

Lun, 19/12/2016 - 11:50

Io ci capisco poco ma se sicuri dell'innocenza perchè le contro analisi non sono state fatte subito ? mi pare che era un suo diritto.Io sono convinto che il DNA dice di chi è ma non potrà mai stabilire chi ha commesso ,ed intanto gli avvocati si divertono e magnano.

Ritratto di elkid

elkid

Lun, 19/12/2016 - 12:18

---Parermio--- è vero come tu dici che un dna sotto le unghie non implica nulla e può essere anche irrilevante----ma poichè un dna sotto le unghie va via con una lavata di mani---allora diventa rilevante perchè configura un lasso temporale abbastanza ristretto--ossia l'incontro della ragazza con il tipo a cui appartiene il dna è avvenuto in un tempo molto vicino alla morte della ragazza stessa---al di là di questo il sistema processuale italiano che tende per la condanna ogni qualvolta si trova di fronte a soli indizi a mio avviso è da rivedere --il sistema americano da questo punto di vista è più garantista--è anche vero che i 3 gradi di giudizio possono ovviare ad errori di valutazione nei processi indiziari---in ogni caso è paradossale una condanna in cassazione senza nuovi elementi dopo assoluzioni nei 2 precedenti gradi----hasta

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 19/12/2016 - 12:34

Già a suo tempo ero intervenuto su Il Giornale ponendo un interrogativo sulla carenza di informazioni del DNA sotto le unghie della povera Chiara. Quest'informazione sembrava non essere stata resa pubblica per un qualsivoglia motivo. Già nei mei interventi pretendenti ho ribadito a più riprese l'innocenza dello Stasi (al quale invio i miei migliori auguri). Già su Il Giornale ho ribadito l'innocenza del Bossetti pure. Chiara, Sara, Yara (ara in latino vuol dire ALTARE). Questi sono omicidi con innocenti in carcere che nulla hanno a che fare col vero movente. Ma i nostri inquirenti non sanno guardare (o fingono di non saperlo fare perché non accorgersi di un errore simile è da deficienti o gente in malafede). E qui mi fermo.

roberto zanella

Lun, 19/12/2016 - 12:34

Se non hanno prelevato il DNA sotto le unghie o siamo di fronte a degli incompetenti che hanno fatto i corsi guradando CSI oppure come al solito siamo di fronte a mancanza di priofessionalità . Da quando si fanno i processi in TV non ne azzeccano più una , sarà così per Olindo&Rosa e Bossetti....

honhil

Lun, 19/12/2016 - 12:36

Sembra di essere su ‘Scherzi a Parte’ e non nelle aule di un tribunale.

squalotigre

Lun, 19/12/2016 - 12:38

Klotz1960 - dunque mi faccia capire. Il DNA è una prova regina, anche quando è stato prelevato e analizzato in maniera che dire irrituale è una bestemmia come nel caso Bossetti. Quando invece viene prelevato sotto le unghie di una vittima, segno evidente di reazione di difesa, allora non conta e bisogna accontentarsi di prove inesistenti e completamente indiziarie. E tutto per non dire che purtroppo quello che conta è il libero convincimento del giudice. Le prove sono un optional. E lei chiama tutto questo giustizia. Per me è un abominio.

moshe

Lun, 19/12/2016 - 12:47

complimenti per il tempismo ...

squalotigre

Lun, 19/12/2016 - 12:57

Parermio - nel cadavere della povera Yara sono stati trovati diversi DNA, tra i quali alcuni chiarissimi mentre quelli di Bossetti sono stati confutati e sono stati dichiarati non ripetibili. Ma non mi pare che nè lei né i giudici avete fatto le stesse considerazioni sul modo in cui si sarebbero potute trovare tracce di DNA bossettiano su Yara. Non parliamo di Pontalti et similia. Sia Stasi che Bossetti guardavano film porno sui loro computer. Che cosa si può chiedere di più per considerarli assassini dagli occhi di ghiaccio e dall'abbronzatura sospetta? Ma per favore......

