Cesare "Augusto" Battisti,l'imperatore delle bugie

Il tredicesimo romanzo dell’ex terrorista è l’autobiografia mascherata di uno che si è sempre nascosto. E che ha sempre nascosto la verità

È un romanzo, avverte la copertina di Face au mur , «Faccia al muro» (Flammarion, pagg. 363, euro 11,50). L’ha scritto uno che di nome fa Cesare, racconta la storia di uno che di nome fa Augu­sto... Il cognome del primo è Batti­sti, quello del secondo non si sa: lo chiamano «gringo», ovvero lo stra­niero, e infatti è un italiano, è in car­cere in Brasile, attende di sapere se lo estraderanno o meno, è un uo­mo in fuga, come Battisti, appun­to. È un romanzo, la vita di Augu­sto, o è un romanzo la vita che Cesa­re ( Battisti) racconta come fosse la sua, quella vera?

Augusto è «idealista», natural­mente, pur se qualche volta ha ce­duto ai «cocktails mondani» in quel di Parigi. Il Brasile è stato per lui «l’inizio della mia via Crucis», anche se al suo termine non c’è sta­ta la crocefissione, ma «la libertà». È arrivato lì per «l’esigenza impe­riosa di ricostruire successivamen­te i ponti un tempo bruciati dietro di sé, in una ritirata ordinata degna di quei grandi ideali capaci di tra­sformare lo spirito di rivolta in car­ne da cannone ». Durante «gli “an­ni di piombo”, sulle scale di un pa­lazzo milanese», ha rischiato di morire per un «proiettile calibro nove»e l’ha salvato Enzo,un«com­pagno zoppo». Chi l’abbia esplo­so, non ce lo dice, probabilmente uno senza ideali né spirito di rivol­ta.

Quarant’anni dopo,però,è con­sapevole di essere «una macerie degli anni Settanta, un piccolo so­gnatore all’epoca, e un vecchio co­glione sognatore oggi». Adesso che è in galera, s’accorge che «i suoi nemici non hanno più biso­gno di nulla, hanno ormai vinto sul­la Storia, talmente vinto che non sanno più cosa fare della loro vitto­ria ». Pensa che allora, «in quel­l’epoca di transizione fra l’efferve­scenza rivoluzionaria post-68 e la noia degli anni 1980», vagava «con gli altri nelle nebbie di una clande­stinità senza ritorno e senz’altro scopo se non la sopravvivenza. Era­vamo i resti di un piccolo esercito in fuga», e lui un «soldato della li­bertà » che a volte si sorprendeva a pensare che «la Rivoluzione era po­co più di una parola, un’astrazione fuori moda, buona appena per in­nervosire i guardiani dell’ordine e dello Stato,i “nemici del mondo li­bero”. Che non erano meno ridico­li di noi, ma che ci trasformavano in bersagli da abbattere, o da mette­re in cella per il resto dei nostri gior­ni ».

Fra una citazione di Sartre e una di Nelson Mandela che cita Shake­speare, un pensiero «all’amante e al bambino che vivono nell’anima di uno scrittore», il ricordo delle fi­glie che non ha visto crescere, Cesa­re- Augusto in Brasile c’è arrivato dopo «un viaggio troppo lungo, in­debolito da anni di persecuzioni, menzogne, minacce e privazioni». Nel racconto, un po’ confuso, da un lato fa capire di essere stato tenu­to in caldo e poi «venduto»alle auto­rità da ex compagni di lotta, ma dal­l’altro ammette di conoscere bene«lacostituzionebrasiliana,l’artico­lo 5 mi protegge. Potevo contare a Rio su un contatto politico e su un famoso studio di avvocati, racco­mandatomigiàdallaFrancia. Sem­brava tutto semplice, poco più di una formalità. Sei mesi era il perio­do che gl­i altri italiani avevano pas­sato dietro le sbarre, prima di avere il diritto di rimanere in Brasile. Più mi impegnavo in Rio e più trovavo che l’avvocato e gli altri avevano ra­gione: non c’era da inquietarsi».

