Minore rinchiusa in comunità dai servizi sociali: "Le hanno dato psicofarmaci senza nessun motivo"

Dopo l'allontanamento dalla madre la ragazzina è stata portata in un centro in provincia di Asti dove si trova rinchiusa da giugno senza vedere nessuno e imbottita di psicofarmaci di cui non avrebbe bisogno

Rinchiusa in una casa famiglia, imbottita di psicofarmaci, esclusa dalla vita, distaccata dal mondo. É questa la situazione di Giorgia, una ragazza di 17 anni a cui gli assistenti sociali hanno tolto tutto negli anni più belli della sua vita. Da quando è stata portata via dalla sua casa, la ragazza è rinchiusa in una comunità terapeutica per minori in provincia di Asti. Non può incontrare nessuno, no ha più amiche, non va a scuola. Le sue giornate sono scandite dal sonno e dalle medicine che è costretta ad ingerire.

Il suo calvario ha inizio nel mese di maggio. Per Giorgia e sua madre comincia l’inferno. Tra le mura delle loro abitazione un agguato simile ad un blitz. Si presentano in 14, tra assistenti sociali, medici e forze dell' ordine. Vogliono prendere Giulia e portarla via. Che lo avrebbero fatto a tutti costi lo si capisce dalle parole della mamma intervenuta, in veste anonima, a Unomattina, il programma di Rai 1. “Le mostrarono anche una siringa - racconta - per farle capire l' andazzo: se fai problemi, ti sediamo e ti portiamo via.”

Ora la donna può sentire Giulia sono una volta a settimana per una breve chiamata di dieci minuti. Se non di meno. Perchè nel caso in cui l’operatore incaricato di supervisionare i contatti tra le due ritenga che la chiamata stia diventando troppo problematica, ha persino il potere di interrompere immediatamente la comunicazione. Il motivo per cui Giorgia è finita in questo lager non ha dell’umano, ma è l’ennesima storia fatta di ingiustizie e forzature ai danni di un minore. L’ennesimo inciampo di un sistema che, troppe volte, invece di aiutare uccide.

Circa tre anni fa la mamma di Giorgia decide di affidarsi ai servizi sociali. La sua era un richiesta di aiuto resa necessaria dal difficile momento che lei e la sua prima figlia stavano attraversando. Le due non andavano più d’accordo e il fatto che la madre fosse rimasta incinta di due gemellini Giulia proprio non riusciva ad accettarlo. Così la madre ha cercato di farsi aiutare da qualcuno per riuscire a risolvere il problema che causava sofferenze nella minore.

“Quando è stata presa in carico dai servizi sociali Giulia - ci racconta l’avvocato della madre Bruna Puglisi- ha fatto pochissimi incontri con dei professionisti. Due o tre volte ha visto la psicologa e c’è stato un appuntamento con la psichiatra. Fine.” Tre soli incontri e poi il peggio. “Le hanno diagnosticato un funzionamento psichico a tratti paranoide. I servizi sociali, riportavano nelle relazioni, che Giorgia era sola, isolata. Barricata in casa. In realtà questo non è assolutamente vero. La ragazzina andava a scuola come tutti, faceva nuoto ad alti livelli, voleva diventare insegnante. Usciva con le amiche, era una ragazza normale”.

Ad ogni modo mamma e figlia hanno fatto quello che gli assistenti sociali consigliavano. Partecipavano a degli incontri e rispettavano il percorso richiesto. Piano piano le cose in famiglia sono iniziate a tornare alla normalità. La mamma ha disgraziatamente perso i due piccoli che portava in grembo e questo ha contribuito al riavvicinamento della figlia più grande. A Giulia era stato chiesto di recarsi ad un centro diurno, ma lei, come racconta l’avvocato, “si sentiva a disagio là dentro, sempre a stretto contatto con ragazzini con problematiche molto serie ed evidenti”. Così, quando il rapporto con la madre ha iniziato a ricucirsi, le due hanno piano piano diradato la loro presenza agli incontri e Giulia ha totalmente smesso di recarsi al centro.

Un’iniziativa che non è piaciuta ai servizi sociali. Che hanno deciso di intervenire, richiedendo al Tribunale dei Minori il trasferimento della ragazza in una comunità terapeutica.

Dopo poco Giliua è stata prelevata da casa con forza e rinchiusa in questo centro in provincia di Asti dove, per mesi, le sono stati somministrati psicofarmaci pesanti. “La madre non ha mai dato l’autorizzazione e invece alla ragazza sono stati dati farmaci per curare le schizzofrenie.” Ci spiega l'avvocato. Non le dicevano neanche a cosa servissero quelle pasticche. Quando è stata ascoltata in aula di tribunale Giulia, lo ha raccontato: “mi dicevano che erano per farmi stare tranquilla”. Eppure la madre continua a lottare. “Ci siamo rivolti alla Corte d' Appello - continua l' avvocato - per chiedere che fosse dimessa. Persino il pm ha chiesto una ispezione in comunità.” Sono state fatte delle perizie e sia il profilo rilevato dal perito di parte che quello emesso dalla ctu hanno confermato che la ragazzina non ha nessuna tendenza psicotica e non deve prendere psicofarmaci.

