Il tempo del fare e il tempo del pensare

È feconda l'alternanza di periodi di attività frenetiche con periodi di riflessione

C'è gente che fa cento cose tutte bene. Gente sempre indaffarata, piena di impegni non solo nel suo campo, ma anche in altri settori. Dirige un'impresa e, nello stesso tempo, si occupa di attività benefiche, di politica, fa ricerche, viaggia, organizza congressi, crea riviste. Vi sono invece persone che riescono a fare, con fatica, una sola cosa e tutte le altre le rimandano a quando avranno più tempo. A quando sarà finito il brutto periodo che stanno attraversando, all'estate, a quando potranno finalmente vivere in campagna, a quando i figli saranno grandi, a quando saranno in pensione. Così, di rinvio in rinvio, non fanno nulla oggi e non faranno nulla domani. Perché l'intelligenza è stimolata dagli impegni in cui ci troviamo coinvolti. Ogni incontro, ogni problema è una sollecitazione, una sfida.

Se il rinvio a quando non avrai nulla da fare è sterile, invece è feconda l'alternanza di periodi anche lunghi di attività frenetiche con periodi di distacco per vedere le cose da lontano, per riflettere, serenamente, per studiare ciò che non sai, per criticarti, per immaginare il nuovo. Sono i momenti in cui la vita vissuta viene rivissuta criticamente e creativamente, ne sintetizziamo l'insegnamento e ci prepariamo ad un nuovo balzo in avanti. Molti grandi scrittori e intellettuali hanno lavorato nei ritagli di tempo. Balzac e Salgari scrivevano pungolati dalla necessita. Ma quasi tutti hanno avuto bisogno di periodi lunghi per concepire e realizzare una grande opera come Michelangelo per la cappella sistina. Machiavelli ha scritto quando la sua frenetica attività politica ha avuto termine ed e stato mandato in esilio. Allora ha capito il pericolo che stavano vivendo gli Stati italiani ricchi e in lotta fra loro. Ha cercato di fare capire a tutti che stavano per essere annientati dalle grandi nazioni europee com'è poi avvenuto.

Nella nostra epoca di continua propaganda elettorale, di movimenti utopici, di decisioni caotiche dovute all'ignoranza, di dibattiti cattivi e confusi, ci sarebbe un grande bisogno di studiosi di ampie vedute capaci di darci studi sistematici e un ampio quadro del campo politico globale in cui ci muoviamo per trovare le strade migliori da seguire.

Commenti

apostata

Dom, 14/10/2018 - 16:02

Per valutare le persone che intraprendono, che coordinano i fattori della produzione, che assumono il rischio, che creano ricchezza per se e per gli altri, occorrerebbe una diversa sensibilità rispetto al professionismo del mistero dell’anima. Qui il compitino è preso da lontano. Si fa un’ingenua premessa per dire che occorre alternare periodi del fare con periodi del pensare, che le soluzioni possano scaturire da “studiosi di ampie vedute capaci di darci studi sistematici e un ampio quadro del campo politico globale in cui ci muoviamo per trovare le strade migliori da seguire”. Non è questione di pensatori e pensieri salvifici. Qui c’è un popolo che, in buona e cattiva fede, s’illude. In realtà occorrerebbe un sapere diffuso perché il voto non è delegato a pochi pensatori virtuosi, occorrerebbe coscienza collettiva che nasca dalla scuola, dall’esempio, dalla disciplina e si esprima responsabilmente.

Valvo Vittorio

Dom, 14/10/2018 - 18:51

La nostra vita si può dividere in tre stadi: la giovinezza, la maturità e la vecchiaia. Nel periodo giovanile si è più impulsivi, nella maturità più riflessivi e nella vecchiaia avviene il distacco per gli acciacchi! Il sale della vita è di essere variegata. Pertanto ogni persona dà il meglio di se stesso nella maturità sia nel bene sia nel male.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 14/10/2018 - 19:41

Ha ragione; ogni tanto bisogna fermarsi, concedersi una tregua, una pausa di riflessione. Alberoni, si riposi.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 14/10/2018 - 19:51

Ho sempre il sospetto che quando si tira in ballo l'intelligenza si parli di qualcosa che non si conosce. Dice che "l'intelligenza è stimolata dagli impegni in cui ci troviamo coinvolti". Già, ma per stimolare l'intelligenza bisogna averla. E non è detto che tutti ce l'abbiano (come vogliono farci credere "autorevoli e illustri" psicologi da salotto TV), anzi è rara. La cosa più diffusa in natura non è l'idrogeno; è la stupidità umana.

Divoll

Dom, 14/10/2018 - 20:55

@ Giano - Concordo con entrambi i suoi post.

Morion

Lun, 15/10/2018 - 09:24

Nella nostra epoca di continua propaganda elettorale, di movimenti utopici, di decisioni caotiche dovute all'ignoranza, di dibattiti cattivi e confusi...Francesco, di quale Italia stai parlando?