Sindaco Trieste Dipiazza: "Siamo in guerra. Devono aumentare risorse"

L'intervento del primo cittadino, sconvolto per quanto accaduto. “Vedere morire due ragazzi giovani, di trent’anni, è terribile. Dove siamo arrivati? Le forze dell’ordine devono stare attente: devono rendersi conto che siamo in guerra. Lasciamoli lavorare”

In seguito alla morte degli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, assassinati ieri pomeriggio da Alejandro Augusto Meran, uno dei fratelli dominicani portati in questura per accertamenti in merito ad un furto, il sindaco di Trieste ha proclamato il lutto.

Intervistato da “Tpi”, il primo cittadino Roberto Dipiazza è sconvolto per l'accaduto, come il resto degli italiani. Ancora una volta a perdere la vita sono stati due ragazzi delle forze dell'ordine, impegnanti a difendere il proprio Paese.

“Sì, ho indetto il lutto cittadino perché sono 18 anni che sono sindaco, prima a Muggia e gli ultimi a Trieste, e non mi è mai successa una cosa così grave”, spiega Dipiazza. “Vedere morire due ragazzi giovani, di trent’anni, è terribile. E in più è accaduto non per un atto terroristico ma per un banale furto di un motorino! Ma cosa è diventato questo mondo? Dove siamo arrivati?”.

Parole amare quelle del sindaco, che giustamente si interroga su che cosa stia succedendo alla nostra società.

“Probabilmente uno dei due ragazzi dominicani aveva dei problemi psichici. E spero che sia così, perché non si può pensare di uccidere delle persone così, alla leggera”, commenta Dipiazza, che non può spiegarsi altrimenti quanto accaduto. “Non voglio dire che il problema riguarda il paese di provenienza degli aggressori, ma in momenti così difficili è una cosa che viene in mente, non c’è niente da fare”.

Infine, l'amara considerazione del primo cittadino: le forze dell'ordine non sono al sicuro. Gli uomini in divisa non possono agire liberamente senza temere conseguenze, mentre i criminali non si pongono più alcun limite.

“Le forze dell’ordine devono stare attente: devono rendersi conto che siamo in guerra. C’è questa gentaglia in giro e dobbiamo aumentare le risorse a disposizione”, afferma Roberto Dipiazza. Ed alla domanda del giornalista, che chiede dei chiarimenti, aggiunge: “Non viene lasciata loro libertà di intervento. Appena mettono in manette qualcuno al momento i poliziotti vengono subito accusati. Siamo sempre pronti a criticare. Intendo dire: lasciamoli lavorare questi agenti. Questa violenza inaudita è un dramma. Anche all’interno del commissariato il lutto è doppiamente sentito, uno dei due agenti era fidanzato con una poliziotta, sempre di qua. Un dramma nel dramma”.

Commenti

uberalles

Sab, 05/10/2019 - 16:32

Alcuni mesi il "clown" Conte ha chiesto alla "spalla" Trenta (denari, discendente diretta dell'iscariota) di rinunciare all'acquisto di 5 (cinque) fucili per le Forze Armate, destinando al contempo tale cifra ad una non meglio chiarita borsa di studio nell'aretino. La "spalla" ha aderito prontamente alla richiesta del "capo clown" il quale, in risposta a chi chiedeva più sicurezza, ha bellamente detto che "i cinque soldati disarmati saranno mandati nelle retrovie invece che al fronte": ecco il risultato, scorte ai politici armate fino ai denti, tutti gli altri alla mercè dei clandestini, poco importa se ci muoiono, le Forze Armate sono un lavoro pericoloso. Non come quello del rapinatore che, in caso di morte "sul lavoro" innesca il pianto di tutta la sinistra con a capo la presidentA emerita boldrini & kompagne.