Dordolio

Lun, 19/12/2016 - 13:03

Klotz, ti seguo sempre con interesse. Ma guarda che la storia della bicicletta (quella importante) E' UN'ALTRA. Una vicina vide quella mattina una bici parcheggiata fuori dalla casa della vittima, identica ad una particolarissima che lei aveva posseduto. E non era di Stasi (lei la osservò attentamente e da vicino). Rompendo le uova nel paniere degli accusatori, non se la filarono nemmeno. Ma lei continuò sempre a rivendicare la sua osservazione, riproponendola anche in TV. Argomentandola in ogni maniera. Senza risultato alcuno.

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Lun, 19/12/2016 - 13:08

DOPO 9 ANNI SI ACCORGONO CHE....CREDO CHE GLI INQUIRENTI E I GIUDICI DEL BURUNDI SIANO MEGLIO DEI NOSTRI. ABBIAMO UN SISTEMA GIUDIZIARIO CHE FA LETTERALMENTE SCHIFO.

Ritratto di Giorgio_Pulici

Giorgio_Pulici

Lun, 19/12/2016 - 13:24

Dopo 10 anni vengono scoperte prove che avrebbero dovuto essere a disposizione degli inquirenti il giorno dopo del delitto. In ultima analisi la magistratura peggiore del mondo, la nostra, ha colpito ancora.

Iacobellig

Lun, 19/12/2016 - 13:33

E ORA PAGHIAMO I DANNI ANCHE A STASI. I GIUDICI INCAPACI DEVONO RISARCIRE LORO I DANNI CHE FANNO COSÌ STANNO PIÙ ATTENTI ALLE LORO DECISIONI! IN EGUAL MANIERA FINIRÀ ANCHE PER IL MURATORE DEL NOTO CASO DELLA RAGAZZINA.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 19/12/2016 - 13:58

Klotz1960 - da quanto mi sembra di capire il DNA sotto le unghie non è dello Stasi (interessante il parallelo del suo cognome col servizio di informazioni della DDR). In qualsiasi manuale di criminologia, nei casi di omicidio d'arma bianca le unghie della vittima parlano a tomi. Nessuno si fa accoltellare senza tentare di difendersi e di solito le unghie fanno propri questo. Bisogna guardare altrove, chi ha orecchie per capire, intenda. L'omicida non è lui e non si deve trovare. (Notare il ' deve ').

Libero1

Lun, 19/12/2016 - 14:06

Non e' la prima volta che gli incompetenti investigatori dopo aver spesi milioni di euro di tasse pagate dagli italiani(caso Bossetti)metteno in galera gente innocente per coprire di essere dei somari. Se questo e' il sistema giudiziario italiano l'italia e' messa veramente male.

ghorio

Lun, 19/12/2016 - 14:07

Ma la difesa otto anni fa cosa faceva per giustificare l'innocenza del proprio difeso? Evidentemente sarà una vicenda tutta da chiarire, compresa questa del nuovo dna.

giottin

Lun, 19/12/2016 - 14:16

...e dopo 10 anni si sarebbero accorti che qualcosa non quadrava???

il sorpasso

Lun, 19/12/2016 - 14:31

Nella mia ignoranza mi domando perchè solo ora si sono accorti che il DNA trovato sotto le unghie della ragazza non appartiene a Stasi? Ma non esprimo giudizi........

Nonmimandanessuno

Lun, 19/12/2016 - 14:33

I PM fanno le cose secondo le personali idee preconcette. I colleghi giudicanti non se la sentono di andare contro l'emotività del popolino imbonito dalle troppe inutili e da vietare trasmissioni in Tv. E magari, gli innocenti stanno in galera.Io ricordo che il papaà di Stasi, prima di morire, aveva sequestrato per una decina di giorni il figlio per, se del caso farlo confessare. Ma aveva capito che fosse innocente. Brava questa mamma, non l'altra.

baio57

Lun, 19/12/2016 - 14:45

Ok ragazzi avete tutti dato una vostra versione , ma secondo me manca l'unica vera verità, cioè l'analisi inconfutabile del Poirot della bassa val d'Adige.

