Il terremoto strisciante nella società da ricostruire

Come le case anche le nostre certezze sono da rifondare: lavoro, politica e competenze

Guardando le immagini dei paesi devastati dal terremoto, sono colpito da quelle persone a cui è stata distrutta la casa, ma che non vogliono allontanarsi dal luogo dove hanno vissuto e lavorato per tutta una vita. Anche se dicono loro che il paese sarà ricostruito, sanno che le case non saranno più quelle di allora. L'esperienza dei terremotati davanti alle loro rovine è il paradigma di un'esperienza tipica del nostro tempo.

Noi tutti abbiamo bisogno di qualcosa di solido, che resta, di una comunità con dei valori, delle regole, dei fini da perseguire. Noi tutti abbiamo bisogno che i nostri meriti, i nostri sacrifici, le competenze acquisite ci vengano riconosciute. Invece nella nostra epoca di mondializzazione tecnologica tutto cambia rapidamente e il passato perde valore. Il mondo in cui abbiamo vissuto è stato sconvolto da un terremoto senza fine. Sono cambiati i rapporti fra figli e genitori, fra maschi e femmine, fra le generazioni, sono cambiati i partiti, le imprese, le professioni, i modi di comunicare. Oggi un adulto deve imparare da un ragazzo come far funzionare il suo cellulare. Il sapere che hai acquisito non ti serve più, e la posizione professionale che hai raggiunto puoi perderla perché quel lavoro lo fanno in Asia o lo esegue un robot.

Tutti perciò finiamo per sentirci in un mondo straniero, in esilio. Tutti, in qualche momento della nostra vita, ci troviamo nelle condizioni del terremotato che contempla la sua casa distrutta e deve decidere se starle accanto o andarsene. E l'unica soluzione possibile è adattarsi al nuovo mondo, esplorarlo come se fosse una giungla sconosciuta, e tornare a costruire da capo. Per riuscirci però devi lottare contro l'insidia dello sconforto. È a causa di questa insidia che non c'è una vigorosa ripresa economica. Anche se ci sono i soldi e le occasioni, manca l'entusiasmo, la visione di un futuro e la certezza che ciò che hai fatto resterà e non verrà distrutto. Questo è un problema che ciascuno di noi deve risolvere dentro di sé, decidendo di resistere a ogni costo. Ma è anche il problema del sistema politico che deve creare ordine e dare ai suoi cittadini delle certezze.

Commenti
Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 11/09/2016 - 12:24

Giusta considerazione di Alberoni. Aggiungerei che, se parliamo di 'disperazione' delle radici, allora siamo molto più disperati noi, che stiamo perdendo a poco a poco la nostra Storia; noi che desideriamo rimanere in un luogo che, per stare dietro alle norme antisismiche e ad una edilizia necessariamente semplificata (anche perchè chi lo sa fare più un muro in pietra?), dovremo vivere in un 'falso'; una sorta di 'villaggio di cartapesta'. Finchè ci rimane l'Amatriciana'! Ma molti meno problemi hanno gli 'sbarconi' che, ogni giorno, mettono i piedi con sulla nostra terra. A centinaia. Sono contenti di averle abbandonate le 'loro' radici. Ai loro occhi, tristi e prepotenti, si apre un mondo di predazione e cinismo. Sulla nostra Storia.

Georgelss

Dom, 11/09/2016 - 15:40

Bravo Francalanza!Purtroppo e'la verita'.

Ritratto di Euterpe

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Lun, 12/09/2016 - 05:53

Lo sconforto e la mancanza di entusiamo risiedono nel fatto che la nostra società ormai prediligie e premia i mediocri , gli uomni senza qualità. Basta dare un occhiata ai nostri leader, alla cosidetta classe dirigente, in Europa e sopratutto in Italia. Il rapporto di fiducia tra stato e cittadino si è spezzato, lo stato si comporta come una canaglia , vedi vicenda dei miliardi di euro di contributi Indap non versati e poi scaricati da Prodi sulle casse dell'INPS, vedi la vicenda Esodati/Fornero dove lo stato cambia le carte in tavola grazie ad un burocrate presentato come salvatore della patria ma che prima di salvarla si fà nominare senatore a vita .

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Lun, 12/09/2016 - 05:54

Uno stato dove gli ultimi tre governi stanno in piedi grazie al tradimento del mandato elettorale da parte di un pezzo di Forza Italia diventato NCD e dove ogni giorni si compie il peggiore dei tradimenti da parte di questi tre governi, andare a raccattare migranti economici sulle coste africane ben sapendo che il 90% non sono rifugiati di nessuna guerra per portare avanti una pulizia etnica a danno degli italiani che il presidente della camera chiama meticciato e definisce inevitabile. Altro che essere sconfortati caro Professore.

Valvo Vittorio

Lun, 12/09/2016 - 16:49

E' nell'uomo l'"ansia" di conoscere non solo se stesso ma anche il mondo e i pianeti. Il vecchio dittatore spagnolo asseriva che l'ignoranza rende i popoli felici, ma lui aveva altri scopi! I cambiamenti possono smentire alcune date per certe o altre perfezionarle. Le varie discipline sono in continua evoluzione, ma la follia è rimasta un mistero tant'è che hanno chiuso i manicomi e non per questioni economiche, ma per ignoranza dell'universo cervello! I popoli sono stati sempre nomadi sino a quando hanno inventato l'agricoltura e i mezzi per coltivare. L'evoluzione futura è da scoprire.