A Bergamo il Festival "Fare la pace"

Oltre cinquanta eventi in programma dall'8 al 24 maggio. Ospiti internazionali come Serge Latouche, Wolfgang Streeck, il vescovo emerito di Hong Kong Joseph Zen Ze – kiun

Se a Milano l'Expo affronta il tema del cibo, il Bergamo Festival, giunto alla sua sesta edizione, tocca un tema altrettanto delicato e di estrema importanza: i confini del mondo e le speranze degli uomini. Stiamo parlando del Festival "Fare la Pace", che si articolerà dall'8 al 24 maggio con ospiti internazionali di rilievo: dal teologo Jürgen Moltmann (fondatore della teologia della speranza) a Wolfgang Streeck, sociologo economico di fama mondiale, da Serge Latouche, filosofo ed economista (considerato il guru della “decrescita felice”), affiancato da Bernardo Bortolotti, economista e sostenitore della “crescita equa”, al vescovo emerito di Hong Kong Joseph Zen Ze-kiun.

L’edizione di quest'anno del Bergamo Festival prosegue l’approfondimento del valore della pace, partendo da una definizione dei suoi contenuti, sempre più connessi agli aspetti della giustizia, dell’economia e della costruzione geopolitica del mondo, fino alle grandi problematiche contemporanee del rapporto fra le religioni, la gestione dei conflitti, il ruolo dell’arte e l’apporto delle scienze e della tecnologia. Oltre cinquanta gli eventi in programma, tra incontri, seminari, laboratori, concerti, mostre e workshop. Tutti sono gratuiti, previa iscrizione on line sul sito internet www.bergamofestival.it.

Grande attenzione è rivolta ai giovani: gli studenti universitari sono coinvolti in prima persona, dalla proposta di possibili temi e relatori al dialogo con gli ospiti, dalla gestione di alcuni eventi in qualità di relatori, alla comunicazione delle attività del Festival attraverso i social network.

Il programma è articolato in cinque ambiti: futuro prossimo, voci dal mondo della pace, incontri ravvicinati, il bello di fare la pace e mani in pasta.

Accanto a personaggi di spicco e alla ricca proposta culturale, non mancheranno iniziative pensate per il territorio. Tra queste, in ambito musicale, la presentazione di Pianocity Bergamo, un grande happening attorno al pianoforte che vivacizzerà numerosi luoghi urbani e vedrà protagonisti tutti i cittadini: dagli spettatori agli appassionati di musica, dai pianisti ai giovani talenti.

"Fare la pace significa impegnarsi ogni giorno per costruire la pace – dichiara Nando Pagnoncelli, membro del comitato scientifico del festival – significa innanzitutto conoscere il mondo, quello vicino e quello distante, le sue complessità, le sfide a cui quotidianamente ci sottopone. Significa approfondire le questioni ed essere capaci di discernimento, superando le percezioni e le lettura semplificata di ciò che ci circonda e spesso ci fa paura. E significa essere consapevoli del ruolo sociale e delle responsabilità di ogni cittadino, a partire dal dovere di essere informato. In questa prospettiva discutere di questioni internazionali, di demografia, di ambiente, di modello di sviluppo economico, di welfare, di alimentazione, di risorse energetiche e del ruolo della televisione rappresenta un contributo alla costruzione della pace".