Così l'elegante vestito di Lenin (morto) divenne un'epopea e un segreto di Stato

Ieri era il novantesimo anniversario della morte di Vladimir Il'ic Ul'janov Lenin e molti giornali hanno regalato spazio agli storici per trarre un bilancio della rivoluzione d'Ottobre. Però a volte il senso della storia lo danno i dettagli, quelli che saltano fuori da qualche archivio polveroso e finiscono nelle pagine della Komsomolskaya Pravda. Raccontando la vita di Lenin i redattori della testata russa hanno ripescato una strana storia. Nel 1967 i curatori della sua mummia, vera sindone del comunismo, si accorsero che il corpo se la cavava egregiamente, mantenendo la sua aria di “eternità”. I vestiti meno. Insomma il fu Lenin si stava trasformando in uno straccione. Decisero di regalare alla mummia un nuovo abito. Ma non fu facile.
La caccia al vestito durò un anno intero e coinvolse migliaia di funzionari, diversi enti e istituzioni. Un'opera «epica», secondo Lyudmila Antonova, capo degli Archivi di stato russi di Samara, da cui sono usciti i documenti secretati (come tutto in Urss) che raccontano l'epopea sartoriale. Tutto partì quando l'abito di Lenin fu inviato all'Istituto centrale di ricerca scientifica sulla lana. I risultati furono sconfortanti. Lenin, pur essendo il leader di uno stato dichiaratamente proletario, non disdegnava il lusso (possedeva anche una Rolls Royce). E, in quanto a vestiti, non si accontentava. Insomma, l'analisi dei tessuti rivelò che l'abito era stato fatto con lana di qualità, prodotta probabilmente in Inghilterra. Ben oltre gli standard qualitativi che potevano garantire gli sgangherati lanifici sovietici. «È impossibile produrre un vestito usando materiali e apparecchiature locali», fu la sentenza dell'Istituto. Per non far sfigurare la mummia allora si misero cercare la lana in tutto il mondo. Svilupparono una speciale combinazione di angora e di lana importata dalla Nuova Zelanda. Ma non finì lì. C'era da riprodurre il colore giusto. Furono fatti più di 700 tentativi, coinvolte decine di fabbriche, utilizzate centinaia di ore di lavoro e consumati 10mila metri quadrati di tessuto, prima di arrivare alla tonalità giusta. Il vestito, bellissimo, è quello che ancora oggi sta addosso a Lenin. Ma dopo tanto sforzo i vivi continuarono a vestirsi male come prima.