Cesare-Augusto, idealista, sol­dato della libertà, scrittore nel cui animo giocano insieme l’amante e il bambino,ha anche«lo spirito del missionario», tutt’uno con il so­gno di «una società da cambiare», perché «in piena degenerazione», disposto per questo a «pagare il prezzo più alto, come appunto è av­venuto ». Un uomo, insomma, «ri­cercato sì, ma per delle cause che ci erano care».Perché poi Cesare-Au­gusto si sente parte «della vita di una generazione che aveva osato generalizzare la rivolta». Fortuna­tamente per lui, c’è sempre il cor­po e l’anima di una donna a bilan­ciare e vincere tutte le illusioni per­dute. Cesare-Augusto avrà quello di Janaína, un po’ puttana, un po’ bambina e un po’ spiona per conto di quelli che lo vogliono vendere. Rischierà per questo amore fino in fondo, pronto anche «a lasciarci la pelle».Invece la salva,la pelle natu­ralmente. E naturalmente anche Janaína, che non si prostituirà più e gli terrà ordinata la casa. È un mis­sionario, Cesare-Augusto, lo ab­biamo detto prima.

Face au mur si legge con fastidio. Ci sono gli uccellini bianchi, sim­bolo di libertà, da osservare dalle fi­nestre di una cella, un po’ di folklo­re locale, foresta amazzonica, fave­las, corpi abbronzati, insomma quelle cose lì, poco sesso e molto al­col, qualche storia nella storia al­lacciata alla bene e meglio. È il tre­dicesimo romanzo di Battisti, e se gli altri dodici erano così, non mi so­no perso nulla. Il fastidio, va da sé, non è di natura criti­ca: autobiografia mascherata, è il rac­conto di uno che si è sempre nascosto, fin da quando, cam­peros e giubbetto di renna, andava in gi­ro ad ammazzare deipoveridisgrazia­ti, «i gendarmi diffu­si », «i cittadini poli­ziotti », ovvero sinda­calisti, medici, magi­strati, negozianti, guardie carcerarie che i Proletari arma­ti per il comunismo (Pac) avevano scel­to come bersaglio ri­voluzionario.

Nel bel libro di Ser­gio Turone Il caso Battisti (Garzanti) si può trovare la vera storia di un piccolo rapinatore di provin­cia traghettato dalla malavita comune al­la lotta armata, guidato sempre e soltanto dal proprio istinto di so­pravvivenza, non stupido, cinico quel tanto che bastava e se il caso anche di più. Uno che degli anni Settanta ha preso sanguinosamen­te la coda, e poi li ha ricostruiti scientemente e in modo affabula­torio come se non ci fosse mai stato se non per divenirne capro espiato­rio e coscienza critica. Viene da qui, da questo pasticciato roman­zo criminale la credulità di molti suoi difensori sull’essere stato in­chiodato da un solo pentito, e per due omicidi commessi contempo­raneamente in città diverse, pro­cessato in contumacia senza poter­si difendere e con falsi mandati ai suoi avvocati, vittima di uno «Stato d’eccezione».Palle,semplicemen­te. A un’altra faccia si sarebbe dovu­to intitolare il libro. Battisti la incar­na perfettamente e quando si guar­da allo specchio lo sa benissimo. Sia che vi veda riflesso Cesare, sia che vi veda riflesso Augusto. 

Commenti

MEFEL68

Mer, 06/06/2012 - 12:11

La faccia del Battisti Cesare la conosciamo. Sarebbe interessante vedere quella di chi andrà buttare i suoi soldi per leggere il libro. Quale beneficio ne potrà trarre?

Ritratto di pedralb

pedralb

Mer, 06/06/2012 - 12:37

1.000 € Dead Or Alive

leo rex

Mer, 06/06/2012 - 12:36

Non Fa Ridere Nemmeno Un Po'! A Quanto Ho Capito, Si Parla Di Un Uomo Che Ha Messo A Repentaglio La Sua Vita, I Suoi Interessi E Persino Il Suo Amore Per La Liberta' Altrui... Ovverosia L'esatto Contrario Di Quello Che Fanno Gli Uomini "normali". Non Parliamo Poi Di Coloro Che Sono Stati "unti Dal Signore" (schizofrenia? Egocentriscmo Esasperato?) Che Invece Rischiano La Pelle, Ma Solo Per Il Proprio Tornaconto Personale, Prendendo Per Il **** Il Mondo Intero, E Poi Non Hanno Nemmeno Il Coraggio Di Ammettere Di Non Essere Buoni A Nulla E Non Vogliono Lasciare Spazio A Chi, Forse, Le Cose Le Sa Fare! Nemmeno Quello Che E' Stato Suggerito A Costoro E' Stato Realizzato. Esseri Di Questo Tipo Mettono In Serio Pericolo La Vita Altrui, Di Coloro Che Li Hanno Difesi E Sostenuti Per Lungo Tempo, E Poi Provvedono Esclusivamente Ai Propri Interessi Personali E Impudici. Ma Tanto Dura Ancora Poco... Il Loro Destino E' Gia' Scritto!

