Il cristianesimo è meglio. Parola di Chateaubriand

Nel 1802 usciva la monumentale opera dello scrittore francese che dimostra la superiorità morale, e soprattutto estetica, della religione cattolica

Chateaubriand scrisse" Génie du Christianisme"

«Quattro contadini, preceduti dal parroco, trasportavano sulle spalle l'uomo dei campi alla tomba. Se qualche agricoltore incontrava il convoglio funebre nelle campagne, interrompeva il lavoro, si scopriva il capo e onorava con un segno di croce il compagno deceduto. Si vedeva da lontano quel rustico defunto viaggiare in mezzo ai biondi campi di grano forse da lui seminati. La bara, coperta da un drappo funebre, ondeggiava come un papavero nero al di sopra del grano dorato e dei fiori rossi e azzurri».

Génie du Christianisme (1802) di François-René de Chateaubriand (1768-1848) è questa cosa qui, la scrittura come pittura, la religione come memoria e consolazione. «La ragione non ha mai asciugato una lacrima» e «la filosofia può riempire pagine di parole magnifiche, ma dubitiamo che gli sfortunati vengano ad appendere i loro vestiti al suo tempio», come invece, trasformandoli in ex voto, facevano in chiesa i marinai scampati al naufragio.

A disagio nei panni del teologo, Chateaubriand era se stesso in quelli dello storico e del patriota, l'incarnazione quasi di una Francia ideale eppure reale che di generazione in generazione si perpetuava con il suo corteo di riti e di gesti, esempi e racconti, paesaggi e monumenti: qui un campanile e il fumo di un camino, lì una processione e una festa campestre, ovunque il mistero ovvero il fascino della vita. «Tutto è nascosto, tutto è ignoto nell'universo. Lo stesso uomo non è forse uno strano mistero? Da dove parte il lampo che noi chiamiamo esistenza e in quale notte si spegne?». E ancora: «I misteri del cuore sono come quelli dell'antico Egitto; il profano che cercava di scoprirli senza esservi iniziato dalla religione veniva immediatamente colpito a morte».

Nulla era più lontano da Chateaubriand del culto dell'ateo, lì dove «i dolori umani fanno fumare l'incenso, la Morte è il celebrante, l'altare una Bara e il Nulla la divinità». Tutto lo avvicinava al «bisogno del meraviglioso, di un avvenire, di speranze, perché l'uomo si sente fatto per l'immortalità». L'istinto della religione era per lui una delle prove più potenti della necessità di un culto: «Si è pronti a credere a tutto quando non si crede a nulla; si hanno degli indovini quando non si hanno più i profeti; si hanno sortilegi quando si rinuncia alle cerimonie religiose, e si aprono le spelonche degli stregoni quando si chiudono i templi del Signore».

È la potente bellezza dello stile a fare del Génie du christianisme un libro che supera la propria epoca e ora che Einaudi ne ripropone la lettura con una nuova, esemplare traduzione a cura di Mario Richter, autore anche di una puntuale introduzione ( Genio del cristianesimo , pagg. 878, euro 90), il lettore ha a disposizione il libro vessillo del romanticismo del suo tempo e un'opera tanto più attuale quanto le «radici cristiane dell'Europa» offrono ai nostri giorni materia di discussione e di polemiche.

Giustamente Richter affianca al testo un apparato iconografico che da Girodet a Millet, Ingres, Courbet, da Turner a Friedrich a Dahl illustra visivamente l'impatto della prosa di Chateaubriand sulla sensibilità artistica ottocentesca, i paesaggi come rovine, i luoghi del tempo, la natura che si fa cultura o che celebra la propria alterità. «Se gli anni fanno macerie, la natura vi semina fiori; se scoperchiamo una tomba, la natura vi pone il nido di una colomba: incessantemente occupata a rigenerare, la natura circonda la morte delle più dolci illusioni della vita».