L’esperto chiamato dal giudice, nella relazione descrive una ragazza che non ha bisogno di terapie farmacologiche costanti. Infatti, si legge nella perizia, Giulia “non manifesta sintomi psicotici, ma ha manifestato gravi disturbi del comportamento reattivi a eventi particolarmente stressanti, che possono essere stati interpretati come sintomi psicotici”. I farmaci per curare queste crisi sono consentiti, ma solo in caso “di intensi stati di ansia o di gravi disturbi comportamentali”.

Un racconto agghiacciante che, si aggiunge alle storie delle famiglie piemontesi che noi de IlGiornale.it vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi. A poco a poco nella regione della Hansel e Gretel, stanno emergendo decine e decine di segnalazioni che parlano di false relazioni e assurdi pretesti per allontanare i minori dalle proprie famiglie. Ed è per questo che, anche Chiara Caucino, assessore regionale del Piemonte alle politiche sociali, ideatrice peraltro del progetto di legge “allontamenti zero”, ha deciso di provare a vederci chiaro in tutta questa storia. É andata personalmente a suonare il campanello della comunità terapeutica, ma una volta lì davanti nessuno le ha aperto. “Non mi hanno fatta entrare. Non hanno mai aperto il cancello. Siamo rimasti fuori per due ore” ha raccontato.

Porte sbarrate. Ma cosa si nasconde dietro quei cancelli? “C’è un atmosfera carceraria - racconta l’avvocato Puglisi - Fanno vivere i minori peggio dei detenuti. Alla Ragazza hanno tolto il cellulare. Non sente più nessuno. Non vede più nessuno. Sta solo a letto. É privata di tutti i suoi diritti.”

Per far vivere i ragazzi in questo stato, la comunità dove si trova Giulia, incassa ogni giorno ben 260 euro più iva. E con lei, vivono almeno altre nove ragazze. “Lei vuole uscire, vuole tornare a scuola, sperava di farlo a settembre e invece niente.” Continua l’avvocato. E se Giulia stà male, sua madre muore dentro al solo pensiero di averla vista due volte in cinque mesi, in un luogo neautro e sotto costante osservazione. In fin dei conti lei, voleva solo essere aiutata.

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Ven, 18/10/2019 - 21:02

ecco come la sinistra rovina la gente! i medici, in generale, vengono assunti quasi senza controlli, perchè raccomandati! quasi come nella magistratura. solo che nel settore della sanità ci sono piu responsabilità per chi vuole assumerli , mentre nella magistratura NON esiste proprio il concetto di responsabilità! ma comunque entrambi sono una istituzione tipica della sinistra! chissà come mai, all'estero un medico rischia non solo il posto ma pure di dover pagare di tasca propria, e il concetto di raccomandazione politica proprio non esiste! solo in italia? ma guarda caso....

Giorgio5819

Ven, 18/10/2019 - 21:04

Mi auguro che IlGiornale tenga monitorata questa storia, qualcuno deve dare spiegazioni, e, nel caso, pagare.

obiettore

Ven, 18/10/2019 - 22:13

Questo triste fatto di cronaca mi riporta indietro nel tempo, quando un giovane talento del pianoforte triestino cominciò a soffrire di depressione. Fu seguito col sistema che immaginerete e morì suicida. Speriamo vada meglio a questa ragazza.

Brutio63

Ven, 18/10/2019 - 22:18

Va fatta una seria ed severa commissione d’inchiesta indipendente a tutela dei diritti dei minori e delle loro famiglie È incredibile che non si trovino 260 al mese da dare ad una famiglia in difficoltà ma si trovino invece 260 euro al giorno per darli ad una comunità di accoglienza! Sono delinquenti associati tra loro È una forma di associazione per commettere azioni ed abusi a scapito di innocenti e del denaro pubblico! Vanno fermati, Verità su Bibbiano e sulle altre Bibbiano d’Italia!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Sab, 19/10/2019 - 00:02

Percorso allucinante che purtroppo,si manifesta come una trappola,per molte famiglie,per molte persone,per molti ragazzi,che chiedono un aiuto in "buona fede" ai "servizi sociali",per risolvere certi "problemi",e si ritrovano privati della libertà,della dignità,distrutti da terapie devastanti,rovinati per sempre,per alimentare un circuito di connivenze,di interessi,di demagogia professionale!Una vera e propria violenza LEGALIZZATA da un "sistema" malato da decenni,invaso da "operatori" PROGRESSISTI.Rifuggite da queste "strutture"!!

magnum357

Sab, 19/10/2019 - 00:06

Procedere subito a denuncia per sequestro di persona e riduzione in schiavitù !!!!!!!!!!!!! Non è accettabile un simile comportamento dei servizi sociali nè della comunità in quanto priva una ragazza minorenne della possibilità di andare a scuola !!!!!

