Morto Antonio. Perché era un eroe non tanto per caso

Antonio Megalizzi non ce l'ha fatta, come era chiaro fin da subito, dopo essere stato colpito alla testa da un proiettile sparato dal terrorista islamico che ha fatto strage a Strasburgo. Era un collega che si è trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato, perché mai avrebbe potuto immaginare di essere a rischio passeggiando, dopo una giornata di lavoro, per un mercatino di Natale della capitale europea. Non c'è nulla di eroico in questo, ma la sua vita fino a quell'attimo l'ha vissuta in modo eroico nel senso letterale del termine, cioè, cito dalla Treccani, «in modo duro e faticoso per le lotte da sostenere e le difficoltà da superare ma perciò intensa e piena di entusiasmo, che si ricorda con compiacimento soprattutto se paragonata a un presente piatto e poco interessante».

Nell'epoca dei record di ascolto del Grande Fratello, del disimpegno e del «tutti ladri», Antonio era appunto un eroe perché credeva e si batteva per cose oggi merce rara. Per esempio era convinto della centralità e della nobiltà della politica come unico strumento per dirimere le questioni; pensava che l'informazione e la sua libertà fossero un bene assoluto e da proteggere; era convinto che un'Europa unita, equa e solidale, fosse il punto di approdo da perseguire da parte di tutte le nazioni che ne fanno parte. E per questo si trovava a fare il giornalista politico al Parlamento di Strasburgo.

Chi gli ha sparato, un bastardo terrorista islamico, tutto questo non lo sapeva, né gli importava conoscerlo. Sono bastati i suoi tratti fisici da occidentale a trasformare il ragazzo italiano in un facile bersaglio. Ma a noi importa eccome sapere e ricordare chi era Antonio Megalizzi, 29 anni appena compiuti. Ha vissuto poco, ma non invano, anche se questo non può consolare l'immenso dolore dei suoi cari. Non invano perché il lavoro e gli ideali di Antonio restano in eredità a tutti noi che ci battiamo, ognuno nel suo campo, per una società pacifica, libera e liberale. È una eredità che non possiamo dissipare, pena essere complici di chi lo ha ucciso e dei suoi mandanti.

E questo è un patto che ci impegniamo oggi, nella memoria di Antonio, a non tradire mai.

Commenti

venco

Sab, 15/12/2018 - 17:11

Era un eroe che sognava un'Europa senza muri, e di questo ne è rimasto vittima

prohalecites

Sab, 15/12/2018 - 17:19

certamente non sarebbe stato in lista per il reddito di cittadinanza....

SAMING

Sab, 15/12/2018 - 17:31

Non ho sentito mussulmani deprecare questo fatto orrendo. Penso anzi che abbiano esultato nel loro cuore. L'omicidio è uno dei precetti del corano cioè del libro che esalta questa pseudo religione. Ed in Italia, di mussulmani, ne abbiamo 1.500.000 e ritengo che almeno il 2% di essi, cioè 30.000 siano potenziali assassini. Bisogna setacciare questo greggie e scovare, rispedire al loro paese o chiudere in prigioni di alta sicurezza queste bestie.

Ritratto di MyriamZ.

MyriamZ.

Sab, 15/12/2018 - 18:10

Non c'è nulla di eroico nel morire perché si è nel posto sbagliato al momento sbagliato. Sono tanti i nostri connazionali assassinati e dimenticati...

carlottacharlie

Sab, 15/12/2018 - 18:39

Mi è piaciuto tantissimo il paragrafo della "Treccani". In tempi in cui tutti non sanno più cosa voglia dire eroe e l'appioppano di quà e di là senza discernimento, fa bene al cuore leggerne la giusta definizione. Mi dispiace tanto per Antonio che, innocente, è stato ammazzato da un criminale islamico.

Guido_

Sab, 15/12/2018 - 20:12

Non capisco questo cotinuo mal uso che della parola "eroe" fanno i giornalisti italiani. Consiglio l'acquisto e consultazione di un comunissimo dizionario.

Ritratto di franco_G.

franco_G.

Sab, 15/12/2018 - 20:41

L'informazione e la sua libertà "un bene assoluto" ? Sallusti... lassa perde... tu vivi su Marte... è proprio grazie a questa stupidaggine che ci ritroviamo la società che ci circonda: un autentico PATTUME. Sono ALTRI i criteri a cui deve riferirsi una CORRETTA informazione. E lassa perde l'uso della parola "eroe". Cordoglio per una vita stroncata, certo, ovviamente. Ma l'eroismo è ben altro che stare a giocare con le cronache parlamentari di una Unione fallimentare come quella Europea.

Ritratto di jasper

jasper

Sab, 15/12/2018 - 21:18

Ma quale eroe. Sará stato certamente di sinistra viste le sue amicizie.

Ritratto di scappato

scappato

Sab, 15/12/2018 - 22:56

Un plauso a Sallusti che ha chiamato l'assassino col suo vero nome: terrorista islamico.

edo1969

Dom, 16/12/2018 - 10:51

Onore alla memoria di un ragazzo come tanti che dimostra che c’è tutta una generazione di giovani italiani bella, aperta, europeista nel senso buono, semplice ma con idee forti e positive, con amore per il proprio lavoro. RIP Antonio.

buppert

Dom, 16/12/2018 - 11:56

franco_G. parole esemplari. Impossibile farlo meglio. Buon anno

Bingo1

Dom, 16/12/2018 - 13:06

Di fronte a un ricordo così le persone per bene di destra e di sinistra si dovrebbero trovare d'accordo.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Dom, 16/12/2018 - 14:01

Caro direttore Sallusti, dobbiamo prendere atto, però, che per un miliardo e mezzo di individui l'eroe della vicenda è il terrorista musulmano. Finchè non ci cacciamo in testa questo semplice concetto di "eroi" sognatori dell'assurdo alla Antonio ne avremo a iosa. Posso dire che ha SEMPLICEMENTE incontrato la sua nemesi?

GUGLIELMO.DONATONE

Dom, 16/12/2018 - 14:54

"Guido"- Non ho mai condiviso l'uso indiscriminato del termine "eroe" sin dai tempi della vigliaccata dei musulmani di Nassiryia, quando si volle attribuirlo alle povere vittime innocenti che magari, data l'ora, fermo restando il massimo rispetto per loro, nel momento dell'attentato erano intente a far colazione o a radersi.E non è solo questo il solo caso. Certamente non pubblicherete questo post, ma purtroppo siete giornalisti e Guido ha pienamente ragione.

Ritratto di Giano

Giano

Lun, 17/12/2018 - 13:57

Anche Emma Bonino lo definisce "un eroe". Sallusti, siete in due, lei e Bonino (non le viene qualche dubbio?). Questo si aggiungerà al fotoalbum di famiglia con Cucchi, Regeni e Carlo Giuliani.

Ritratto di Giano

Giano

Lun, 17/12/2018 - 14:00

E' morto anche l'amico, Pedro Orent-Niedzielski. Perché Megalizzi è un eroe e Pedro no? Perché?