Nizza, l'attentatore aveva contatti a Bari

Agenti della Digos della questura del capoluogo pugliese hanno avviato accertamenti su alcuni cittadini di nazionalità tunisina residenti nella provincia

Le indagini sulla strage di Nizza portano anche in Italia, in particolare a Bari. Secondo quanto riferiscono le agenzie, che riportano le parole del ministro dell’Interno Angelino Alfano dette durante l’incontro a Palazzo Chigi con i capigruppo dei partiti di maggioranza e opposizione, agenti della Digos della questura del capoluogo pugliese hanno avviato accertamenti su alcuni cittadini di nazionalità tunisina residenti nella provincia.

Queste persone risulterebbero essere entrati in contatto nei giorni scorsi con Mohamed Bouhlel, il killer di Nizza. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma sembrerebbe che l’impulso alle verifiche sia arrivato direttamente dalla magistratura francese.

A coordinare le verifiche sarebbe il procuratore aggiunto Roberto Rossi, magistrato Antimafia, che negli ultimi mesi ha aperto diversi fascicoli d’inchiesta proprio sui passaggi sospetti dal porto di Bari e sul ruolo del capoluogo pugliese come base logistica per supporto ai foreign fighters. Il ministro dell’Interno, inoltre, ha ricordato che dall’inizio dell’anno sono state cento le persone espulse dall’Italia, fra queste una decina di Imam.

Roberti: "Non sappiamo nulla"

Ma a Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, non risultano queste verifiche. “Io non so cosa ha detto il ministro Alfano, da quello che mi è stato riferito il dato riportato dal ministro a noi non risulta”, ha dichiarato a margine di un convegno sul terrorismo al Consiglio superiore della magistratura. Le cose sono due: “Questo può essere ricondotto o ad una informazione non esatta che ha ricevuto il ministro, oppure ad un difetto di circolazione delle informazioni all'interno delle istituzioni e questo sarebbe grave”.

Ad ogni modo, degli accertamenti in Puglia erano già iniziati. Negli atti di una recente indagine della Direzione distrettuale antimafia di Bari sul terrorismo islamico internazionale, infatti, veniva posto l’accento sull’analisi dei tabulati telefonici e, soprattutto, sulle “telefonate in arrivo o partenza verso svariati numeri internazionali di Stati esteri”. Fra questi ci sono anche la Francia, l’Iraq, la Germania, la Svizzera, il Regno Unito e l’Afghanistan. E, sempre in Puglia, era stata segnalata anche la presenza di Salah Abdeslam, uno dei terroristi che a novembre hanno condotto l’attacco a Parigi.

Commenti
Ritratto di RindoGo

RindoGo

Lun, 18/07/2016 - 22:44

Levateceli tutti dalle gonadi, imam e laici.

Anonimo (non verificato)

nunavut

Lun, 18/07/2016 - 23:53

Culla di SEL, con i vari politici che decantano le nuove risorse che pagheranno le pensioni ai poveri Italiani

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 19/07/2016 - 00:06

Non dovremmo preoccuparci? Abbiamo al governo dei perfetti incapaci aiutati dagli accoliti di magistratura rossa. Entrambi ci stanno proteggendo CON UNA ABILISSIMA MOSSA STRATEGICA. Vendono il nostro paese ai musulmani nell'illusione di non venire sbranati da loro. È la medesima situazione descritta da Churchill sul pericolo nazista di Hitler: DIAMO DA MANGIARE AL COCCODRILLO NELLA SPERANZA DI ESSERE GLI ULTIMI A FINIRE DIVORATI.

Ritratto di bandog

bandog

Mar, 19/07/2016 - 09:49

BNon è vero! E' una bufala! se ci fossero dei terroristi ,il bene-amato alf alf ano se ne sarebbe accorto subito, con il suo fiuto da segugio..arf arf arf