La vera scommessa è capire i nuovi bisogni delle persone

L'economia è carente nell'assistenza dal punto vendita dal punto vendita alle casse

Alla base della produzione e del mercato ci sono tre idee semplici ma fondamentali. Tu devi produrre prodotti che servono ad un certo pubblico in una certa epoca. Zappe, erpici, aratri, sementi per i contadini, libri, matite, penne quaderni per gli studenti. Questi prodotti devono essere in vendita e disponibili con facilità. È per questo che la grande distribuzione prevale sulla piccola. Nei centri commerciali trovi con facilità quello che dovresti cercare in tanti negozi.

Il terzo principio ci dice che il consumatore compera un prodotto per risolvere un suo problema personale e gli devi dare ciò che gli serve per quello scopo. Non basta vendergli l'automobile, bisogna che ci siano le scuole guida, che le case produttrici abbiano i pezzi di ricambio, in sostanza l'assistenza. È questo lo sterminato campo dove tutta l'economia italiana è carente. Incominciando dal punto vendita dove, risparmiando personale alle casse, fai aspettare il cliente che, irritato comprerà da Internet che glielo porta a casa. Per di più in certi campi, come i computer e i cellulari, i produttori continuano a innovare e il consumatore perde un tempo sterminato per reimparare ad usare l'oggetto. Ci sono centinaia di migliaia di giovani disoccupati che in breve tempo, in apposite scuole tecniche, potrebbero imparare ad assistere coloro che hanno bisogno. Cosa che capita a quasi tutte le persone dopo i 50 anni. Non occorrono alte conoscenze teoriche, ma saper capire il problema che ti pone il cliente e risolverglielo. Come l'idraulico a cui il cliente dice «questo rubinetto non funziona» e tu devi solo farglielo funzionare. E lo stesso vale per l'elettricista, per l'infermiere. Un servizio che dovrebbe essere organizzato come un radio taxi in cui dici di cosa hai bisogno e loro ti mandano subito uno che lo sa fare.

Fondamentale in questo campo è il linguaggio. Nel vecchio negozio il consumatore spiegava ciò di cui aveva bisogno e il bravo negoziante cercava di risolvere il suo problema. Nel negozio moderno spesso commesso e cliente parlano linguaggi diversi e si pensa che basti la scheda, il simbolo, il clic. Ma non è vero. Alla fine vincerà chi capirà il cliente e gli darà ciò che gli serve. Gli altri verranno sconfitti.

Commenti

Divoll

Dom, 18/11/2018 - 14:26

Se ci liberassero dalla presenza di africani e musulmani, sarei contento anche di mangiare una volta in due giorni.

Altoviti

Dom, 18/11/2018 - 15:38

i bisogni sono quelli della sicurezza delle persone dei beni e della propria cultura, dunque rimpatrio migranti, il resto è superfluo. Sono d'accordo con "Divoll".

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Dom, 18/11/2018 - 16:04

Non è che l'economia è carente. è che non ci sono i margini per pagare il personale. Ormai l'assistenza ai clienti la fanno i forum du utenti e le riparazioni non essitono più si sostituisce che costa meno.

apostata

Dom, 18/11/2018 - 16:04

Sono considerazioni inconsapevoli dei nuovi ritmi, delle nuove condizioni. I problemi sono altri. Le economie italiana ed europea soccombono perché non possono confrontarsi con i costi della manodopera di quelle emergenti senza sindacati, senza redditi di cittadinanza, senza chiusura settimanali e ferie (i turchi della pernigotti mollano il glorioso stabilimento perché in turchia possono produrre a costi più bassi e lo sapevano quando l’hanno acquistata). La mancanza di assistenza ai banchi del nuovo commercio è tenero tentativo, esigenza per ridurre i costi, tentare di sopravvivere. I giovani vanno all’acquisto aggiornati. L’europa è tagliata fuori, le dimostrazioni popolari fanno riflettere, le piazze francesi sono storicamente premonitrici, macron rappresenta il vecchio, i riferimenti sono trump, putin e cina.

Valvo Vittorio

Dom, 18/11/2018 - 18:34

La società si evolve e di conseguenza anche le esigenze degli umani, occorre pertanto che la politica agevoli la continua evoluzione. Un tempo si diceva anche che il lavoro ciascuno di noi deve inventarselo in regime democratico. In regime comunista il lavoro è disciplinato dagli alti burocrati, il lavoratore deve solo lavorare senza sciocchezze per la testa! Stacanovista di nome e, di fatto, fu il lavoratore sovietico insignito della croce di ferro da Lenin. Caduto il regime comunista il sedicente "lavoratore" fu definito folle e ubriacone! Esiste il contraltare Reaganiano: più lavori più ti arricchiscono (aggiungo io salvo fallimenti aziendali). Diceva un grande leader inglese: "Il regime comunista distribuisce miseria, il metodo occidentale crea disuguaglianze"!

cir

Dom, 18/11/2018 - 18:52

ALBERONI come al solito capisce solo quello che gli fa comodo. Le esigenze delle persone sono limitate alle cose necessarie. Il superfluo resta da valutare caso per caso. Il sistema globalizzato dei mercati ( leggasi mercanti da strapazzo ) vuol fare dei popoli consumatori eccezzionali dal punto di vista quantitativo. L' apertura della domenica dei supermercati non favorisce nessuna esigenza palese , se non una chiara istigazione al consumo .

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adl

Dom, 18/11/2018 - 19:01

Spero tanto che lei abbia ragione. Nel negozio moderno on line il commesso non c'è, ed i vecchi negozi però chiudono perchè non vendono. Mi diceva una signora di una boutique al centro di un paese di circa 20 mila anime:"cammina poca gente sia di giorno che di sera e quella poca non compra"...il negozio ha chiuso. Mi sono chiesto, la dipendenza da internet e social, sta cambiando a questo punto le abitudini ???!!!!

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Giano

Lun, 19/11/2018 - 00:39

Ho l'impressione che più che "capire" i nuovi bisogni della società, i media (e la pubblicità in primis) abbiano un altro scopo subdolo: "creare" nuovi bisogni, per poterli poi soddisfare con la produzione e commercializzazione dei prodotti adatti.

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ateius

Lun, 19/11/2018 - 13:54

sarà.. ma la mia nipotina di quindici anni usa tablet pc e smartphone senza nessuno che gli debba spiegare nulla.- potrebbe gestire parte delle sue esigenze in modo autonomo ben più di come facevamo noi alla sua età.- saranno uomini e donne digitali.. capaci di dialogare e interagire col mondo e con il loro tempo e se avranno bisogno di qualcosa per viverlo.. non sarà certo di un consulente con le istruzioni d'uso.