Ogni fotina su Facebook, un pensiero che scompare

La nostra, lo ripetono tutti, è la civiltà dell'immagine. In realtà dovremmo aggiungervi anche della musica e della conversazione verbale. Quella che ha perso di importanza è la parola scritta e il ragionamento per concetti. Quando accade un fatto di cronaca, un attentato o un delitto, tutti i canali televisivi per giorni e giorni trasmettono immagini emotive sull'argomento, fanno rivedere per centinaia di volte le stesse scene strazianti, gli stessi commenti indignati. Tutte le altre notizie vengono ignorate.

Avviene lo stesso nei rapporti personali. Facebook è uno straordinario canale di comunicazione che i privati usano per inviare messaggi emotivi come le fotografie personali, di amici, di amanti, di bambini, di fiori, di animali, di paesaggi o brevi poesie. Twitter consente di mandare solo messaggi brevi in cui non può esserci una riflessione, un ragionamento. Nell'editoria sono praticamente scomparsi i libri di riflessione filosofica, sociologica, psicologica, politica che richiedono una lettura e uno studio attento. Anziché studiare a fondo un argomento, la gente scorre Google per avere una breve informazione utile in quel momento. E questo metodo di conoscenza si sta diffondendo anche nelle università con l'uso dei test, coi corsi brevi superspecializzati, con le video-lezioni.

Il risultato è la scomparsa del pensiero complesso, della grande riflessione politica, la dissoluzione dei partiti con i loro programmi organici, e la mancanza di grandi leader perché sono premiate le personalità più superficiali e istrioniche. Per fortuna nelle nostre università e nelle biblioteche continuano ad esserci professori e ricercatori molto bravi che non si fanno influenzare dalla moda dominante e sono sconosciuti al grande pubblico che vede solo chi appare in televisione. E continuano ad esserci anche centinaia di migliaia di persone che leggono molto e che scrivono libri di narrativa e di poesia riunendosi in circoli culturali che finanziano loro stessi. Moltissimi Comuni italiani durante l'estate invitano filosofi e scrittori in incontri col pubblico. È la dedizione di queste persone colte ma lontane dal chiasso dei grandi media che tiene viva la nostra lingua e la nostra cultura.

Commenti

levy

Lun, 08/08/2016 - 10:06

In questi tempi moderni la gente compra il fast food, già pronto, scrive messaggi con una nuova grammatica, veloce, la bella calligrafia è scomparsa, e usano facebook. (creatura della cia, Zuckemberg rappresenta il fiocco sopra il pacco). Con queste nuove abitudini preconfezionate non è più necessario pensare e questo giova a qualcuno.

Valvo Vittorio

Lun, 08/08/2016 - 15:20

Egregio prof. F. Alberoni Fermare il progresso è utopistico, l'ansia di conoscere è nell'uomo. Lo scibile umano è incontrollato e spazia in tutti i campi. L'amore per l'arte, la letteratura, la scienza è soggettiva. La specializzazione diventa la strada obbligata. Tutto è perfettibile! Non sono un pessimista.

sparviero51

Lun, 08/08/2016 - 18:41

EGREGIO PROFESSORE, SI FACCIA PARTE DILIGENTE PRESSO I SUOI COLLEGHI CHE HANNO ANCORA A CUORE LA LINGUA ITALIANA PER STRONCARE L'OPERA DI " boldrinaggio" ( MI PERDONI IL TERMINE) CHE STA IMPESTANDO IL NOSTRO GLORIOSO VOCABOLARIO. PURTROPPO ANCHE QUALCHE GIORNALISTA DI QUESTA TESTATA SEMBRA AVER CONTRATTO IL MORBO POICHÉ OGNI TANTO SI LEGGE ASSESSORA,INGEGNERA ,SINDACA E VIA DICENDO. GRAZIE.

ute

Lun, 08/08/2016 - 20:23

Io sono una donna e mi sentirei offesa se mi definissero "sindaca". Per fotuna non la sono.

broom

Mer, 10/08/2016 - 08:59

il mondo fatto a quadretti e ognuno se ne fa uno x se' . Il quadro generale invece con tutto il progresso tecnologico , i social media , l'esplorazione dello spazio , in proporzione siamo ancora all'eta' della pietra ; tutti quei modelli tech. e tutto questo progresso parallelamente non marcia con la realta' sociale :poverta' ,conflitti sociali ,crimine .......

emigrante

Mer, 10/08/2016 - 12:45

Il linguaggio, anche quello verbale, diventa sempre più quello dei "bit". Soprattutto i giovani si lanciano brevi segnali criptici, e dubito sappiano ancora cercare nel propio cuore le parole per comunicare - mai sentito adeguato al proprio sentimento - ciò che provano per l'oggetto del proprio amore (per fare solo un esempio). Stiamo regredendo allo stadio degli insetti: formiche che si incontrano, che fuggevolmente si sfiorano con le antenne, e tornano a essere semplici cellule vaganti di quel corpo strutturato che è il formicaio. Da Persone, a organismi anonimi e singolarmente superflui: che tristezza! Ma per le nuove generazioni, che non posseggono il confronto, questa è la normalità. E le foto: l'affidamento al futuro di un vuoto, non importa se a colori o in bianco e nero.

idleproc

Gio, 11/08/2016 - 09:11

Concordo ma come sottolineato nella riflessione, esistono processi sotterranei in controtendenza. Si spera che sia solo un "tweet" nella storia dell'umanità. L'interazione sociale e materiale caotica è legata ad una fase storica e il "pensiero" la riflette. In questo non colgo un "destino" definitivo, è solo un periodo storico profondamente contraddittorio e di passaggio. Il futuro resta aperto se non combiniamo guai.

Ritratto di alex274

alex274

Gio, 11/08/2016 - 11:33

Grazie. Un articolo scritto bene, su cose che vado ripetendo da anni. Per esempio, Twitter è un esempio perfetto. A meno che non venga usato come link reindirizzamento a uno scritto completo, come ormai molte testate (per fortuna) fanno.