Il caso «A sangue freddo» non è chiuso ma raddoppia

I due spietati killer al centro del romanzo verità di Truman capote un mese dopo la strage di Holcomb ne avrebbero commessa un'altra. La parola passa al dna

Lo scrittore americano Truman Capote

C'è voluto molto sangue freddo, per scrivere A sangue freddo. Oltre alla passione (fin troppo calda...) per il crimine nudo e crudo. Fatto sta che il romanzo di Truman Capote, uscito nel '66, procura ancor oggi brividi veri. E pensare che avrebbe potuto essere ben peggio... Nel senso che nel libro le vittime trucidate da Perry Smith e Richard Hickock avrebbero potuto essere (perché forse effettivamente lo sono state) otto e non quattro.
Smith e Hickock li confessarono, gli omicidi dei quattro componenti la famiglia Clutter, avvenuti il 15 novembre del 1959 a Holcomb, nel Texas, e per questo vennero giustiziati insieme, il 14 aprile del '65. Quella fattoria l'avevano trasformata in un mattatoio perché la cassaforte che cercavano non ne voleva sapere di saltar fuori: padre, madre e due figli ammazzati come cani rabbiosi. Quindi, i due criminali si erano dati alla fuga su un'auto rubata, spostandosi in Florida, inseguiti dai loro demoni e dall'ombra del patibolo. Alla fine li beccarono, con ciò che ne consegue. Li beccò anche il soave e femmineo Capote il quale, dopo le atmosfere ovattate di Colazione da Tiffany, aveva fame di carne. Carne vera, pulsante e ferita a morte. E così diede vita, a capo di lunghi colloqui e accurate documentazioni, al primo romanzo-verità della storia. Un successone, ma anche un colpo alla bocca dello stomaco dell'America ubertosa e ottimista.
Ora, però, apprendiamo che i suoi negativissimi e maledetti prodi, avevano probabilmente raddoppiato il loro debito nei confronti della Giustizia. Lo sostiene Kimberly McGath, la classica detective di provincia che da sola meriterebbe un film come quello diretto da Richard Brooks nel '67 sulla trama della vicenda narrata da Capote. La McGath ha chiesto che le salme dei due killer vengano esumate per appurare se, come si sospettò all'epoca, sottoponendole alla prova della macchina della verità, poco più di un mese dopo il massacro di Holcomb quelle belve ne fecero un altro, di macello. Proprio in Florida, e in un'altra fattoria, a Osprey, ai danni della famiglia Walker, padre, madre e due figlioletti. Particolare agghiacciante: nel corso di un'intervista per il libro di Capote, Smith aveva detto al complice: «Non sarei sorpreso se fosse l'opera di un matto che voleva imitare quel che è successo in Kansas».
Sui resti di Smith e Hickock ci sono tracce di Dna compatibili con lo sperma trovato sul corpo della signora Walker? Chiunque debba rispondere, necessita di molto sangue freddo.