Ci estingueremo ridendo: Il futuro secondo Tevis

Un mondo dominato dalle macchine, l'umanità dedita alla distrazione di massa, la famiglia ridotta a pezzi: ma siamo sicuri che lo scrittore parlasse del 2467?

Solo il mimo canta al limitare del bosco è forse il miglior romanzo di Walter Tevis, lo scrittore americano ancora troppo poco apprezzato in Italia. A molti il suo nome non dirà niente perché Walter Stone Tevis non ha ancora goduto del riscatto critico-mediatico che meriterebbe, nonostante diversi suoi romanzi siano stati portati anche sul grande schermo con grandissimo successo. Dai suoi libri sono stati tratti film di culto: da L'uomo che cadde sulla Terra (interpretato da un perfetto David Bowie) a Lo spaccone (con Paul Newman) a Il colore dei soldi (ancora con Paul Newman e un giovane Tom Cruise diretti da un magistrale Scorsese). Ogni suo romanzo, che sia ambientato in una fumosa sala da biliardo o in un mondo più alienato che alieno, riporta sulla carta la più pura delle tradizioni narrative statunitensi, ma al contempo Tevis ha sempre cercato di dimostrare come la letteratura sia «un gioco inutile e spietato e che ha sempre a che fare con la bellezza e la giustizia».

In Solo il mimo canta al limitare del bosco siamo in un'America futura dove tutto è stato affidati ai robot, mentre l'essere umano, controllato con droghe e tecniche di isolamento, coltiva l'apatia. Cullati da stimoli di «beatitudine elettronica», gli esseri umani vagano in questo mondo, dove il sesso rapido e disimpegnato è la cosa più in voga. Un mondo futuro, siamo nel 2467, ma se ci pensiamo non tanto lontano dal nostro, che ha per protagonisti Robert Spofforth, un androide con schemi cerebrali copiati da quelli di un geniale ingegnere cibernetico morto ormai da moltissimo tempo, e Paul Bentley, un giovane che, grazie ad un incarico proprio del Dr Spofforth impara a leggere grazie ai sottotitoli di vecchi film d'essai. Perché nella società immaginata da Tevis nessuno è più desideroso di leggere e, anche se lo fosse, sarebbe un'attività vietata: «Non legge più nessuno: da una parte le scuole disincentivano alla lettura e dall'altra la gente vuole solo distrazioni». Più o meno quel che sta accadendo oggi anche se sottovalutiamo il pericolo intuito da Tevis: «Quando era morta l'arte di leggere, era morta anche la storia». In questa società disumanizzata esistono «Scuole-dormitori» (anche questa una metafora quanto mai attuale) dove ai giovani vengono insegnate le consuetudini del loro mondo: «Interiorità, Privacy, Gratificazione, Piacere». Il 92% della popolazione è addestrato nei dormitori. È vietata la convivenza (anche perché è abolita la famiglia). A tutti i cittadini vengono somministrati ogni settimana gratuitamente pacchetti di spinelli e il «Sopor» (sostanza psicotropa che ricorda il «soma» di Aldous Huxley) perché sia le droghe che le pillole contengono un inibitore della fertilità per il controllo demografico: non nascono più bambini, la popolazione mondiale si sta estinguendo. Anche i televisori sono gratuiti per una sorta di ipnopedia, un controllo delle coscienze che riduce tutto a vaudeville. In questa società tota(e)litaria vige la Cortesia obbligatoria non lontana dall'educazione come la intendiamo oggi: educare, infatti, deriva da «ex-ducere» latino e significa «portare fuori» non inculcare regole e concetti. Obbligatori anche i Corsi di addestramento per la normalità e i Corsi di educazione civica primaria, mentre per chi non si conforma esistono le Riserve per emarginati (una sorta di moderni centri di accoglienza). I suicidi sono in aumento, anche perché sono incentivati.

Solo il mimo canta al limitare del bosco - il titolo originale Mockingbird richiama un uccello americano capace di imitare tutti i versi degli altri volatili e, come sottolinea anche Goffredo Fofi nell'ottima prefazione, questo è «l'uccello beffatore» cui si riferisce anche il titolo originale del Buio oltre la siepe di Harper Lee ( To Kill a Mockingbird )- è uno dei più riusciti romanzi distopici della letteratura non solo di fantascienza. Perché scritto magistralmente, con una prosa che intriga anche il lettore che ancora crede che la fantascienza siano solo marziani e ufo, e perché Tevis riesce in modo eccelso nella non facile tecnica di cambio di registro narrativo. Le voci dei protagonisti, l'androide Spofforth e l'umano Paul Bentley, si alternano di capitolo in capitolo per poi avvicendarsi anche con quella di Mary Lou, una ragazza ribelle che ha una storia d'amore con Bentley (che è anche una marca di «macchine») per poi scoprire la vera umanità proprio in un insospettabile Spofforth. Un romanzo imperdibile che ritorna nelle librerie grazie a minimumfax (traduzione di Roberta Rambelli, pagg. 344, euro 13,50) dopo l'edizione Nord del 1983 e quella negli Urania Mondadori con il titolo Futuro in trance . Scritto nel 1982, ma tutt'altro che datato. Anche perché ci dimostra cosa significa essere (umani) nella fantascienza che stiamo vivendo. Oggi.

@GianPaoloSerino