Compendio di straordinaria erudizione, opera d un talento che non ha paura di fare razzia in campo altrui perché «lo scrittore originale non è quello che non imita nessuno, bensì quello che nessuno può imitare», il Génie muove da un assunto tanto semplice quanto vincente: «Non provare l'eccellenza del cristianesimo per il fatto che proviene da Dio, ma che proviene da Dio per il fatto che esso è eccellente». Non è un'apologia che ha a che fare con i dogmi, i fondamenti, le verità della fede, ma con la «bellezza», anzi «le bellezze», ovvero i valori legati ai sensi, al gusto, ai sentimenti. Nutrito di cultura classica, Chateaubriand la mette al servizio di una vertiginosa, spesso faziosa, operazione di recupero di una superiorità non solo morale, ma anche estetica: «Il cristianesimo ci fa vedere ovunque la virtù e la sventura, mentre il politeismo è un culto di delitti e di prosperità. La nostra religione è la nostra storia: è per noi che tanti spettacoli tragici sono stati dati al mondo».

Nel commentare, con competenza e sensibilità, famosi passi omerici e virgiliani, destinati a essere raffrontati con analoghe situazioni di autori moderni e cristiani, Chateaubriand cerca di trovare, alla luce del cristianesimo, quella che Richter definisce «una complessa, anche se significativa, convivenza». Del resto, «in confronto agli antichi, i moderni sono in genere più colti, più delicati, più sottili, spesso anche più interessanti nelle loro composizioni, ma gli antichi sono più semplici, più nobili, più tragici, più ricchi e, soprattutto, più veri dei moderni. Hanno un gusto più sicuro, un'immaginazione più nobile; sanno lavorare soltanto l'insieme trascurando le decorazioni».

Concepito allo scadere del secolo dei Lumi, in contrapposizione con l'entusiasmo rivoluzionario che aveva cercato di cancellare la religione con la ragione, Genio del cristianesimo pone le basi, nota ancora Richter, «di un nuovo umanesimo, insieme cattolico e popolare, aperto alla sapientia cordis , capace di rendere efficace la potenza creatrice della parola. Pochi scrittori sono riusciti, come Chateaubriand, a raccontare lo straordinario impasto che trasforma effimeri monadi umane in un concentrato religioso e nazionale di tradizioni e di speranze. «Se ci fosse chiesto quali sono i forti affetti che ci tengono legati alla terra natia, faremmo fatica a rispondere. Forse è il sorriso di una madre, forse i giovani compagni d'infanzia; forse le circostanze più semplici e, se si vuole, le più banali: un cane che abbaiava di notte in campagna, un usignolo che tornava tutti gli anni nel frutteto, il nido della rondine sulla finestra, il campanile della chiesa che si vedeva al di sopra degli alberi, il tasso del cimitero, la tomba gotica. Ecco tutto. Ma questi modesti mezzi dimostrano ancor meglio la realtà di una Provvidenza, in quanto non potrebbero essere la fonte dell'amor patrio e delle grandi virtù che quell'amore fa nascere, qualora ciò non fosse stabilito da una volontà suprema».

Commenti

Mario Marcenaro

Mar, 09/12/2014 - 09:20

Bene così , ma c'era proprio già allora bisogno dell'aiutino di tanto personaggio?

gio 42

Mar, 09/12/2014 - 09:47

Buongiorno, bellissimo questo passaggio che ricorda all'uomo che esiste e si nutre del suo passato e lo ricorda con struggente nostalgia "Se ci fosse chiesto quali sono i forti affetti che ci tengono legati alla terra natia, faremmo fatica a rispondere. Forse è il sorriso di una madre, forse i giovani compagni d'infanzia; forse le circostanze più semplici e, se si vuole, le più banali: un cane che abbaiava di notte in campagna, un usignolo che tornava tutti gli anni nel frutteto, il nido della rondine sulla finestra, il campanile della chiesa che si vedeva al di sopra degli alberi, il tasso del cimitero, la tomba gotica. Ecco tutto" Queste semplici cose ha dimenticato l'uomo moderno. Questo credersi padrone del mondo, cittadino del mondo, quando è forestiero a casa sua."Si è pronti a credere a tutto quando non si crede a nulla; e si aprono le spelonche degli stregoni quando si chiudono i templi del Signore». Saluti

Joe Larius

Mar, 09/12/2014 - 11:03

Grazie signor Solinas per avermi ricordato ciò che ha formato i principi della mia gioventù e tutto ciò che ne è seguito.

