Arte e psicoanalisi, un incontro possibile

Nel libro “Hanno pensato” le due discipline a confronto attraverso l'analisi di opere artistiche di tutti i tempi da parte di Sigmund Freud e dello psicoanalista Giacomo B. Contri

Quanto volte ci siamo chiesti: cosa pensava Leonardo quando dipingeva la Gioconda? Cosa voleva esprimere con quel sorriso mezzo accennato? Difficile, se non impossibile, entrare nella testa degli artisti. Ci hanno provato il padre della psicoanalisi Sigmund Freud e Giacomo B. Contri, psicoanalista, fondatore e presidente della Società Amici del Pensiero Sigmund Freud: il libro “Hanno pensato” è una raccolta dei commenti di Freud e del “suo modesto seguace” Contri, come lui stesso si definisce, su una sessantina di opere d'arte tra dipinti e sculture. A raccogliere i testi dei due psicoterapeuti Raffaella Colombo, curatrice e tradutrice dei testi di Freud. “L'idea del libro- spiega la curatrice- è nata quando mi sono accorta che nell'Opera di Freud, come in molte opere di Contri, accanto a quella letteraria, l'arte figurativa ha una presenza meritevole di essere indagata.”

Il risultato è un libro intrigante, che apre a diverse letture. L'arte e la psicoanalisi non appaiono più due realtà nettamente distinte e inconciliabili: rappresentano due momenti della storia del pensiero, una storia nutrita da iniziative personali, innovative e talvolta rivoluzionarie. Se la psicoanalisi è una scienza e come tale cerca di dare interpretazioni precise e definite, l'arte dice sempre di più, dice “oltre”, dice quello che la scienza non riesce ad esprimere e forse, talvolta, a comprendere.  
Due aspetti, quello dell'arte e della psicoanalisi, che cercano di investigare il cuore più profondo dell'Uomo, un cuore, come si evince da “Hanno pensato”, sempre alla ricerca di Altro,  teso verso un Bene che sia l'amore eroticamente inteso o quello per Dio.

Non è un caso, infatti, che nel libro trovino grande spazio la vita amorosa e le vicende antico e neotestamentarie. Nel descrivere l'attività pittorica di Leonardo, Freud fa ricorso ad un amore rimosso, in particolare all'amore per la madre e a quello, mai vissuto, per il padre. “Potrebbe essere andata così, che Leonardo fosse avvinto dal sorriso di Monna Lisa perchè questo aveva destato in lui qualche cosa che da molto tempo era latente nella sua anima, verosimilimente un vecchio ricordo...il sorriso di Monna Lisa del Giocondo aveva risvegliato nell'uomo il ricordo della madre dei suoi primi anni per la madre”. Un amore enorme, quasi fagocitante che non lascia spazio ad altri amori: “La povera madre abbandonata- prosegue Freud- dovette far confluire nell'amore materno tutti i suoi ricordi di tenerezze godute e la nostalgia per delle nuove; era spinta a questo non solo per risarcire se stessa del fatto che non avesse marito ma anche per risarcire il bambino del fatto che non aveva un padre che lo volesse accarezzare”.


Anche in Contri è fortissimo il tema dell'Amore e ci riserva  interpretazioni senz'altro rivoluzionarie. Esaminando “La Maddalena penitente” di Georges de La Tour Contri lo psicoterapeuta si richiama al carattere amoroso, pubblico e onorevole della nota scena evangelica in cui la donna entra nel luogo della cena, piange ai piedi di Cristo e li cosparge con un profumo prezioso. Contri riabilita così la figura della Maddalena da venti secoli rappresentata discinta come una prostituta. “E' davvero grossa: -dice Contri- nel racconto evangelico non c'è nulla che anche solo vagamente alluda all'idea che questa donna fosse una prostituta”.  Questa "grande donna" secondo Contri compie con questo gesto un atto di fede: l'affidamento totale a Lui, che diventa la ragione reale senza la quale si compie peccato. E' in questo atto di Fede che si esprime  l'Amore, che solo salva dal peccato.

Ancora il tema dell'Amore è esaminato nell' "Amore e Psiche" di Canova: in questa statua, Contri vede l’unità e l'armonia di corpo (Amore) e pensiero (Psiche) dell’esperienza amorosa, definita come un “abbraccio”, un affetto, una “pace”. In quest'opera poi Contri rintraccia tutta la separazione tra eros e pornografia: se quest'ultima è un'iterazione a ripetere ossessiva e irrisolvibile, è nell'eros che si compie appieno la tensione, l'abbraccio dell'Uomo verso l'Altro.


Un libro sicuramente di non facile lettura, ma estremamente “umano”: leggendo “Hanno pensato”scopriamo che gli artisti, anche i più grandi, non sono poi così distanti da noi, "comuni esseri mortali". Come noi vivono nevrosi, ossessioni, paure, emozioni, espresse o meno.  Un libro questo che ci fa sentire, forse, un po' più vicini agli altri, nelle nostre debolezze come nelle nostre grandiosità di Esseri Umani.

Commenti

eras

Gio, 16/01/2014 - 22:14

C' é gente che ride del complottismo e crede a queste fesserie.

Lucar

Ven, 17/01/2014 - 07:45

Ho letto il libro qualche settimana fa e l'ho trovato capace di aprire prospettive personali e invogliante sia nei confronti della storia dell'arte che della psicoanalisi di Freud e Contri. La recensione colpisce per lo stesso motivo: documenta la sorpresa dell'autrice nell'affrontare, come in un corpo a corpo, i due autori, le due discipline, la portata universale del libro.