Giovani senza futuro, élite più agguerrite

Quale futuro stiamo preparando? Già oggi le multinazionali che estendono il loro potere su decine di Paesi costringono i governi a piegarsi ai loro interessi. Esse, disponendo di enormi capitali, acquistano sul mercato le imprese più moderne e che danno maggiori profitti, privando i Paesi meno forti delle loro eccellenze. Nello stesso tempo alcune società multinazionali e i centri commerciali decentrati fanno chiudere i negozi tradizionali, impedendo in questo modo l'estrinsecazione delle straordinarie capacità artigianali e le raffinate creazioni delle piccole imprese. Questa trasformazione sta anche avendo un effetto negativo sui giovani lavoratori, sia maschi sia femmine.

Prendiamo come esempio il caso delle migliaia di giovani che distribuiscono a domicilio i prodotti. Essi non guadagnano abbastanza per pagarsi un alloggio, sposarsi, fare programmi per il futuro. Se uno di loro fa questo lavoro a vent'anni cosa immaginerà di fare a 30, a 40, a 50? Continuerà a correre? La loro condizione è peggiore perfino di quello del minatore che perlomeno aveva una casa, dei figli e immaginava, al peggio, di continuare a fare il minatore finché non andava in pensione. In parallelo, una minoranza di giovani più agiata, più intraprendente, più creativa studia all'estero, trova lavori qualificati e in questo modo fa carriera ed entra nell'ingranaggio dell'élite che dirige la macchina economico finanziaria mondiale. Alcuni di loro hanno addirittura la prospettiva di diventare ricchissimi. Ma la gran massa dei precari, dei poveri, di chi non studia, di coloro che non possono immaginare il loro futuro continua ad aumentare.

Il mondo si sta spaccando in un'élite di persone ricche e ricchissime e di tecnici superqualificati che danno gli ordini e una sterminata moltitudine di disoccupati e di sottoproletari condannati alla povertà, all'incertezza e all'ubbidienza. Non è mai successo nella storia che un'intera generazione venisse cosi schiacciata, asservita, privata del futuro. Oggi sono rassegnati, tranquilli, ma cosa sta maturando nel loro cervello?

Commenti

killkoms

Dom, 22/04/2018 - 15:12

grazie agli utili idioti dell'economia aperta1

Icarus1

Dom, 22/04/2018 - 16:47

si ma tanto son tutti vecchiacci tra un po' crepano.

Nick2

Dom, 22/04/2018 - 17:09

Purtroppo, la grande maggioranza dei nostri ragazzi che espatriano, svolgono lavori umili e sottopagati. In genere, dopo 2-3 anni, quando i genitori si stufano di finanziarli, ritornano a casa con nulla in mano, se non una maggiore conoscenza della lingua (nel 90% dei casi l’inglese). Anche lei, come tutta l’ultra destra, attribuisce alle multinazionali la colpa di tutti i mali. La vostra è una ridicola battaglia contro i mulini a vento. Vi schierate addirittura contro le vaccinazioni, arrivate a dire di voler uscire dall’Europa, dall’Occidente, di preferire l’asse russo-cinese per far fronte a questo male assoluto (e ci aggiungete voluto da Soros, tanto per solleticare la pancia degli ingenui che vi leggono). Le multinazionali possono essere una risorsa. Sta allo Stato stabilire un salario minimo e tutelare i lavoratori, favorendo e non sopprimendo i sindacati. Esattamente il contrario di quanto hanno fatto i finti avversari Berlusconi e Renzi…

krufra

Dom, 22/04/2018 - 18:54

Per quanto riguarda l'Italia l'analisi è perfetta, purtroppo riflette la distruzione che 40/50 anni di politica miope e corrotta ha realizzato nel tessuto economico e sociale italiano. Questo è confermato dal fatto che i nostri giovani all'estero si realizzano e realizzano il futuro dei loro datori di lavoro infinitamente meglio che da noi. Per cui se non ci diamo un risveglio finiremo nel terzo mondo. Non sarebbe corretto dare ad altri ( €, Europa e multinazionali ) colpe che sono responsabilità delle scelte di una classe dirigente politica fallita da mezzo secolo.