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liberopensiero77

Mar, 09/12/2014 - 11:22

Direi che bisogna diffidare della nozione di “superiorità morale”, qui nessuno dovrebbe sentirsi superiore agli altri in fatto di morale … Il concetto è applicabile anche a Chateaubriand, visto che era un politicante voltagabbana che cambiava le sue tesi e a seconda di come mutava il vento. Quando scrisse la sua prima opera nel 1797 era un tiepido illuminista che accettava la rivoluzione francese, ma non i suoi eccessi (la sua famiglia era stata massacrata), poi nel 1802, dopo il Concordato fra Napoleone e il Papa, scrisse il Génie du Christianisme, e divenne cattolico fervente e plenipotenziario dell’imperatore. Dopo la caduta di Napoleone divenne reazionario e Ministro del nuovo governo conservatore. Insomma Chateaubriand non poteva dare lezioni di morale a nessuno e il suo opportunismo traspare anche dai suoi ultimi scritti (Memorie d'oltretomba) quando si ritirò dalla politica.

Mario Mauro

Gio, 11/12/2014 - 10:17

liberopensiero - Lei cita Les Mémoires d'outre-tombe, ma l'ha letto? E se l'ha letto come fa a definire Chateaubriand un opportunista voltagabbana? Domande retoriche le mie, dato che già il suo nickname denuncia la Sua appartenenza al culto della Dea Ragione, con annesso un certo qual fanatismo giacobino dal quale deriva il suo tranciare giudizi che, data la Sua pretesa libertà di pensiero, ritiene certamente ragionevolmente inappellabili. Cordialmente.

Bianchetti Andreino

Gio, 11/12/2014 - 11:07

Chateaubriand passa per un'anticamera romantica, prima di entrare nella grande stanza dei bottoni della fede cristiana. Scrive ciò che sente e poco di ciò che appare. Di solito i sentimenti dell'ottimista non hanno confini rigidi, non hanno troncature immediate, non seguono alla lettera gli alti e bassi della realtà; essi hanno orizzonti sfumati e contenuti adattabili a qualsiasi interlocutore: credente o ateo. L'approccio delicato alla religione cristiana consente una visione poetica del racconto biblico, un romantico incontro tra Dio e l'uomo in quello che era il suo paradiso.

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liberopensiero77

Gio, 11/12/2014 - 17:33

@Mario Mauro, intanto non sono un giacobino come dice, e non ho alcun culto, come invece mi sembra di capire di Lei. Che Chateaubriand fosse un voltagabbana, lo si capisce benissimo leggendo la sua biografia (per es. http://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois-Ren%C3%A9_de_Chateaubriand), e per come ho cercato di spiegare nel precedente post. Le cito una frase del Suo beniamino: «nella società democratica, basta che voi sproloquiate sulla libertà, la marcia del genere umano e l'avvenire delle cose, aggiungendo ai vostri discorsi qualche croce d'onore, e sarete sicuri del vostro posto; nella società aristocratica, giocate al whist, spacciate con aria grave e profonda luoghi comuni e frasi eleganti preparate prima, e la forma del vostro genio è assicurata». A me pare indizio di una mentalità opportunista, e se si assomma ai suoi comportamenti, io traggo le mie conclusioni. Lei faccia come le pare …

gio 42

Ven, 12/12/2014 - 13:17

Buongiorno, dal Vangelo secondo San Matteo ""In quel tempo Gesù disse: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te"". Saluti

