Quell'ultima mail di Regeni alla prof

Così Giulio teneva costantemente aggiornati docenti e referenti sulle relazioni intrattenute al Cairo

Il lavoro di Giulio Regeni consisteva nel seguire assemblee sindacali e incontri di dissidenti. Sembra questo quello che emerge dall'analisi del suo computer.

Come racconta il Corriere della Sera, infatti, non solo il giovane ricercatore collaborava con la Oxford Analytica, ma teneva costantemente aggiornati sui suoi contatti al Cairo anche i docenti e il tutor dell'American University. E in particolare la professoressa Maha Abdelrahman dell'Università di Cambridge. L'ultimo resosconto di Giulio è stato spedito proprio a lei con una mail inviata il 15 gennaio, dieci giorni prima di sparire. Pochi giorni dopo avrebbe dovuto incontrare "una persona importante per il mio lavoro".

Cosa c'era in quei resoconti? Qualcuno lo ha tradito, rivelando le sue ricerche e mettendolo nei guai. Del resto, racconta la Sarzanini, Giulio era quasi maniacale nella raccolta dei dati e delle notizie e amava approfondire il più possibile le sue conoscenze. Come quella con Hassanein Keshk, tra gli oppositori più strenui del regime e diventato ormai il suo punto di riferimento nella capitale egiziana.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 16/02/2016 - 11:57

Anche in Val di Susa combattevano gli infiltrati di Hollande, anche nel nostro Milano, messo a ferro e fuoco dai no-Expo, erano in molti della "Legione Straniera". Eppure i nostri magistrati d'abitudine li lasciano a piede libero, anzi appena possono puniscono i poliziotti che si difendono. Che siano stranieri anche i nostri sedicenti "maggisctradi"?