Da Teheran per provare a vincere la prima edizione del Reporter Day

Samal Javadi è il primo concorrente italo-iraniano che si mette in gioco al Reporter Day per provare a raccontare l'intreccio di due culture affascinanti

Da Teheran fino alla sede del Giornale per provare a vincere la prima edizione del Reporter Day. È questa la storia di Samal Javadi, nato e cresciuto in Italia da genitori iraniani.

"Mi definisco italo-iraniano, ci ho pensato a lungo e ho capito che non potrei rinunciare a nessuna delle mie identità", ci spiega. A 32 anni, dove varie esperienze lavorative - dal lavoro di operatore in un call center fino alle collaborazioni con periodici prestigiosi - ora ha deciso di provare a realizzare il proprio sogno e fare un reportage con Gli Occhi della Guerra.

Al suo attivo ha numerosi lavori sulla cultura dell'Iran, raccontata con un taglio sociologico: "Spesso in Italia l'Iran viene percepito come un Paese pericoloso - spiega - Mentre molti aspetti della sua cultura rimangono sconosciuti". È per questo che scrive soprattutto di sport, di turismo, di cultura, per avvicinare il pubblico italiano a un mondo tanto affascinante quanto spesso poco conosciuto.

"Qui al Reporter Day c'è davvero una bella atmosfera - conclude - Non mi aspettavo di incontrare gente di tante età diverse e con competenze ed esperienze così varie."