Giacinto49

Lun, 23/04/2018 - 08:37

Gent. Dott. Alberoni, pur condividendo gran parte dell'articolo, in particolare il disordine sociale provocato appunto dalle multinazionali (la diffusione dei call center ne è un esempio), penso che il grosso della difficoltà economica derivi esclusivamente dal mancato controllo dei rincari. Con un tasso di inflazione mediamente dell'1% all'anno, avremmo dovuto avere un aumento del costo della vita del 20/25% rispetto al 2002. Il milione, milioneedue, milioneetre erano redditi di tranquilla sopravvivenza. I sei/settecento euro di oggi sono al di sotto della soglia di povertà. E' evidente che qualcuno (infami lautamente prezzolati), sicuramente in malafede, non ha fatto il proprio dovere.

Ritratto di beatoangelico

beatoangelico

Lun, 23/04/2018 - 11:04

Le élite tecnocratiche non cercano affatto la realizzazione dell'uomo, tantomeno delle ultime generazioni. Non ricercano le qualità dell'individuo perché queste sono la fonte della produzione artigianale, a meno che queste non siano del livello più basso (il sapere scientifico e tecnico). Il processo di industrializzazione e meccanizzazione dell'attività umana, e successivamente la sua digitalizzazione con l'avvento dell'informatica dimostra unicamente che la prospettiva del capitalismo è l'asservimento dell'individuo al processo produttivo, la sua riduzione ad un numero, l'intercambiabilità dei ruoli, come gli ingranaggi nella catena di montaggio.

apostata

Lun, 23/04/2018 - 11:14

Occorrerebbero competenze economiche. Sperare nel ritorno ai negozietti è vaneggiare. La grande distribuzione è la forza dei sistemi economici, regola produzione, trasformazione e settori connessi (e già deve confrontarsi col commercio elettronico). L’italia è dominata da reti di altri paesi. Sugli effetti della mondializzazione hanno pesato il fallimento ue, l’impotenza politica, l’irresponsabilità di chiesa, sindacati, magistratura e burocrazia. Altri paesi si sono dati sistemi per rispondere. La spagna, con le riforme da noi bocciate, ci ha superato nel pil. Subiamo la concorrenza di paesi con salari infimi e manca la politica ue per l’equilibrio dei rapporti commerciali, per il controllo dell’immigrazione e per il sostegno del controllo demografico dei paesi poveri. L’italia paga soprattutto l’incultura ben rappresentata dal salario di cittadinanza e dalla passività dell’insegnante brutalizzato nei giorni scorsi dagli alunni.

Flandry

Lun, 23/04/2018 - 14:58

Mia figlia, dopo la laurea, è stata assunta con contratto di apprendistato quale impiegata in una società che colloca prodotti assicurativi e di investimento. E' laureata (la società cercava una laureata). Percepisce 740 euro al mese, per tre anni, per un orario che la vedrebbe impegnata quotidianamente fino alle 16,30, e che invece, con il pretesto della "formazione", si estende fino alle 18,30. In realtà la formazione non viene fatta e le due ore "gratuite" regalate sono di lavoro puro. Come lo definireste, questo? Sfruttamento? Potrebbe mia figlia, di 28 anni, vivere autonomamente? O pappino e mammina, che già devono preoccuparsi degli anziani genitori ultraottantenni, dovranno assistere anche lei a vita )perlomeno finchè saranno vivi loro (non per molto, essendo vicini ai 60 anni)? L'Italia è un vuoto a perdere, grazie ai nostri politici e imprenditori semidelinquenti.

rudyger

Lun, 23/04/2018 - 16:53

mondializzazione, villaggio globale, solo utopie e paraculate della massoneria, della trilateral, del bilderberg.

zen39

Lun, 23/04/2018 - 21:14

Tutto è in linea con diabolico progetto del NWO. Questa elìte che crede di essere immortale anche quando qualche loro adepto ha già un piede nella fossa, si è posta al comando del mondo a prescindere dal volere dei popoli il cui progressivo indebolimento li costringe comunque a rivolgersi al primo imbonitore per poter sopravvivere. Il M5S è un esempio; è nato infatti da questo diabolico progetto. L'immigrazione fuori controllo fa parte di questo piano: l'impoverimento della classe media (difficile da manipolare fino a quando è sufficientemente forte economicamente) e la graduale e contestuale sua sostituzione con nuove forze di lavoro ancor più facili da controllare in quanto più disperate. Portare la disperazione nel mondo: ecco il progetto di questa elìte. Ma il popolo viene costantemente ingannato come mai prima d'ora grazie al web. Ed è attraverso questo che dovrebbe partire la rivoluzione dei popoli. Colpire gli sfruttatori con la loro stessa arma.