Non basta un algoritmo per costruire una società

Internet ha messo in crisi la parola scritta e il concetto sostituito dall'analogia

Con internet è stata data a tutti la possibilità di comunicare, ma questo è avvenuto in contemporanea con la crisi del concetto, della parola scritta e dell'argomentazione razionale sostituita dall'immagine dall'analogia, oppure dal quiz, dal test e dall'algoritmo. Se creo un algoritmo che riconosce tutte le parole aggressive e un altro che impone di ridurre l'aggressività politica di un testo web, non devo più argomentare, dimostrare, mi limito a oscurare le pagine dei miei nemici

In questo modo l'uso del pensiero razionale viene ridotto: sta scomparendo la concettualizzazione che si svolge sulla carta stampata. I giornali vendono un decimo di quanto vendevano prima, i libri con elaborazioni concettuali non vengono quasi più letti. Gli studiosi, gli intellettuali, i grandi scrittori sono impoveriti, impotenti. La gente raccoglie moltissime informazione parziali guardando al cellulare i notiziari.

Il risultato ultimo è l'allargarsi di quella che Annah Arendt chiama ne L'origine del totalitarismo e Vita activa, la plebe. La plebe è una massa passiva e ignorante che va distinta dal «popolo» che sa autogovernarsi. La plebe segue i demagoghi come succede in tutti i paesi dove non c'è stata una elaborazione concettuale e una rigorosa formazione all'autogoverno, come è avvenuto nei paesi democratici ed in particolare in quelli anglosassoni grazie a opere di Hobbes, Locke e di Adam Smith, o in Francia grazie alle straordinarie analisi di Tocqueville nei libri La democrazia in America e L'antico regime e la rivoluzione. L'alta cultura, espulsa dal processo produttivo, vi rientra come consumo, diventa svago. Chi vuol discutere Aristotele Seneca o Agostino, dedicarsi alla pittura o alla poesia, scrivere romanzi o saggi può farlo in cenacoli ristretti pagando lui. Siamo allora tornati all'otium latino? Per ora no perche l'otium presupponeva la ricchezza, questo spesso la povertà. Ma non si può mai prevedere cosa avverrà nel futuro. Io sono convinto che il progresso passa attraverso i processi che hanno portato in alto l'Occidente e non basta l'immagine, l'analogia, il riconoscimento simbolico e la semplice tecnica per costruire una civiltà libera e creativa.

Commenti

Destra Delusa

Dom, 15/09/2019 - 20:37

CONCORDO SOPRATTUTTO CON IL BRANO SEGUENTE. "La plebe segue i demagoghi come succede in tutti i paesi dove non c'è stata una elaborazione concettuale e una rigorosa formazione all'autogoverno." Il popolo italiano è relativamente giovane politicamente rispetto a quello anglosassone. Siamo nati con i Savoia, poi Mussolini, quindi la DC, infine Berlusconi, recentemente Salvini. Mi sono quindi convinto che i seguaci di Salvini rientrano perfettamente nella definizione di popolo come plebe che lei ha dato.

Ritratto di filospinato

filospinato

Dom, 15/09/2019 - 23:01

Le parole sono potenti (e pure questo c'ha campato a forza di parole) e di esse si sono sempre impadroniti i totalitarismi quali il comunismo, il fascismo e il nazismo. Non capisco dove vuole arrivare: se non gli piace quello che mangia o se non gli piace dove mangia. Comunque una greppia diversa gli farebbe bene. Si alzi e parta.

Popi46

Lun, 16/09/2019 - 05:58

“......per costruire una civiltà libera e creativa”, certo. E per riuscire a mantenerla tale....

Valvo Vittorio

Lun, 16/09/2019 - 11:01

La società vista nell'insieme e non per singoli casi, non è qualcosa di statico, ma in continua evoluzione. Se esistono delle sacche vistose di dissenso, vuol dire che ciò che è stato raccontato ho detto non è recepito perché contrario alle idee inculcate. La tecnica può accelerare i tempi di diffusione, ma la convinzione è sempre soggettiva ovvero passa al vaglio culturale di ogni individuo. Imporre le convinzioni di una maggioranza senza tener conto delle esigenze vitali di una minoranza è dittatura e inciviltà.