La misteriosa forza dei giusti che salva il mondo

Nessun calcolo scientifico può dimostrare che essere buoni conviene. Eppure...

Perché dobbiamo essere buoni, giusti, generosi, entusiasti? Perché dobbiamo amare il nostro prossimo, spenderci, prodigarci? Ne ricaviamo qualche vantaggio? Ne veniamo ripagati? L'unica risposta onesta è no. Non è affatto detto che i meriti vengano premiati, che i migliori ottengano i riconoscimenti meritati. La storia, la nostra vita sono piene di esempi che ci mostrano che i generosi vengono sfruttati dagli egoisti, gli onesti vengono derubati dai ladri, i miti vengono messi a tacere dagli intolleranti.

Sono domande che si sono posti da millenni gli uomini. E che ritornano diverse volte nella Bibbia «perché i giusti soffrono e gli empi sono tranquilli?». E trovavano la risposta nella fede religiosa: Dio, alla fine, ricompenserà i buoni e punirà i malvagi secondo giustizia. Ma nella nostra epoca questa risposta non soddisfa tutti: dovremmo poter dimostrare scientificamente che conviene essere buoni. Ma non c'è nessun calcolo che lo dimostri. Allora, perché, di fatto, molti uomini sono buoni, pacifici, generosi? La risposta è che noi siamo buoni verso coloro a cui vogliamo bene, i nostri oggetti d'amore: il nostro innamorato, i figli, i genitori, gli amici, la gente del nostro partito, della nostra chiesa e della nostra patria. Ma non è detto che ne ricaviamo sempre un beneficio, possiamo anche soffrire per chi amiamo; possiamo anche sacrificarci per i nostri oggetti d'amore.

Quindi noi non siamo buoni, giusti, generosi e amiamo il nostro prossimo per puro calcolo, ma perché in noi c'è anche uno slancio spontaneo che ci porta verso l'altro, a volere il suo bene, un bisogno di donare senza motivo. È questo slancio che controbilancia la volontà di potenza e di dominio che pervade quasi tutte le azioni umane e che, se non fosse controbilanciata da questa forza positiva, renderebbe la società invivibile. E vi sono persone che sono più equilibrate, più generose, più portate al bene di altre. Una leggenda ebraica afferma che Dio non ha distrutto il mondo per le sue nefandezze grazie a trentasei uomini giusti, umili e sconosciuti che, con la loro presenza, hanno controbilanciato il male e fermato la sua mano giustiziera. È una verità profonda. Per fortuna i giusti sono molti, molti di più.

Commenti

Efesto

Dom, 23/04/2017 - 17:50

"in questo mondo che passa, e passando consuma ogni cosa; in questo mondo che ora fa gioire per il semplice fatto di esserci, ora gemere di rabbia e di dolore come schiavi alla catena; in questo mondo teatro dell'essere e del nulla, libera scelta e cieco destino; in questo mondo di fantasmi e di poesia, io non conosco nulla di più grande del bene" - Vito Mancuso

salvatore40

Dom, 23/04/2017 - 19:06

Venendo dalla lettura del " Paradiso Perduto ", mi sembra di poter dire che è Eva il prototipo di ogni perfezione umana, dello slancio vitale, dell'amore generoso,della bontà,della bellezza. La risposta però alla Donna-Eva è il Femminicidio. La realtà-Satana prima ti seduce poi ti ammazza !

Anonimo (non verificato)

Ritratto di RomenoXPunizioneGiustizia

RomenoXPunizion...

Dom, 23/04/2017 - 23:01

grande articolo. Giusto e buono ad ogni costo. Fiat iustitia pereat mundi.

RAGE4EVER

Dom, 23/04/2017 - 23:20

Se romenoXpuzzon scrive "grande articolo", allora bisogna riscriverlo completamente. Buono= Beota

idleproc

Lun, 24/04/2017 - 20:34

Gli altri si chiamano sociopatici e psicopatici (in senso medico specifico). L'attuale società per meccanismi interni a gruppi sociali economico-finanziari ne ha selezionato verso punti chiave, troppi. Inoltre esiste un'ideologia con penetrazione di massa che frena e marginalizza quelli che oggi si oppongono prevalentemente dal lato "conservatore" in senso stretto. Non si faccia troppe illusioni sul futuro e non sono un "pessimista".

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Mar, 25/04/2017 - 19:32

Basta guardare come il Papa dopo decenni di silenzio, quando gli Allievi anche sono quasi tutti scomparsi, viene fuori con Don Milani il Parroco di Barbiana. Si, intanto lo stesso Papa Francesco, questa misericordia retroattiva non la usa, absit iniura verbis, perdonami SIGNORE, con il Cardinale Tradizionalista spedito in uno sperduto arcipelago; misericordia io voglio e non sacrificio dice il Signore nella S Scrittura. Ma quale misericordia siamo se giudichiamo, come anch'io mi permetto, per ascoltare la mia coscienza? Io non seguo pedissequamente ciò che mi dicono, ovunque io sono e sarò , ed è per questo che laici, atei, cristiani e indifferenti mi prendono di mira perché quello che oggi comanda è il conformismo assurdo nelle cose di tutti i giorni. Auguri e Shalòm.