La scalata e quel clima cambiato

Dal Cav parole di apprezzamento verso Gentiloni. Di qui l'invito ai parlamentari di Forza Italia a non alzare troppo i toni ed evitare le polemiche pretestuose

Per necessità, non certo per scelta. Eppure era da tempo che gli ambasciatori non lavoravano con tanta costanza per cercare di tenere aperto in maniera permanente un canale di comunicazione tra Palazzo Chigi e Arcore. A livello di staff, certo. Ma anche ai massimi vertici se è vero che mercoledì ci sono stati diversi contatti diretti tra villa San Martino, la presidenza del Consiglio e Palazzo Piacentini, sede del ministero dello Sviluppo economico. Oggetto di tutte le conversazioni la scalata di Vivendi a Mediaset, che non preoccupa solo Silvio Berlusconi ma anche il governo italiano.

E proprio dall'esecutivo e dalla maggioranza sono arrivati all'ex premier segnali rassicuranti. A partire dalla decisa presa di posizione del ministro dello Sviluppo Carlo Calenda che ha definito quello del gruppo di Vincent Bolloré un modo «non appropriato di procedere per rafforzare la propria presenza in Italia», parlando apertamente di «tentativo di scalata ostile». Parole che arrivano dopo una lunga conversazione telefonica sulla direttrice Arcore-Palazzo Chigi. Una sponda, quella del governo, cui ha fatto seguito la maggioranza, con il Pd in prima fila. Lorenzo Guerini, peraltro, non è solo il vicesegretario del partito ma pure uomo vicinissimo a Matteo Renzi. E dunque la sua uscita a sostegno di Mediaset («dovremo studiare azioni che mettano in sicurezza un patrimonio italiano») non è passata inosservata, visto che pur non sedendo più in Consiglio dei ministri non è un mistero per nessuno che il leader del Pd sia di fatto una sorta di premier ombra. E il sostegno ieri si è andato allargando, fino a diventare quasi bipartisan se pure Stefano Fassina di Sinistra italiana ha auspicato un intervento del governo per fare da «argine alla colonizzazione finanziaria straniera». Persino Matteo Salvini - in questi ultimi mesi molto attento a marcare una certa distanza con Berlusconi - ha preso le difese di Mediaset. Insomma, a parte i Cinque stelle - che sulla vicenda hanno espresso posizioni diverse - è stato un coro a sostegno di quello che tutti definiscono un «asset strategico» per il Paese, culminato nell'altolà arrivato dall'Agcom.

Un clima che ad Arcore non è passato inosservato, tanto che Berlusconi avrebbe avuto parole di apprezzamento verso Gentiloni - che anche ieri da Bruxelles ha seguito la vicenda in prima persona - e per tutti quelli che «non ne stanno facendo una questione di parte».

Di qui, l'invito anche ai parlamentari di Forza Italia a non alzare troppo i toni ed evitare le polemiche pretestuose. Anche per favorire quello che potrebbe essere un clima nuovo, magari in vista del confronto sulla nuova legge elettorale che si aprirà da qui a breve.