Le lacrime (taciute) degli uomini

L’uomo piange sino dall’antichità. Ma oggi vuole essere un robot

Gli eroi antichi piangevano. Piange Achille alla morte di Patroclo, piange Ulisse nell’isola di Calipso pensando alla patria lontana. Piange Pericle al processo di Aspasia. Piange Paolo mentre Francesca racconta.

Oggi ha finito per imporsi un modello di maschio che pensa di essere forte controllando i suoi sentimenti e anche la donna sta imitando il modello androgino e si vanta dicendo che cambia uomini come cambia i vestiti. Ma nel profondo la realtà è diversa. Anche lei si innamora e piange dopo avere fatto l’amore e talvolta ha gli occhi pieni di lacrime mentre lo sta facendo. E l’uomo innamorato piange quando non si sente amato dalla sua donna e, quando la rivede dopo una lunga attesa, gli salgono le lacrime agli occhi come a un bambino che pensava di avere perso sua madre nella folla e, ritrovandola, corre ad abbracciarla singhiozzando.

Nell’innamoramento profondo il maschio ha esperienze simili a quelle del bambino, si intristisce non appena la sua donna amata si allontana, ha continuamente bisogno di vederla, di parlarle, di sentirla vicina. E la donna sa amare anche a distanza, anche per anni un uomo che non l’ama con la sua stessa intensità. Di queste cose abitualmente non si parla perché nel mondo del lavoro e degli affari noi portiamo una corazza emotiva, ostentiamo un ottimismo di maniera, e mettiamo al primo posto il denaro.

I sentimenti amorosi sono vissuti come segno di debolezza, si preferisce il sesso che dà piacere e non ti lega. Ma al di là delle ideologie e delle mode gli esseri umani continuano a provare le antiche passioni. L’amore, la gelosia, l’invidia, la solitudine e continuano a innamorarsi, e allora ecco che anche l’uomo viene improvvisamente preso dal mal d’amore, e quando sente la voce amata lo prende un nodo alla gola e non riesce più a parlare. E lo stesso succede a lei. Sì, davvero, anche oggi nella nostra società della comunicazione i due innamorati talvolta fanno fatica a parlarsi al telefono tanto la loro voce è rotta dai singhiozzi, dalla commozione. Ma perché queste cose, che pure sono vere non si dicono? Perché abbiamo tanta fretta di assomigliare a dei robot?

Commenti

Agev

Dom, 15/07/2018 - 17:05

Per essere-divenire un Oltre-Uomo devi saper piangere .. Per amore.. Per gioia .. Per gioco .. Se vuoi per dolore .. Devi saper piangere. Invece da millenni vi insegnano l'esatto opposto .. Appunto per farvi restare solo piccoli uomini e potervi controllare meglio e rimanere schiavi. Gaetano

Valvo Vittorio

Dom, 15/07/2018 - 20:25

Noi umani, assieme ad altri esseri inumani, siamo provvisti di organi sensitivi che di fronte ad avvenimenti che ci turbano, esprimiamo gioia, dolore e odio. Tutto questo è congenito, ma può essere frenato per non esprimere sentimenti di debolezza, mai ignorato. Un bambino può ridere e piangere, per alcuni avvenimenti, ma si rende conto che non può modificarli anche se per lui sono avversi. Pertanto la nostra esistenza si può dividere in tre stadi: impulsiva da ragazzo, riflessiva/impulsiva in età matura, con molto distacco nella vecchiaia perché mancano le forze per reagire. Molti di questi sentimenti si possono estendere agli animali.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 15/07/2018 - 21:45

L'amore tra uomo e donna è una leggenda metropolitana. Voglio dire l'amore vero. E' soltanto un gioco tra i due. Un cavalcare la libido o l'utilità che l'uno rende all'altra e viceversa. Se poi c'è pure chi piange, vuol dire che si sono passati i limiti. Ma resta sempre un gioco. Ma io ho pianto spesso, ma non per amore, per l'opposto, per il disamore violento. Per la tragedia dei miei figli nelle mani di Satana. - 21,44 - 15.7.2018

Ritratto di Koerentia

Koerentia

Lun, 16/07/2018 - 08:33

Perche' viviamo in funzione del giudizio altrui reprimendo la nostra autenticita'. La sola idea di apparire un po' diverso ci frena e quindi ripercorriamo quei passi che "dovrebbero" essere accettati dagli altri non ascoltando e abbandonando la nostra essenza che davvero ci renderebbe speciali e felici.

Agev

Lun, 16/07/2018 - 10:32

E' solo figlio della dicotomia e dell'illusione della realtà duale di terza-quarta dimensione .. Nel essere vivere divenire un Unità di mente-corpo-vita o spirito tutto si chiarisce e comprendi che sono solo illusioni indotte da una cosiddetta cultura becera e illusoria. Con Affetto .. Gaetano

Ritratto di Giano

Giano

Lun, 16/07/2018 - 19:07

2- I suoi articoli sempre basati sull'amore (come fa da 40 anni) sanno di stantio, di rancido, di zuppa di cozze andata a male. Cambi disco, se ci riesce. Ma ne dubito. La senescenza non lascia alternative. Dice De Crescenzo: "La vecchiaia è una malattia; o ti prende alle gambe o ti prende alla testa.". Immagino che Alberoni non abbia problemi di deambulazione. Ah, l'amore. Alberoni mi ricorda la storiella di quel vecchietto che continuava ad andare appresso alle donne; ma non si ricordava perché.

un_infiltrato

Dom, 22/07/2018 - 10:40

Marò, acchiapp a kist!