"Caro Cioran, tra le rovine dei suoi libri mi trovo a mio agio"

Le lettere di Samuel Beckett

A Edith Kern, New York

Da Parigi 15 marzo 1987

Gentile Ms Kern, il dipinto di Caravaggio a Valletta mostra al di fuori e oltre lo spazio principale, a una distanza di sicurezza, un gruppo di figure intente a osservare quando avviene, decollazione di San Giovanni Battista. Davanti al dipinto, fuori e da un’altra distanza osservo tanto l’orrore e chi l’osserva. Questa esperienza ha avuto una certa parte nel concepire l’Auditor in Non io.

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A Václav Havel, Praga

Da Parigi 29 maggio 1983

Caro Václav Havel, La ringrazio del- la sua commovente lettera. Averla aiutata, anche con così poco, e elogiarla per tutto quanto si batte, è stato un momento nella mia vita di scrittore che mi è particolarmente caro. Sono io che sono in debito con lei. Ho letto e ammirato le sue commedie nella tra- duzione frncese. Le invio i miei piú sentiti auguri per giorni migliori (Havel ringraziava Beckett per aver scritto Catastrofe in suo onore)

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A Nancy Illig, Lubecca

Da Parigi 20 marzo 1983

Cara Nancy, ero andato a Lubecca da Amburgo una volta nel 1937, a vedere l’organo di Buxtehude nella chiesa di Santa Maria. Avrei voluto avere te per la riedizione di Eh Joe. Non un’esperienza felice. Ci sono ritornato due volte con pezzi brevi. Vorrei ritornare un’ultima volta, ma lo dubito. Disgustato da quanto leggo su un giornale italiano a proposito di Giorni felici di Giorgio Strehler. (Strehler aveva diretto Giorni felici per il teatro Mercadante di Napoli)

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A Djuna Barnes, New York

Da Parigi metà dicembre 1970

Cara Djuna Barnes, leggo con preoccupazione delle sue difficoltà in una recente Frankfurter Allgemeine. Mi permette di aiutarla finanziariamente? Per favore accetti. (La Barnes era una scrittrice protagonista della bohème parigina degli anni Venti e Trenta)

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A E. M. Cioran, Parigi

Da Ussy 21 aprile 1969

Caro amico, ho letto Le Mauvais Démiurge con la soddisfazione che tutti i suoi libri mi regalano. Tra le sue rovine mi sento a mio agio.