beppazzo

Mer, 06/06/2012 - 13:00

Pubblica sulle edizioni "Giuda"?

gianni piquereddu

Mer, 06/06/2012 - 13:08

spett\le redazione,egr.signor solinas non ho letto l'articolo ma solo il titolo di testa,mi chiedo e vi chiedo perchè fare pubblicità ad un essere simile? è scappato in brasile,come tutti i vigliacchi come lui che era coraggioso solo con una arma in mano,capace di sparare anche ad un bambino e costringerlo sulla sedia a rotelle per il resto della sua vita. bisogna ignorarlo,e faccio i mii complimentio all'aeditore che pubblicherà il suo libro augurandogli di avere a che fare con un battisti qualsiasi nello stesso modo delle vittime di questo essere

Ghiringhelli Mario

Mer, 06/06/2012 - 13:07

Solinas, grazie dei sentimenti e della capacità critica ma Battisti mi fa pena e finirà male come tutti come lui. Torreggiani non mi fa ugualmente pena, anche se onestamente mi si stringe il cuore, Torreggiani lo invidio perchè ha la prova di chi era dalla parte dei giusti. Sembrerà strano ma in questo mondo solo chi ha queste prove da mostrare può parlare, così come vorrei sentire parlare Calabresi, Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa. Che nostalgia, che amarezza loro che hanno fatto parte della mia gioventù me li porto addosso per sempre ma non abbiamo più il bene di poterli ascoltare; noi siamo condannati, Torreggiani e gli altri caduti di terrorismo e di mafia sono liberi.

piero1952

Mer, 06/06/2012 - 13:15

#1 MEFEL68: a quanto sembra, il giornalista dovrebbe mettere una sua foto, visto che lo ha letto, e comprato, probabilmente non con il suo denaro. Detto questo, una precisazione, Io mi sono sempre definito di sinistra, mai estremista, ma con il mio pensiero politico ben chiaro nella mente, lontano anni luce dal pensiero di Battisti, per il quale non nutro nessun rispetto o ammirazione e tanto meno vicinanza politica, visto che non considero i violenti come persone che possano rappresentare valori libertari, sopprattutto quelli che ho fatto miei. Mai nella mia vita ho comprato e comprerò libri scritti da persone di quel calibro, non sono interessato a quello che dicono e neppure sento la necessità di contestare o disapprovare le loro idee, semplicemente li ignoro, e se tutti facessero come me, questi personaggi sparirebbero automaticamente nell'indifferenza generale, la peggiore punizione possibile per questi esibizionisti.

Izdubar

Mer, 06/06/2012 - 13:34

Gli israeliani sarebbero già andati a prenderlo o, in alternativa, l'avrebbero già accoppato. Gli americani non gliel'avrebbero fatta passare liscia. I russi l'avrebbero avvelenato. Gli italiani lo leggono e gli fanno pure la recensione.

Ghiringhelli Mario

Mer, 06/06/2012 - 14:00

la sinistra così come la cugina destra è sempre estremista, a volte solo a parole, peccato che poi dalle parole alcuni come Battisti, passano ai fatti di cui pochi pagano, come Sofri,l'aver parlato a vanvera.

clorindo

Mer, 06/06/2012 - 14:08

l'italietta peracottara si fa sbeffeggiare dagli indiani, dagli africani..siamo il paese del satiro macchietta del mondo..perchè meravigliarsi se un assassino invece di essere eliminato dai servizi di sicurezza si permette di scrivere un libro e pubblicarlo..non è il mio paese..

giovinezza

Mer, 06/06/2012 - 14:23

Come mai gli fate sempre tanta pubblicità a questo essere? Per me c'è sotto qualcosa che puzza!!! Sarebbe già ora scossa che lo ignorate completamente,a meno che non si sappia che si è dato fuoco o che l'abbia fatto qualcun altro. Non so se vi rendete conto ma sicuramente qualche str....... andrà a comprare il libro.

Ritratto di marforio

marforio

Mer, 06/06/2012 - 14:24

Lo stesso mi domando io come il signore nr 5 Gianni Piquereddu . solo che io sono stato breve e censurato: facciamo ancora propaganda ad un becero individuo che sicuramente non interessa a nessuno: Ma parliamo di lui; e lasciamo i sinistroiti qui a osannarlo come sempre.

