Ponte Morandi, camionista Basko: "Dal 14 agosto non dormo più"

L'autista del camioncino della Basko, salvo per miracolo a pochi metri dal baratro lasciato dal crollo del ponte Morandi, valuta di entrare nel processo come parte offesa. Dal 14 agosto soffre di insonnia, stress e attacchi di panico

Prima del 14 agosto, il 37enne Luigi Fiorillo era un autista come tanti. Ogni giorno guidava il suo furgoncino per trasportare merci tra le sedi di una catena di supermercati. Da due settimane, invece, Fiorillo è cambiato. Dopo la strage di ponte Morandi, a cui è scampato per miracolo fermandosi a pochi metri dal baratro lasciato dal cedimento del pilone 9, ha ripreso a lavorare. Ma le sue condizioni di salute sono precarie. Come riferito dal suo avvocato attraverso Repubblica, è soggetto a insonnia, attacchi di panico e stress. Eppure ha ripreso a lavorare. Ma è ancora sotto choc e per questo il suo legale pensa di farlo entrare nel processo che sarà istruito sulla tragedia come "persona offesa" per i danni di tipo psicologico che ha subito.

Un secondo o poco più. È lo spazio temporale che ha consentito a Luigi Fiorillo di portare a casa la pelle. Le immagini del suo camioncino fermo a pochi passi dal precipizio hanno fatto il giro del mondo. Se nel suo caso si può parlare di esito positivo della vicenda, è anche vero che da quel maledetto 14 agosto la vita del conducente 37enne è cambiata profondamente. Il suo avvocato, Pietro Bogliolo, ha spiegato che dal giorno del crollo di ponte Morandi "Fiorillo non ha riportato lesioni fisiche, ma le ripercussioni psicologiche sono state profonde: mancanza di sonno, stress, attacchi di panico. I medici di Villa Scassi, che lo visitarono più o meno a ridosso dei fatti, certificarono uno 'stato ansioso reattivo'. Da allora la situazione persiste".

Dopo qualche logico giorno di riposo, Fiorillo è tornato a lavorare. Ma il ricordo di quel 14 agosto lo tormenta ogni singolo momento della sua giornata. "Deve continuare a girare con il camion convivendo con il ricordo di quei momenti. Soprattutto quando gli tocca passare per un viadotto", racconta il suo legale. Che valuta per il suo assistito la possibilità di entrare nel processo come persona offesa per i danni subiti dal punto di vista psicologico. Per farlo, occorre presentare una richiesta ad hoc ai pubblici ministeri che si occupano dell'inchiesta per la quale - è noto - non ci sono ancora indagati. Il probabile accoglimento della richiesta potrebbe essere il primo di una lunga serie. Oltre alla vita di Fiorillo, infatti, è cambiata anche quella di diverse decine di persone, toccate direttamente o indirettamente dalla tragedia. A 15 giorni dal crollo del ponte, gli psicologi sono ancora al lavoro per prestare assistenza a chi è stato coinvolto nella strage. E chissà per quanto tempo ancora.