Ritratto di saròfranco

saròfranco

Lun, 19/12/2016 - 14:59

E vai! Fino a casa mia, a Roma, si sono sentiti i "botti" delle bottiglie di champagne aperte a casa degli avvocati difensori e di parte civile! Ancora dieci anni di parcelle assicurati. Altro che regalo di Natale!

Ritratto di kikina69

kikina69

Lun, 19/12/2016 - 15:06

se non si può dire che è colpevole non si può nemmeno sostenere che è innocente bidognerebbe essere più cauti comunque prima di bersi acriticamente i risultati di una perizia interessata e di parte come fosse oro colato.

Klotz1960

Lun, 19/12/2016 - 15:07

Buttare la chiave, grazie.

Klotz1960

Lun, 19/12/2016 - 15:12

Buttate la chiave, grazie.

Angelo664

Lun, 19/12/2016 - 15:23

Provate a pensare di essere voi al posto dell'indagato o anche della vittima. Come mai escono solo ora con il DNA sotto le unghie ??? Vanno aboliti i processi indiziali, piuttosto che inventarsi colpevoli meglio lasciare in giro quelli che sono innocenti. Io non conosco né questo ragazzo né il muratore bergamasco indiziato per Yara ma le prove non sembrano essere granitiche. Se non lo sono, li si lascia liberi, punto. Come fai a mettere dentro uno con queste prove ? Qui si rovinano vite di persone che non si saprà forse mai se sono innocenti o colpevoli. Semplicemente perché le prove certe non esistono. Inquirenti che lavorano sotto il pressing mediatico e che vedono troppi telefilm che in 60 minuti trovano il colpevole con prove spettacolari e sempre confessioni fulminee. Ma nella realtà non è così. Se l'imputato non confessa e non vi sono prove certe non si fa nulla.

Tuthankamon

Lun, 19/12/2016 - 15:24

La mia fiducia nel sistema giudiziario italiano è ai minimi termini da circa due decenni. Tuttavia dubito fortemente, nel caso un elemento del genere fosse vero, che esso non avrebbe avuto rilevanza nel processo. E' ovvio che la famiglia Stasi si attaccherebbe a qualsiasi pretesto per rimescolare le carte, ma penso che si tratti solo di una delle tante "notizie" relative ai casi italici che-non-finiscono-mai!

Dordolio

Lun, 19/12/2016 - 15:30

Dai, la storia è sempre stata la stessa: "Se non lui, chi?" Le prove, un optional. Il teorema è bello che fatto. Stabilito il colpevole, troviamo il movente (costruiamolo a tavolino). Nel caso di Stasi ci si arrampicò sugli specchi di filmati porno sul PC di lui che lei avrebbe scoperto. Ma Feltri scrisse che i due se li vedevano insieme.... Non per nielnte Stasi era stato assolto due volte! Ma una testa doveva cadere comunque, e l'unica sul ceppo era la sua.

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Lun, 19/12/2016 - 15:35

Dunque, assolto due volte in assenza di prove concrete. Condannato quindi in Cassazione senza l'apporto di nessuna prova nuova. Siamo su scherzi a parte ??? Sarei cusrioso di sapere cosa ne pensano gli investigatori del RIS. La parte scientifica l'hanno condotta loro, quindi sono stati tirati in ballo in prima persona.

Ritratto di saròfranco

saròfranco

Lun, 19/12/2016 - 15:36

Riprovo. E vai! Fino a casa mia, a Roma, si sono sentiti i "botti" delle bottiglie di champagne aperte a casa degli avvocati difensori e di parte civile! Ancora dieci anni di parcelle assicurati. Altro che regalo di Natale!

gesmund@

Lun, 19/12/2016 - 15:37

In dubio pro reo, come hanno sentenziato in 1 e 2 grado. Meglio 1000 colpevoli liberi che un innocente in carcere. Alla larga dalle sentenze emotive o, peggio, politiche: non sono giustizia.

Renee59

Lun, 19/12/2016 - 15:44

Me l'ero domandato da subito: ma il DNA sotto le unghie? I misteri della vita.