Mario Mauro

Ven, 12/12/2014 - 13:38

liberopensiero- Chateubriand non è il mio beniamino, anche se, trascurando di consultare Wikipedia, sono arrivato in fondo ai tre volumi in lingua originale della sua opera più nota. Intendevo solo essere obiettivo, e il mio solo culto, anche se malpraticato, vorrebbe essere per l'obiettività. Anche se riconosco che essere obiettivi è molto difficile. Lei, quindi, non è un cultore del giacobinismo illuminista? Ne avevo avuto l'impressione, anche per via di quel "liberopensiero" che lascia presupporre una certa simpatia per quel che seguì, dopo, quel movimento certamente meritorio che fu l'Encyclopèdie. Ma, se Lei lo nega, buon per Lei. Soltanto, sarà mia colpa, ma non riesco proprio a trovare il nesso, rileggendola, tra la frase estratta da Wikipedia e una qualsiasi forma di opportunismo.

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liberopensiero77

Ven, 12/12/2014 - 15:50

Egregio Mario Mauro, concordo che essere obiettivi è difficile, e che conoscere con certezza quello che pensano le persone (oltre a quello che fanno e scrivono) è impresa molto difficile. Riguardo il libero pensiero, Le faccio osservare che, nella storia del pensiero occidentale, esso sorge già all’inizio del ‘600 col movimento eterogeneo dei libertini (c.d. “libertinismo”: http://www.treccani.it/enciclopedia/libertinismo_(Dizionario-di-filosofia)/), con filosofi come G. Bruno, G. C. Vanini (l’icona del mio nickname è una sua immagine), per arrivare poi a Pierre Bayle (grande assertore della tolleranza religiosa), e a tanti altri. Il giacobinismo è stato solo una degenerazione della rivoluzione francese, antesignano forse del rivoluzionarismo socialista e del bolscevismo, comunque nulla da spartire col movimento dei libertini, in genere composto da persone colte e non violente. Saluti.

Mario Mauro

Ven, 12/12/2014 - 18:04

Condivido e lodo ogni parola del Suo ultimo messaggio. Ma mi consenta di dissentire sempre riguardo a Chateaubriand. Oltreutto, nel brano in questione non fa altro che denunciare i difetti della democrazia, che noi abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni. Contraccambio i saluti.

gio 42

Ven, 12/12/2014 - 22:50

Buonasera dal Vangelo secondo S.Matteo: ""In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi"". Se mi permetti (il tu) Caro Gesù queste sono parole da intolleranti. Oggi non sono più di moda. Saluti

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liberopensiero77

Sab, 13/12/2014 - 10:41

Va bene criticare la democrazia e anche considerare il cristianesimo in generale portatore di civiltà, ma quando si comincia a fare l'apologia del clericalismo come fa Chateaubriand e ad affermare la superiorità morale del cattolicesimo, allora non mi ritrovo affatto. Nessuno si dovrebbe sentire moralmente superiore solo in base alla propria visione del mondo, né la sinistra laica, e nemmeno i cattolici conservatori, ma solo in base a ciò che l'individuo concretamente fa. Quindi semplicemente è superiore chi agisce onestamente e rettamente, ed è inferiore chi agisce disonestamente. I fatti di mafia capitale lo dimostrano: non esiste una sinistra moralmente superiore perché ruba come gli altri, e non esiste un cattolicesimo moralmente superiore perché storicamente si è macchiato di una serie enorme di note atrocità, e perché tuttora la sua assurda dottrina consente di “mandare in Paradiso” anche un pluriomicida purché assolto in confessione.

gio 42

Sab, 13/12/2014 - 14:33

""Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!". Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male". E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso". Buonasera, 1) dopo aver letto queste parole, non mi sembra che nessun colpevole sia stato assolto o non abbia scontato la sua condanna. 2) secondo. Visto che il Regno o il Paradiso non esiste, e se qualora esistesse la proprietà appartiene a Nostro Signore, a qualcuno non sembra giusto e corretto che una persona a casa sua faccia tutto il bene che vuole senza nuocere o togliere qualcosa al prossimo? Oppure l'uomo ha messo tanta superbia da sindacare anche l'operato di Dio? Saluti

