Non si può impiccare un uomo ai suoi 18 anni

Pensavamo che prima di trovarci tutti nella Valle di Giosafat per conoscere la nostra sorte definitiva, il giudizio universale intanto fosse sospeso. Macché, l'affare Harvey Weinstein e poi tutti gli altri casi americani, ultimo quello del giudice Brett Kavanaugh, ci hanno scaraventato nella gabbia degli accusati, girone dei maledetti potenziali.

Nell'ultimo mese abbiamo imparato che un giovanotto può sostenere senza ridere di essere stato stuprato da Asia Argento (ci confida la tecnica?) e una attrice ha detto con altrettanta serietà di essere stata regolarmente violentata da un amico del padre ogni volta che lo andava a trovare da sola, almeno quattro. La lezione più inquietante è che dalla nostra vita perduta nelle foschie della memoria, può sempre saltar fuori uno scheletro mal sepolto. In ogni momento potremmo essere chiamati alla sbarra e dover rispondere di ciò che fummo, facemmo venti, trenta, cinquanta anni fa. Eravamo davvero ubriachi? Abbiamo messo le mani dove non dovevamo? A noi sembrava di agire in stato di consenso informato, salvo qualche riluttanza di bandiera.

Nei tempi foschi e lontani dell'adolescenza mio padre sosteneva che i maschi avessero diritto di scorreria e che toccasse alle sole femmine resistere e raffreddare gli entusiasmi. Erano balle e molto convenienti. Ma i tempi erano quelli. Oggi le femministe rivendicano il diritto di ogni donna di essere regista unica, padrona e signora di ogni rapporto sessuale e che sta soltanto a lei decidere se, quando e quanto l'incontro possa durare. Usi e costumi sono cambiati, benissimo, ma retroattivamente e questo spinge alla latitanza. Sono cambiati il contesto, i parametri, l'etica e l'estetica e tutto è avvenuto in America. Nella stessa America di Weinstein e di Kavanaugh esiste la secolare consuetudine del dating, le strette regole per gli appuntamenti galanti. Sono previsti tre incontri: il primo per conoscersi, il secondo per confermare l'interesse, il terzo per concludere. I tribunali americani sono intasati dai casi di uomini che alla stretta finale si sono visti ammanettare. Tutto cambia velocemente, e questo passi, ma cambia con retroattività: tu devi rispondere oggi di quel (e chi se lo ricorda?) che facesti ieri quando le regole erano altre.

Ci fu un tempo in cui le ragazze si ubriacavano per poter sostenere di non essere state coscienti. Noi in Europa, in Italia, nelle grandi città delle amarezze esistenziali abbiamo tutti esagerato, maschi e femmine, abbiamo ecceduto, bevuto, cantato, urlato, amato e odiato. Abbiamo detto e fatto cose maschi e femmine che preferiremmo non tornassero a galla. Ma la nuova etica ormai è per così dire pentastelluta: le regole cioè cambiano oggi per ieri e tu risponderai retroattivamente di quel che hai fatto quando godevi ancora dei privilegi della libertà e del libertinaggio. È tornato dunque il tempo delle inquisizioni metafisiche, dei delatori, dei penitenti e anche dei pentiti. In America si chiama Witch Hunt, la caccia alle streghe. La stagione è ufficialmente aperta, ci scalderemo sul rogo, ecologicamente sostenibile.

Commenti

ohibò44

Ven, 28/09/2018 - 19:38

Ma il peggio è che si tratta di “caccia agli orchi” e le “vittime” non hanno l’onere della prova: la stessa etica della caccia alle streghe dell’inquisizione. Ma a me sembrava che la civiltà avesse decretato infame quel periodo e infami quelle condanne invece mi sbagliavo: in ossequio alle non discriminazioni di ’razza, religione e sesso’ oggi un uomo è colpevole ‘a prescindere’. ohibò