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 19/12/2016 - 15:48

Ai giudicxi che lo hanno condannato credo che questa notizia non interessi minimamente: doveva essere trovato un colpevole ed alla fine il colpevole è stato trovato con o senza prove: in italia funziona cosi!

Raoul Pontalti

Lun, 19/12/2016 - 16:07

Bufala avvocatizia servita come panettone natalizio: la questione del DNA di cui all'articolo fu valutata in contraddittorio al processo di appello-bis nel 2014 e si convenne, da parte di accusa e difesa, sulla non utilizzabilità ai fini identificativi, anche se 5 marcatori risultavano compatibili con il DNA dello Stasi. Qui in omaggio a squalotigre, mentore ed esaltatore del dr. Marzio Capra (nel caso Bossetti) ricordo che il Capra, perito della famiglia Poggi, sostiene l'inanità scientifica oltre che processuale di una "scoperta" che non è tale perché già vagliata a suo tempo sia in sede tecnico-scientifica che processuale.

umberto nordio

Lun, 19/12/2016 - 16:18

La magistratura inquirente ,sinora ,che cosa ha fatto? Dormito?

Klotz1960

Lun, 19/12/2016 - 16:33

La sagra dei cretini che pensano che Stasi sia innocente. Le vicende della bici e delle scarpe si spiegano solo con la sua colpevolezza. Leggetevi la collezione completa delle favole dei fratelli Grimm, invece di giocare ai piccoli detectives. Vi manca proprio la materia grigia per fare gli investigatori.

baio57

Lun, 19/12/2016 - 16:38

Oh bene, ora possiamo andare a farci l'aperitivo.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 19/12/2016 - 16:42

Fa pendent col caso Bossetti. Entrambi appaiono evidentemente innocenti, ma non per i PM che "interpretano" a loro piacimento i precisi risultati del DNA. Per il caso Bossetti l'omicida è un figlio di suo padre, per Stasi è un conoscente della vittima.

schiacciarayban

Lun, 19/12/2016 - 16:44

Pontalti - cerco di evitare di leggerti per evitare allergie, ma qui mi sei proprio capitato sotto il naso e non ho potutto fare altrimenti. Mi sembra che tu sappia sempre tutto, il che spesso coincide con il fatto di non spare proprio nulla. Sei veramente irritante.

scarface

Lun, 19/12/2016 - 16:47

baio57: lo hai evocato ed eccoti accontentato. Cosa possiamo sperare di meglio...

Ritratto di tomari

tomari

Lun, 19/12/2016 - 16:52

Il tuttologo ha ragliato!

Dordolio

Lun, 19/12/2016 - 17:00

Eccolo il Pontalti (richiamato a gran voce). Anche il Capra ha opinioni assai volubili. Il che ci riporta al problema centrale se il test del DNA (in questi termini forensi) non dovrebbe invece venir sostituito dal Lunario di Frate Indovino, di pari attendibilità. Diciamola allora tutta: nel miglior stile investigativo italiano si trascurò per convenienza di approfondire l'esame di certi reperti. Che ora riemergono invece stile fiume carsico. E che potrebbero trasformarsi nell'ulteriore mazzata alla credibilità della giustizia italiana (minuscole volute).

Raoul Pontalti

Lun, 19/12/2016 - 17:30

@Dordolio non è che il Capra sia volubile (non è femmina tra l'altro), semplicemente il consulente di parte (meno) esattamente come quello tecnico d'ufficio risponde a chi lo paga e ciò dovrebbe esserTi noto visto che vanti lunga esperienza processuale (si spera non come indagato o testimone di comodo...). Il meno tra parentesi è dovuto al fatto che il consulente di parte, speranzoso di futuri incarichi d'ufficio e in ogni caso per evitare grane con i magistrati, evita talvolta di enfatizzare interpretazioni che potrebbero mettere in cattiva luce il PM e i suoi consulenti (pur sempre colleghi...). Se il consulente di parte ha invece in uggia i periti dell'accusa proprio perché suoi ex colleghi allora la musica cambia (vedi un ex RIS al processo Bossetti...). Al di là di ciò che dice Capra qui le “nuove” prove sono inutilizzabili perché in realtà stantie e già scartate a suo tempo.