Franck Dubosc

Mer, 06/06/2012 - 14:47

#8 Izdubar lei é un genio: 1000% d'accordo con lei. #7 piero: il giornalista ha fatto il suo mestiere. Purtroppo non sono pochi quelli che non ignorano Battisti e che quindi compreranno avidamente il suo libro, specie in Francia (io ne so qualcosa...)

aspide007

Mer, 06/06/2012 - 14:49

@- Gentile Redazione e Stim.mo Stenio! Vi sarei sinceramente grato se in avvenire non venisse più pubblicata quella faccia di m...a. di quel vile, mi indispone al punto tale da rovinarmi, ogni volta, la giornata. Un Paese che vanta democrazia e che ama il suo popolo, non può permettersi di lasciare in sospeso pene nei confronti di chi si è reso responsabile di gravi crimini nei confronti dei suoi "figli". Ogni azione, quindi, alla "macchiavellica" maniera, è lecita pur di raggiungere il fine.

Nadia Vouch

Mer, 06/06/2012 - 15:02

Il riflesso nello specchio è tale solo se chi si guarda ritiene esserlo. Su questo Battisti ormai c'è solo fastidio, un dolore profondo, senza possibilità di recuperare sul piano umano, sottolineo umano. Gli uomini non dovrebbero mai divenire bestie.

Boxster65

Mer, 06/06/2012 - 15:12

Io l'avrei intitolato "Face de cul" si addice meglio alla faccia sprizzante più che simpatia, cumuli di sterco. Spero che non ne venda e muoia di fame, questo bieco terrorista assassino.

Nadina

Mer, 06/06/2012 - 15:14

Se Battisti avesse avuto la possibilità di farsi leggi ad personam sarebbe stato sempre assolto o al massimo prescritto

kanch

Mer, 06/06/2012 - 15:24

proposta: tassa di euro 40 (a spese del lettore) sul libercolo da 11,50 del Battisti, se non basta, tassare anche i beni del vile editore che lucra sulle scritture del terrorista. n.b. non sprecherei piu' tempo a parlare di Battisti o cercare di recuperarlo da dove si nasconde, in una parola ESILIO Saluti

masquenada

Mer, 06/06/2012 - 15:35

Il "promotore" Walter Filho, (pubblico ministero brasiliano) ha pubblicato in Brasile, e si spera presto anche in Italia, un libro dal titolo " Il caso Cesare Battisti - la parola alla corte ". Il libro, è una analisi minuziosa del processo nel quale il Battisti fu condannato per omicidi, una analisi altamente professionale, che tende a dimostrare le "bugie" raccontate dal Battisti, nei suoi scritti e dichiarazioni.

aleste85

Mer, 06/06/2012 - 17:02

cara nadina...se battisti fosse un uomo si sarebbe fatto processare invece si scappare con la coda tra le gambe ... le cose le fai e poi ti assumi la responsabilità... solo una persona che non vale niente come lui scappa dalle consegueze di ciò che si fa

Cinghiale

Mer, 06/06/2012 - 17:11

#17 Nadina - Commento fuori luogo, Cesare Battisti è un'assassino conclamato, è storica una sua foto in cui impugna una pistola e sta sparando. Come uno così possa farsi i soldi e vivere con i morti che ha sulla coscenza è un mistero. Ma chi è quel de-di-mente che compra i suoi libri?

Nadina

Mer, 06/06/2012 - 21:12

Il cognome Battisti inizia con la B. come Berlusconi. Solo che uno ha fatto le leggi per farla franca l'altro è dovuto fuggire. Ma se entrambi i B avessero potuto farsi le leggi ad personam sarebbero tutti e due qui beati e contenti, liberi e stimati. Invece ce n'è solo uno.

umbromatto66

Gio, 07/03/2013 - 15:19

Lui pubblica i suoi romanzi,aspettando che tra dieci o quindici anni il prossimo governo di centrosinistra gli conceda la grazia come fece Saragat col partigiano Moranino riparato a Praga. Ma del resto siamo stati noi a volere tutto questo celebrando dagli anni sessanta in poi la Resistenza prima,le "lotte antimperialiste"in Africa,Estremo Oriente,America Latina. Se adesso un'assasino come lui si spaccia da persguitato politico ringraziamo noi stessi. P.S.Dove era il Solone Pansa quando alla mostra del cinema di Venezia del 1966 venne premiato col Leone D'oro il film LA BATTAGLIA DI ALGERI di Gillo Pontecorvo,vero manifesto allegorico del terrorismo urbano come quello che insanguinò l'Italia dal 1968 in poi? pensateci.