Ritratto di anticalcio

anticalcio

Sab, 19/10/2019 - 08:15

e se si va in farmacia a prendere l'aspirina ci viole la ricetta medica!!

vottorio

Sab, 19/10/2019 - 08:26

Queste case-famiglia fanno parte di una miriade di cooperative che, sovvenzionate dallo stato, fanno capo a un tipo di attivismo politico riveniente da "ideologia comunista" il cui obiettivo è quello di distruggere la famiglia tradizionale relegandola a un ruolo di intralcio al cosidetto progresso sociale.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Sab, 19/10/2019 - 08:53

Percorso allucinante che purtroppo,si manifesta come una trappola,per molte famiglie,per molte persone,per molti ragazzi,che chiedono un aiuto in "buona fede" ai "servizi sociali",per risolvere certi "problemi",e si ritrovano privati della libertà,della dignità,distrutti da terapie devastanti,rovinati per sempre,per alimentare un circuito di connivenze,di interessi,di demagogia professionale!Una vera e propria violenza LEGALIZZATA da un "sistema" malato da decenni,invaso da "operatori" PROGRESSISTI.Rifuggite da queste "strutture"!!

Calmapiatta

Sab, 19/10/2019 - 09:11

Una storia di normale burocrazia. Non c'è nulla di normale qui, ma la cieca burocrazia che ormai regola le nostre vite funziona così. Chissà chi ha mai visitato questa ragazza è se mai aveva le giuste skill per farlo. Forse un dipendente annoiato, o un burocrate che andava di fretta per il/la quale questa vicenda era solo una seccatura. 14 persone per togliere una figlia a una madre e non si riesce a tenere in galera stupratori e assassini. Chi ha guadagnato dal ricovero coatto di questa ragazza? Questo procedimento, quanti benefit ha prodotto per i suoi autori?

lappola

Sab, 19/10/2019 - 09:21

Ma è possibile che ovunque i servizi sociali si occupano di minori si registrino questi casi? Ormai non si tratta più del caso isolato, è diventata la normalità. Abolire i servizi sociali, le assistenti sociali, questo è ciò che ci vuole, tornare alla mentalità degli anni 40 - Italiani, svegliatevi.!!!

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CaptainHaddock

Sab, 19/10/2019 - 09:27

Porte sbarrate? Siamo alla follia pura.

fifaus

Sab, 19/10/2019 - 10:03

Si fatica ad accettare che il racconto corrisponda al vero ed è più che urgente fare chiarezza. Non bisogna fare cadere nel dimenticatoio questi episodi!

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theRedPill

Sab, 19/10/2019 - 10:55

Se la storia è vera, evidenzia la stortura che il socialismo sta imponendo al Sistema Sociale: la famiglia, cardine fino a ieri della Società Umana, viene relegata a un male che dev'essere distrutto e sostituito da entità progressiste, dove la nobile parola Progresso viene abusata come sinonimo del vituperato comunismo; nel caso di Asti una famiglia allargata avrebbe risolto al suo interno il problema, la ragazza avrebbe sofferto meno

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Zagovian

Sab, 19/10/2019 - 11:01

@vottorio 08:26...certo,ma sotto sotto ci sono anche tanti biechi/meschini/miserabili interessi spiccioli personali!@Brutio63 22:18...concordo!Solo che in "italia" le "commissioni di inchiesta" INDIPENDENTI,ce le sogniamo...La migliore "commissione d'inchiesta" sarebbe quella di smettere di votare in un certo modo,ma tant'è gli "italiani" in modo MAGGIORITARIO(vedi ultime elezioni Marzo 2018),continuano a votare per il "progressismo",con tutti questi "effetti collaterali"!!

FD06

Sab, 19/10/2019 - 11:08

Burocrazia cieca e umanità : é il risultato di questa vicenda (stando letterale mente all’articolo) Sicuramente c’é di più sotto ma non si saprà mai .... Ad ogni modo con ma forza della legge e della burocrazia se si vuole si possono ottenere tutti i risultati...voluti o no Se questa decisione imperversasse anche su altri temi della società le cose potrebbero cambiare e in alcuni cas in meglio

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bandog

Sab, 19/10/2019 - 11:57

non toccatemi gli assistenti sociali alla hans & gretel e gli pissicologi seguaci di quel di Pinerolo!!!!!