Dordolio

Lun, 19/12/2016 - 17:57

Klotz, i processi sono PUBBLICI e quel che vi viene discusso è soggetto alla valutazione di chiunque. Non si tratta di fare i piccoli detectives, quanto di vedere IN CHE MANI SIAMO. E con questi chiari di luna NESSUNO può stare tranquillo quando vede quel che sta accadendo TROPPO SPESSO. Non mi sognerei mai di giurare sull'innocenza di Stasi come di chiunque altro. Ma vederlo condannato dopo due successive assoluzioni, con un accanimento giudiziario inaudito mi fa effetto. Ti processo e riprocesso finchè non ho la tua testa. E - tra l'altro - non avrebbe avuto NESSUNA ragione per ammazzare la fidanzata, lo Stasi. Ma (dimenticavo) ha "gli occhi di ghiaccio"... E allora giù anni di galera.

Dordolio

Lun, 19/12/2016 - 18:25

Che stai dicendo, Pontalti? Prove stantie? Per l'assassinio di Simonetta Cesaroni andarono a "rispolverare" (letteralmente!) materiale mal conservato DA DECENNI (DNA compreso) all'unico scopo di incastrare un disgraziato. Gli costruirono addirittura su misura un morso sul seno della vittima con assoluta goffaggine. E non parliamo del Caso Yara dove sei riuscito sempre a dare il peggio di te: DNA esposto alle intemperie PER MESI. E testato in modo NON RIPETIBILE. Veniamo al dunque Pontalti: queste sono INDAGINI LUNARI da qualsiasi parte le si rigirino! Pretendere di condannare o assolvere qualcuno sulla base di simili fumisterie è da pazzi! Che qualcuno alla fine lo gridi forte e chiaro!

squalotigre

Lun, 19/12/2016 - 18:45

Raoul Pontalti - ma il DNA non costituisce sempre la prova regina? Le nuove analisi, pagate dalla famiglia di Stasi e non dallo stato come sarebbe stato giusto, hanno INCONFUTABILMENTE dimostrato che sotto le unghie della vittima il DNA NON era compatibile con quello di Stasi. Se al difesa durante il processo gli avvocati difensori hanno creduto alle affermazioni del PM e non hanno richiesto l'acquisizione del DNA sottoungueale hanno sbagliato. Era dovere del PM però completare gli esami perché nel nostro ordinamento, a parole, il PM deve cercare anche le prove che scagionano l'indagato.

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 19/12/2016 - 22:47

Dordolio - Concordo appieno con i suoi commenti. Tutti.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 19/12/2016 - 22:51

Scusate signori ma sorrido un po'... molti di voi hanno assolutamente ragione ed i loro interventi non fanno una piega (sto parlando di coloro che vedono delle anomalie in questi tipi di processo senza capire il perché avvengano). Posso solo indicare il blog dell'Avvocato Paolo Franceschetti (che fu il legale nel caso delle 'bestie di Satana' e capire il perché i processi, in Italia, vanno in un certo modo). Buona lettura.

Raoul Pontalti

Mar, 20/12/2016 - 15:36

(Riproviamo...) @Dordolio con Bossetti fu radicalmente diversa la cosa: il DNA di Ignoto 1 era perfettamente attribuibile restando per lungo tempo ignota la persona determinata cui attribuirlo e il riconoscimento parentale avvenuto ben presto indirizzò le indagini verso un indigeno della Bassa Bergamasca e quando si riusci a mettergli il sale sulla coda grazie all'identificazione della madre il confronto diretto tra il DNA di Ignoto1 e quello del muratore portò all'attribuzione definitiva ed indiscussa del DNA criminale. Nel caso Stasi invece a motivo della illeggibilità sostanziale del reperto i brandelli superstiti dei marcatori risultano compatibili con una miriade di soggetti (esclusi sostanzialmente solo i soggetti di sesso femminile trattandosi di DNA ottenuto dal cromosoma Y), compreso lo stesso Stasi a suo tempo.