Quando un esercito comune serve a fare pace

È il momento di difendere l'Europa con un esercito europeo

Questo non è il momento di dividere l'Europa ma di rafforzarla. E un modo per farlo è creare un esercito europeo che consenta di fronteggiare i pericoli interni ed esterni e perlomeno di pattugliare i nostri confini.

Un esercito non serve solo per le guerre, è una forza che può essere impiegata in molti modi nei momenti del bisogno e del pericolo. È una forza simbolica unificante. Creare un esercito con i giovani di tutti i Paesi aumenterebbe l'integrazione, la comprensione e la conoscenza reciproca. Abbiano visto l'utilità dell'Erasmus sul piano scolastico culturale. Ma altrettanto potrebbe fare un esercito in cui i giovani hanno la stessa divisa, la stessa bandiera, gli stessi simboli e una meta comune. Non è mai esistita una nazione, non è mai esistito uno Stato senza esercito perché esso ne costituisce l'ossatura interna, la potenza stabile con cui tutti si identificano e a cui tutti possono fare ricorso. Per una nazione è fondamentale sapere che nel momento del pericolo deve poter contare su se stessa, sulla sua forza, sulla sua determinazione e non dover dipendere da potenze e ad alleati esterni che fanno i propri interessi.

Da tempo la nostra difesa l'abbiamo affidata alla Nato, l'alleanza atlantica creata per fronteggiare il pericolo sovietico. Ma un giorno questo pericolo è scomparso e la Nato ha continuato ad esistere dandosi altri obbiettivi stabiliti soprattutto dagli Usa e dai suoi interessi. Essa ha agito utilmente nei Balcani ma cosa ci fanno i nostri soldati in Afghanistan, in Irak, nel Kosovo e in Siria? E di fronte al vero pericolo europeo, l'ondata migratoria asiatica e africana, cosa ha fatto la Nato nonostante le sue basi in Turchia, cosa ha fatto la sterminata marina americana? Niente.

La mancanza di un esercito comune ha contribuito in modo essenziale alla mancata formazione di una comune politica estera europea, alla mancata indicazione di quelli che sono i nostri più specifici interessi e bisogni.

E oggi ci accorgiamo che, senza un nostro esercito, non riusciamo nemmeno a identificare con chiarezza i nostri confini, a pattugliarli e a difenderli.

Commenti

Divoll

Dom, 24/06/2018 - 15:30

Ma quale pace, l'esercito comune lo vogliono solo le elite euro-globaliste, per tentare di tenere insieme questa fake unione che si sta sfaldando sotto i loro occhi allibiti, malgrado tutti i loro soldi e le loro macchinazioni alle spalle dei popoli. Come puo' esserci, oggi, un esercito comune con tutti i paesi europei divisi in blocchi uno contro l'altro praticamente su tutto?

killkoms

Dom, 24/06/2018 - 15:35

altra pessima idea!dopo la sovranità monetaria perderemmo quella del paese!

bremen600

Dom, 24/06/2018 - 15:37

si mandiamo a napoli un soldato italiano,uno tedesco,uno francese,uno spagnolo,un greco,ecc.ecc. ma per piacere.!!

Altoviti

Dom, 24/06/2018 - 16:02

Sarebbe una cappa in più contro l'Italia, una paese ha bisogno del suos ersercito per essere libero, abbimo visto il risultato colla moneta comune: uno strumento di guerra contro i popoli, così sarebbe questo super esercito, dunque da non fare!

carlottacharlie

Dom, 24/06/2018 - 16:03

Sante parole, le sue, gentile Alberoni, Personalmente, conoscendo l'animo umano, preferisco non ci sia un esercito europeo, sarebbero capaci- ne abbiamo avuto sentore- di qualsiasi nefandezza proprio quelli come tedeschi e francesi che hanno nel Dna tradimento e sopraffazione. Un esercito comune non li terrà lontano da egemonie,specie qui in Italia dove abbiamo avuto e avremo ancora nel futuro governi di cacasotto dediti al servilismo. Pia illusione credere che le future generazioni saranno diverse, sono mille anni che ogni paese tramanda le proprie tradizioni anche di guerrafondismo e soverchieria. Credo nella pace tra i popoli sovrani, dove non si demandano leggi a paesi terzi.

rise

Dom, 24/06/2018 - 16:08

Se come riferisce il cronista non esiste più la minaccia URSS e la Nato non serve a nulla, cosa facciamo a fare un altro baraccone. Non si tratta soltanto di mettere insieme quasi due milioni fra effettivi, operati e riservisti, ma di mantenere anche voce in capitolo sulle scelte comuni di difesa. Se la fine è quella dell' economia UE con Francia che da i dicktat, allora ognuno si tenga il suo e la NATO.

