Addio a H. R. Giger, l'artista gotico che creò «Alien»

Gli incubi dello scorso fine millennio si sono materializzati nelle illustrazioni e nei dipinti di questo grande artista che se ne va. Hans Ruedi Giger è scomparso a Zurigo per i postumi di una caduta. Era nato a Coira, nei Grigioni, nel 1940, ed è stato considerato l'inventore del New Gothic per le atmosfere tetre e mortifere dei suoi lavori, colmi di citazioni e rimandi ai classici della storia dell'arte, da Piranesi a Dalì, da Bosch a Blake. Forse il più grande virtuoso in circolazione, era però più amato dal pubblico dei concerti rock, del fumetto e del cinema piuttosto che da quello delle gallerie, anche se ha esposto nei musei di mezzo Mondo. Meriterebbe di stare nell'Olimpo dei grandi figurativi, tra simbolisti e surrealisti; vestiva sempre di nero e il suo aspetto truce lo faceva somigliare a una delle su creature. Visionario contemporaneo con ben presente la memoria dell'antico, psichedelico e allucinato di lui, si ricorda una grandiosa mostra al Palazzo Bagatti Valsecchi di Milano una quindicina d'anni fa: insieme a Jodorowsky, Moebius ed Escher, H.R. Giger appartiene a quella categoria di artisti difficilmente classificabili e tormentati dalle proprie visioni.
Il mondo del rock lo considera una sorta di sacerdote oscuro. La copertina di Brain Salad Surgery degli Emerson, Lake & Palmer (1973) è una delle più belle di tutti i tempi, e ha collaborato, tra gli altri, anche con Blondie, Jello Biafra e disegnato l'asta del microfono per Jonathan Davis il cantante della band metal Korn. La fama imperitura però gli giunge dal mondo del cinema, quando Ridley Scott lo invita a progettare il mostro di Alien nel 1979. Nel suo progetto si incontrano fantascienza e medioevo, meccanico e organico, per una delle creature più terrificanti dell'intero genere.
Giger ha tentato altre avventure, meno fortunate, nel cinema, disegnando per Dune di David Lynch e di Specie mortale di Roger Donaldson, mentre nei sequel di Alien le sue invenzioni vengono trattate e in parte snaturate dal computer.
Il lavoro da artista visivo ha ispirato generazioni di pittori e fumettisti; negli anni '90 il ritorno alla pittura, soprattutto in Italia e in Germania, è stato in gran parte all'insegna dello splatter e del noir, con la differenza che Giger riusciva a essere ugualmente elegante e raffinato grazie a una tecnica davvero stupefacente.