Nella grafia di Prato i sensi di colpa

Dalla scrittura di Marco emerge un mancato controllo sul mondo delle emozioni che hanno preso la”mano” lasciando spazio solo a sentimenti di colpa

Il contributo che, in questo caso, può dare la grafologia è quello di stabilire e di capire le vere motivazioni che stanno alla base di un gesto autodistruttivo come la rovina di sé. Dalla scrittura di Marco emerge un mancato controllo sul mondo delle emozioni che hanno preso la”mano” lasciando spazio solo a sentimenti di colpa, che l’hanno indotto a pensare che la vita non avesse più significato per lui (grafia confusa, spazio mal occupato, ristrettezza tra una parola è l’altra, tutti simboli eloquenti di un disordine interiore, che lo tormentava). Si rileva inoltre un bisogno impellente di comunicazione, di poter esprimere tutto il proprio tormento e la voglia di manifestarlo (vedi interrigo stretto e appiccicato). Di natura sensibile, con un connaturato carattere estroverso e una forte emotività (pressione leggera e disordine), senza dubbio per lui ha sempre contato molto l’amicizia, priva di calcoli, per cui cercava in essa compensazioni per un vissuto affettivo mancato. Dipendente quindi affettivamente da un passato poco gratificante, egli si è lasciato impossessare, suo malgrado, da un destino crudele che non l’ha risparmiato. Dai gesti grafici, impressi sul foglio, si coglie tutto il subbuglio che Marco ha vissuto in modo insopportabile (grafia disordinata e cancellata in modo insistente), un’ossessività che non gli ha lasciato scampo e, nel tormento quotidiano, lo ha portato a cercare, come soluzione al suo misfatto, la fine della sua vita: una forma narcisistica paradossalmente a compensazione della voglia di sopravvivere a se stesso! (Clicca qui per guardare il biglietto di Prato)