Celant coperto d'oro diventa la barzelletta del mondo dell'arte

The Art Newspaper ironizza sugli incredibili 750mila euro pagati al critico per la mostra Arts & Foods di Expo 2015

E il vincitore dell'asta dell'arte è: Germano Celant. Con la sontuosa e scandalosa parcella di 750mila euro ricevuta per la rassegna Arts&Foods, voluta per l'Expo 2015, è il curatore più pagato del mondo. Molti giornali italiani lo avevano già detto, con stupore, quando un paio di mesi fa fu reso noto il cospicuo incarico assegnato (senza concorso) al critico d'arte genovese. E in molti - il diretto interessato in primis, poi i vertici Expo, poi quelli della Triennale dove Celant fino a pochi anni fa è stato presidente del Comitato scientifico e dove il prossimo aprile sarà aperta la super mostra - hanno fatto finta che la cosa fosse normale, provando a sostenere, come ha fatto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che la cifra sia «in linea con le condizioni generali del mercato». Ieri, però, proprio nel giorno in cui in Triennale è stato presentato il progetto Arts&Foods e si svelava il main sponsor della rassegna (cioè la Cassa depositi e prestiti, che coprirà la metà dei costi), il mensile inglese The Art Newspaper è uscito con il nuovo numero: in copertina, accanto al titolo «Curators' fees are up for grabs», campeggiava una foto gigante di Germano Celant. Il vincitore dell'asta. E a corredo di un lungo articolo-inchiesta, una micidiale vignetta in cui un funzionario, spulciando le disponibilità finanziarie del Ministero, spiega a un collega esterrefatto: «Con il nostro attuale budget per la cultura possiamo o costruire un complesso museale o mettere insieme una collezione d'arte di valore mondiale. O assumere Germano Celant per cura una mostra». E poi dicono che a distruggere l'immagine dell'Italia all'estero siano i politici, invece degli intellettuali...
Invece gli intellettuali sono peggio. Pubblicamente giudicano sempre impresentabile il Paese, arretrato rispetto al resto del mondo, in mano alle mafie e alle lobby, dove lo spreco di denaro pubblico è pari alla cattiva gestione del patrimonio culturale... E in privato con i soldi dello Stato, elargiti attraverso i soliti canali politici, sono bravissimi a gestire il proprio patrimonio personale. E l'indignazione dell'opinione pubblica, a differenza degli incarichi, non è mai affare loro. Quando, un mese fa, alla presentazione della mostra su Mimmo Rotella a Palazzo Reale a Milano, un giornalista chiese conto a Celant delle polemiche in merito allo scandaloso compenso di 750mila euro per Arts&Foods, il critico-faraone, in giacca e mocassini sfondati di Prada, rispose sprezzante: «Per queste cose chiedete alla mia segretaria».
E alla sua segretaria andrebbe chiesto ragione non solo del mega compenso, ma anche della ingiustificata sperequazione rispetto a curatele ben più prestigiose. Quando si venne a conoscenza dell'incarico milionario, fuori da ogni logica commerciale, affidato al critico dell'Arte Povera, si fece notare come, a titolo di esempio, il direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze guadagni 1.890 euro al mese. E il curatore della Biennale di Venezia, la più importante esposizione d'arte contemporanea del pianeta, ne percepisca 120mila: è stato il cachet di Massimiliano Gioni per l'edizione 2013 e sarà il cachet di Okwui Enwezor per l'edizione 2015. Ma la rivista The Art Newspaper - che non può essere accusata di faziosità politica - va oltre, e dimostra come i compensi dei curatori di eventi di alto profilo come Venezia, Documenta e Gwangju, i più pagati del settore, siano lontanissimi da quelli di Celant. Per Venezia, il mensile riporta le stesse cifre della stampa italiana: tra i 120 e i 180mila euro. La Gwangju Biennale, in Corea del Sud, paga il curatore, per un lavoro di due anni, tra i 100 e i 150mila euro. E lo stipendio del direttore artistico di Documenta (che si tiene a Kassel con cadenza quinquennale, richiede tre anni di preparazione e che per l'edizione 2012 aveva un budget di 25 milioni di euro!) è equivalente a quello di un professore universitario di ruolo: circa 100mila euro all'anno. Con poche eccezioni, mette in luce la rivista, la maggior parte delle Biennali di medie dimensioni, nel mondo, paga l'equivalente dello stipendio annuo di un curatore di museo.
Ecco perché - al netto di tutte le spiegazioni di Expo, Triennale e del sindaco Pisapia (che cioè la mega-parcella è «coperta» dallo sponsor portato dal critico italiano e che nella cifra è compreso anche il lavoro di uno staff di 5-6 persone) il compenso di 750mila euro, più Iva, per 30 mesi di lavoro in Italia continua a suscitare polemiche e malumori. Mentre all'estero è già una barzelletta.

Commenti
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chavez

Mar, 22/07/2014 - 09:17

La cultura non dà da mangiare .....diceva il buon 3monti....si mangia , si mangia! hasta siempre

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mortimermouse

Mar, 22/07/2014 - 09:21

e siccome è un comunista, si è fatto pagare troppo, e cosi i PSICOSINISTRONZI fanno ridere ovunque vadano. quando non disprezzati... :-)

berserker2

Mar, 22/07/2014 - 09:23

Ma uno cò 'sta faccia, con una faccia un pò così, cò quell'espressione un pò così che c'hanno quelli che non hanno mai lavorato a Genova, che sprizza curtura da tutti i pori, cò la camicia nera cool trendy, con la busta della spesa a tracolla coi preservativi sempre pronti e il tonno in scatola, ce lo potevamo perdere? Ma meno male che cò soli 800mila euro ce lo siamo accaparrato! E grazie ar sindaco Pisappa che in quanto a curtura, fannulloni, sinistrati e zingari se ne intende proprio!