Gianni11

Lun, 25/06/2018 - 00:42

Il NOSTRO Esercito, Marina e Aereonautica devone essere impiegati per difendere la NOSTRA PATRIA dall'invasione. La NATO a cosa ci serve A NOI? Il comando delle NOSTRE Forze Armate deve essere NOSTRO, e nostro solo.

emigrante

Lun, 25/06/2018 - 07:17

La NATO attualmente per noi è una disgrazia, che ci impone linee che vanno contro i nostri interessi. A mio avviso il miglior modello per noi sarebbe quello della vicina Svizzera.

mila

Lun, 25/06/2018 - 07:18

D'accordo, la NATO non ci serve piu', pero' anche un esercito, comune o no, non ci serve. Noi Europei non siamo piu' adatti a fare una guerra, non riusciamo neppure a rimandare in Africa dei barconi pieni di clandestini, figurarsi se potremmo fare una guerra. Gli Africani invece sanno ancora combattere, quindi vinceranno loro e ci sottometteranno. Rassegniamoci.

Ritratto di beatoangelico

beatoangelico

Lun, 25/06/2018 - 09:15

Sbagliato. Il globalismo non è più di moda caro prof. Alberoni. Da parte Sua non dimostra nemmeno coerenza, la difesa della Patria e del popolo italiano equivale a quella del padre verso la sua famiglia. Forse si è fatto sobillare da qualche "moderato" o "libero pensatore" stile Monti o si vuole fare socio dell'Open Society ?

nopolcorrect

Lun, 25/06/2018 - 11:14

Intanto si potrebbe cominciare, concretamente, con navi delle diverse Marne Militari europee che effettuino insieme il blocco navale del nord-Africa, come suggerito da Giorgia Meloni.

fisis

Lun, 25/06/2018 - 12:31

Diciamo la verità: a cosa serve oggi la Nato all'Italia e all'Europa dopo il crollo dell'Unione sovietica comunista? A nulla. Anzi l'Italia e l'Europa dovebbero avvicinarsi e, in prospettiva strategica, allearsi e integrarsi con la Russia. mettendo in comune il proprio know how tecnologico da una parte e le immense risorse dall'altra. Ma dubito molto che ciò sarà possibile finchè sopravvive e finchè non imploderà questa UE.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 25/06/2018 - 15:51

Perfettamente d'accordo col Prof. Alberoni, che qui viene contestato dai commentatori abbacinati dall'ideologia sovranista. Curioso, si auspica, come Salvini, una forza militare comune europea per sorvegliare i confini, ma poi si rifiuta l'esercito europeo. Sempre la solita politica all'italiana di stare con un piede in 2 scarpe, mai che si decida di prendere una decisione chiara, va bene solo ciò che fa comodo. E in fondo fanno lo stesso i Paesi del Nord Europa che non vogliono un bilancio comune, perché loro (essendo più ricchi) sono per l'austerity e vogliono mantenere lo status quo (cioè, niente aiuti all'Italia per ridurre il debito pubblico). Eppure, prima o poi, bisognerà assumere delle decisioni chiare.

apostata

Mar, 26/06/2018 - 19:31

È elucubrazione del professionismo del mistero dell’anima, dissolvenza nel nulla del pensiero. Quello che manca non è la forza, manca la coordinazione delle decisioni, nel caso dell’immigrazione si va dalle politiche di accettazione delle sinistre, alla reazione forte, alla brexit. L’ue è finita quando dal nucleo dei fondatori, si è passata temerariamente a 25 paesi irregolabili. Occorreva la salvaguardia dell’impostazione iniziale e la maturazione meritata nel tempo delle altre adesioni. Il pd andrà a scomparire senza aver capito che la sua morte è per l’immigrazione senza progetto, senza controllo, senza prospettive. L’ue è organo burocratico pletorico, non può originare nulla. L’erasmus è stato elemento di aggregazione giovanile per il forte richiamo sessuale. Sognare un esercito comune sull’esempio dell’erasmus è vaneggiare.