I colli di Napoli tra film e immaginario comune

Dovunque ci si giri, Napoli è tutto un sali e scendi fatto di ripide scale, giardini terrazzati strade scoscese

Vico Neve risplende in tutta la sua bellezza, i ragazzi chiacchierano e fumano sigarette a petto nudo. Un gruppo di ragazze sono sedute su alcuni motorini vicino ad uno stendino per appendere i panni, mentre un cagnolino nero dorme davanti ad un portone.

La notte il vicolo si popola, diventa un salotto a cielo aperto. Il popolo crea salotti variopinti sotto le stelle. Il vicolo del quartiere Materdei è quasi a picco sul burrone che porta al Rione Sanità. Dovunque ci si giri è tutto un sali e scendi fatto di ripide scale, giardini terrazzati strade scoscese. Questo perché una gran parte del territorio di Napoli è formato da colline tufacee nate dalle eruzioni dei vulcani dei Campi Flegrei. Bagnoli, Posillipo, il Vomero, Capodimonte, Materdei, il monte Echia sono tutti quartieri che si arrampicano su colline nate da violente espressioni della natura. Non a caso il nome Campi Flegrei deriva dal greco flego che si significa campi ardenti. Il sistema di vulcani dei Campi Flegrei, secondo numerosi studiosi, è molto più pericoloso del già esplosivo Vesuvio.

I colli di Napoli negli anni sessanta e settanta sono stati spesso aggrediti dalla speculazione edilizia, ma per fortuna dal 2004 una parte di essi è diventata un parco, trasformandosi in uno dei pochi polmoni verdi della città.

Il Parco Regionale Metropolitano delle Colline di Napoli si estende per 2.215 ettari, circa un quinto del territorio comunale, nella parte nord-occidentale della città. Inizia dalle pendici dei Camaldoli , che delimitano a nord le conche dei Pisani e di Pianura, comprende la collina dei Camaldoli, la selva di Chiaiano, il vallone San Rocco, lo Scudillo, la collina di San Martino. Fuori del perimetro ma in stretta contiguità con esso stanno a ovest, la frazione napoletana del Parco Regionale dei Campi flegrei (Posillipo, Agnano e Pianura), a est, il bosco di Capodimonte.

Nel parco si trova anche l'ampio vallone Sant'Antonio, che passa sotto ai viadotti della tangenziale, che s'incunea fra le vie Cilea, Epomeo, Pigna e dello Scudillo, fra i quartieri di recente edificazione come i Colli Aminei e quelli del centro storico come l'Avvocata e la Sanità o i terrazzamenti di San Martino. Dall'altro versante delle colline verdi si trovano le aree periferiche di Scampia e di Miano.

Dei simboli amati da tutti e profondamente legate alla morfologia di Napoli sono le funicolari, senza di esse salire le ripide colline senza alcun mezzo privato sarebbe davvero difficile. Per capirlo basta riguardare qualche vecchio film d'azione. Moltissimi hanno ambientato inseguimenti di ogni tipo sulle scoscese strade di Napoli, basti pensare alla divertentissima serie di Piedone lo sbirro di Steno che vedeva Bud Spencer nei panni di un poliziotto napoletano.