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chavez

Mar, 22/07/2014 - 09:25

Però....se ha 10 collaboratori allora....divide la torta con loro! h.s.

giovauriem

Mar, 22/07/2014 - 09:42

sicuramente celant,la mega parcella la dovrà dividere con il politico che gliel'ha fatta avere

claudio63

Mar, 22/07/2014 - 09:46

750MILA EURO divso 30 mesi fa 25000 euro che divisi per 6 collaboratori sono 4165 ( circa) al mese per ognuno di loro senza distinzione di ruolo o gerarchia....anche aggiungendo trasferte, trasporti vitto e alloggio, faccio fatica a vedere giustificati questi costi. ma in tutto questo, la sinsitra intellettual -chic, quella del moralismo a effetto adesso tace. lascia che il mugugno cali di tono per poi continuare a mungere la vacca, che tanto i soldi dei contribbuenti non finiscono mai e poi si trovano sempre per queste cose. e ancora una volta non sento magistrati ammantarsi di zelo indagatore ed esigere risposte da quegli stessi amministratori che si ergono a paladini contro lo spreco delle amministrazioni ( altrui, ovviamente).

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chavez

Mar, 22/07/2014 - 09:50

Non è questione di comunisti,fascisti,ebrei,cosacchi del don,nazisti,anarchici....ecc...: trattasi dell'ennesima dimostrazione della "sudditanza" (infatti siamo sudditi, non cittadini)in primo luogo delle istituzioni , ma anche e soprattutto di un popolo mal governato dalla politica arraffona che mediamente è anche peggio dello stesso popolo che rappresenta ; il quale , non ha nemmeno un salario minimo di riferimento (insieme con la Grecia siamo gli unici nella UE non allargata)....quando pensiamo che un lavoratore di un call center prende 3,4o euri lordi all'ora, oppure nelle cooperative (di tutti i colori) ti chiamano al mattino alle 6,30 per dirti di non presentarti al lavoro (naturalmente con la giornata non retribuita), ci rendiamo conto di come simili privilegi delle caste che interagiscono tra loro , siano lesivi della dignità dei lavoratori e forse anche incostituzionali. Questo è il nostro paese : dove un barbiere a Montecitorio guadagna quanto un manager ! hasta siempre

piertrim

Mar, 22/07/2014 - 10:09

Ecco qui la ormai famosa spanding review che paghiamo noi.

michele lascaro

Mar, 22/07/2014 - 10:49

Non lo conosco, ma, dalle notizie dette, dovrebbe essere di sinistra, per cui non ci si deve meravigliare. Questi signori hanno un naso da tartufo che manco i cani...

glasnost

Mar, 22/07/2014 - 10:52

Magari per pagarlo sarà necessario un prelievo dalle pensioni d'oro da 2000 euri??? W la sinistra vecchia e nuova.

lento

Mar, 22/07/2014 - 11:20

Questi sono pagamenti di denaro sporco,per ripulirlo...

vicobarone

Mar, 22/07/2014 - 11:53

Alla Corte dei Conti subito !

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depil

Mar, 22/07/2014 - 11:57

ladri e farabutti si nasce e lui lo nacque

Ritratto di depil

depil

Mar, 22/07/2014 - 11:58

Totò Riina è stato condannato a più ergastoli per molto meno...

electric

Mar, 22/07/2014 - 12:37

Tranquilli, ci pensano i tirapiedi della Gdf a trovare i soldi per Celant e per la casta che ci sottomette, rastrellandoli alla povera gente.

schiacciarayban

Mar, 22/07/2014 - 12:47

Evviva Pisapia, oltre a buttare nel cesso i nostri soldi si fa anche ridere dietro da tutti! Per fortuna che c'è la crisi! Questi hanno tutti la faccia come il culo ma Celant fa bene a prendere i soldi se c'è un demente che glieli da, tanto sono nostri...

schiacciarayban

Mar, 22/07/2014 - 12:56

E non si venga a dire che tanto c'è lo sponsor Cassa Depositi e Prestiti, non si fa che peggiorare la situazione perchè innanzitutto Cassa Depositi e Prestiti non è un marchio commerciale e quindi non ne trae alcun vantaggio, è chiaramente una specie di donazione per non dire di peggio, e in secondo luogo la Cassa Depositi e Prestiti è statale, quindi se non è zuppa è pan bagnato. Morale, siamo sempre noi a pagare per questa gentaglia!

Aristofane etneo

Mar, 22/07/2014 - 14:53

Poi dicono che la cultura non dà da mangiare. A me sembra che Germano Celant guardi torvo perché non accetta di prendere meno della Fracci o peggio di Benigni che in fondo sono una ballerina e l'altro attore comico.

darioapollonio

Mar, 22/07/2014 - 16:13

Ma insomma, possibile che se un calciatore il cui merito è dare calci ad una palla in mutande percepisce milioni di euro siamo tutti contenti ed invece se uno degli intellettuali più prestigiosi che abbiamo prende molto meno diventa uno scandalo? Pagare bene gli operatori culturali è l'unico riscatto possibile per questo paese. Anzi, penso che Celant meriti ancora di più, almeno come un centro avanti di una squadra di serie A.

Anonimo (non verificato)