Così il magico Rol stregò i grandi dell'arte e del cinema

Come definire Gustavo Rol (1903-1994)? Esoterista? Occultista? Sensitivo? Veggente? Mago? Tutti termini che non rendono giustizia alla complessità del personaggio. Se dobbiamo fidarci delle testimonianze, agiva sulla materia, scomponendola e ricomponendola, leggeva nel pensiero, vedeva l'aura delle persone, diagnosticava e curava malattie senza chiedere compenso, compiva esperimenti di telecinesi e vedeva passato e futuro. Ma allora, chi era Rol? A sentir lui, semplicemente un pittore. Dipingeva suggestivi paesaggi che talvolta si animavano sotto gli occhi stupiti di amici e conoscenti, e mazzi di splendide rose. Opere pregevoli, con la particolarità di esser state dipinte, in qualche caso, dai soli pennelli levitanti nell'aria, senza che la mano di Rol li muovesse. Inoltre, il piemontese più misterioso del '900 non trascurava la poesia e scriveva versi che non sfigurano nella tradizione lirica italiana. Più artista che mago, dunque. O forse un vero mago, se consideriamo l'arte come la forma più riconosciuta di magia.

Del Rol artista e amico personale di grandi artisti tratta il bel volume Gustavo Rol. Arte e prodigio , di Maria Luisa Giordano (edizioni L'Età dell'Acquario, pagg. 92, euro 16). L'autrice conosceva personalmente Rol e ha già scritto più di un volume sulla sua figura. In questo si concentra sul suo aspetto meno conosciuto, meno eclatante ma a lui più caro. Dino Buzzati, non credente ma attratto dai misteri e dal sacro, incontrò Rol per la prima volta nel '65, ed era molto scettico sui suoi poteri. Dovette ricredersi quando Rol, solo osservandolo, gli fece una panoramica completa del suo stato di salute e dovette ammettere che «qualcosa di benefico» si irraggiava da quel volto da «guru indiano». Grande amico di Rol, e suo strenuo difensore contro gli scettici per partito preso, fu Alberto Bevilacqua: i suoi romanzi più esoterici come Un cuore magico debbono molto alla sua frequentazione. Un rapporto ancora più stretto fu quello con Guido Ceronetti. Rol leggeva e commentava brani del poeta e saggista in compagnia dei suoi amici. E Ceronetti inserì fra i personaggi di un suo spettacolo di marionette proprio «il mago Rol» con mantello e cappello a punta.

Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Adriana Asti, Valentina Cortese e Franco Zeffirelli frequentavano la casa torinese di Rol. Un'amicizia ancora più salda e feconda fu poi quella con Federico Fellini. Conscio del tormento interiore di quella grande personalità, il registra scrisse: «la tempestosa notte magnetica che lo invade scontornandolo e cancellando le delimitazioni della sua personalità, hanno qualcosa di patetico e di eroico». Se gli artisti si fidarono del mago Rol, o meglio del collega artista dello spirito, fu qualche scienziato a mettere in dubbio le sue facoltà. Eppure lui dichiarò nel '78 a Roberto Gervaso: «È difficile stabilire i limiti della mia conoscenza, ma sono certo che la scienza vi perverrà e li supererà».