La villa di Poppea a Torre Annunziata

Lo sfarzo della villa di Poppea è tale che anche quelle della Hollywood moderna sembrano poca cosa. Eppure la magione di Torre Annunziata è uno dei segreti archeologici meglio custoditi del Paese

Affreschi mozzafiato si susseguono uno dopo l'altro. La loro raffinatezza è tale da fare impallidire molti affreschi rinascimentali, eppure siamo 1400 anni prima. Lo sfarzo della villa di Poppea è tale che anche quelle della Hollywood moderna sembrano poca cosa. Eppure la magione del passato oggi si trova in un quartiere molto popolare di Torre Annunziata, l'antica Oplontis.

Se la villa di Poppea, la seconda moglie di Nerone, si trovasse in Francia sarebbe sicuramente uno dei monumenti più visitati del paese, in Italia fatica a essere conosciuta. È forse uno dei segreti archeologici meglio custoditi del Paese e non aspetta altro che essere scoperta, con rispetto, dai turisti. Proprio per questo è forse il momento di correre a vederla, perché ancora si può girare tra le sue stanze quasi da soli. E' il luogo ideale per scoprire una villa imperiale perfettamente conservata senza il turismo di massa. Dal 1997 il sito archeologico è diventato patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

La Villa di Poppea fu sepolta durante l'eruzione del 79 d.c. e riportata alla luce parzialmente dal 1964. Poppea Sabina fu la seconda moglie dell'imperatore Nerone. Non fu mai amata dalla madre dell'imperatore Agrippina, tanto che secondo gli storici del tempo, dietro all'assassinio della madre commissionato da parte di Nerone, vi sarebbe stata proprio Poppea. Gli storici di oggi prendono con cautela molte delle descrizioni della vita di Nerone e della famiglia fatta dagli storici dell'epoca che erano suoi nemici politici. Probabilmente non sapremo mai la verità. Poppea fu considerata la mandante di tantissimi omicidi di personalità che la sfidarono o che tentarono di mettere in ombra il suo potere, tra questi anche quello di Seneca. Tutti gli storici concordano però sul fatto che fosse molto bella e intelligente, morì, forse a Oplontis nella sua villa, durante una gravidanza. Ma anche sulla sua morte vi sono svariate leggende, una di esse sostiene addirittura che avvenne a seguito di un calcio datole da Nerone.

Al di là delle diatribe tra storici del passato e di oggi, non si può non rimanere sorpresi dall'incredibile raffinatezza della sua immensa villa. La piscina di dimensioni olimpioniche, i saloni affrescati con templi e pavoni, i grandi cortili e quelli piccoli interni affrescate con fontane e giardini pieni di uccellini, non fanno altro che parlarci di una donna di grandissima classe. Gli scavi della villa non sono mai stati portati a termine. Eppure sarebbe possibile perché per fortuna la parte della villa non scavata, non si trova sotto moderni condomini, ma sotto la Real Fabbrica d'Armi di Torre Annunziata, costruita a partire dal seicento dai Borbone e oggi in gran parte dismessa dai militari. Basterebbe trovare il modo di salvaguardare gli edifici più importanti della fabbrica, facendone un museo archeologico e scavare al di sotto la villa. I progetti ci sono e da tempo anche i tavoli istituzionali, anche se purtroppo per ora non si è ancora passati alla fase esecutiva.

In una terra ad altissima disoccupazione come questa sarebbe un peccato mortale non rendere la Villa di Poppea quel polo museale che sarebbe se fosse in un qualunque altro paese europeo. Poppea può diventare la salvatrice degli oplontini se solo la si trattasse con maggior rispetto.