Anonimo (non verificato)

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liberopensiero77

Dom, 14/12/2014 - 10:32

@gio 42, dal suo confuso ragionamento, come al solito infarcito di citazioni evangeliche, si evince che è la Chiesa l'unica depositaria della morale, nonché addirittura "proprietaria" dell'oltretomba e del Paradiso, da concedere a chi vuole, a sua discrezione. Il risultato lo vediamo dalla cronaca: mafiosi pluriomicidi che vengono assolti dai preti (di cui finanziano le parrocchie), per poi continuare a delinquere, mentre persone che non fanno male a nessuno come i divorziati risposati NON vengono assolti, gli si nega la Comunione e vengono condannati così alla dannazione. E' questa la morale superiore della Chiesa cattolica? In tutto questo discorso poi, mai un riferimento alle leggi fatte dall'uomo, che, sebbene imperfette, trattano giustamente in modo ben diverso gli omicidi (con sanzioni penali) dai divorziati risposati (comportamento assolutamente lecito). Come direbbe Gesù: “chi ha orecchi per intendere, intenda” …

gio 42

Dom, 14/12/2014 - 11:37

Buongiorno l'unica persona che ragiona razionalmente e in maniera lineare è lei infatti ho notato che bisticcia con tutti. Salvo poi quando le tappano la bocca rimangiarsi tutto. Saluti

gio 42

Dom, 14/12/2014 - 11:44

Aggiungo un particolare. Da quando mi permetto di fare qualche commento su questo giornale ho avuto messaggi di stima e di conforto, da tante persone i messaggi ne sono testimonianzaE e nessuno mi aveva ancora accusato di fare ragionamenti confusionari (da matto) grazie. (Tra l'altro ognuno è come è, non lo dite proprio voi illuminati?) Ma si vede che se non la pensano come VOLETE VOI gli altri sono solo nulla. Glielo ho già detto una volta o due ""grazie Padre perché ai piccoli ecc..ecc.. "" Saluti

gio 42

Dom, 14/12/2014 - 12:15

Buongiorno, ""Sabrina Cottone il 11 dicembre 2014 alle 19:53: Caro Gio42, grazie a lei di tutte le cose belle che scrive!"" Lei caro signore non è che un arrogante, maleducato e superbo. Ora mi porti in tribunale se vuole le mando l'indirizzo completo. Mi citi pure abche per i discorsi confusionari. Grazie. Saluti

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liberopensiero77

Dom, 14/12/2014 - 12:47

@gio 42, coi suoi insulti si qualifica lei per quello che è. Per cui gli insulti non possono che tornare al mittente. E non aggiungo altro, oltre a declamare a sproposito brani del Vangelo, Le mancano gli argomenti, si vede benissimo, sa solo insultare. Evito di salutarla, che senso ha salutare come fa lei se poi insulta. Boh! E' un altro sintomo di stato mentale confuso ...

gio 42

Dom, 14/12/2014 - 17:40

@gio 42, """dal suo confuso ragionamento""",E questo secondo lei non è un insulto? La sa l'italiano? Io non le ho mai detto che non ragiona o che fa ragionamenti confusi se non mi capisce non mi legga come faccio io. E poi ripeto queste cose incresciose quando c'è di mezzo lei non è la prima volta che succedono . Vedi Mario Mauro e altri. Saluti

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Dom, 14/12/2014 - 17:55

Dipenderà poi dal fatto che è un cattolico integralista, si vede che in Chiesa insegnano ad insultare, altro che amore per il prossimo, quello è invece cristianesimo ... Un'altra cosa ...

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Dom, 14/12/2014 - 19:09

Io con Mario Mauro ho un rapporto civilissimo, si discute e si ragiona, nessuno insulta come fa lei. "Ragionamento confuso" è una constatazione, non è un insulto. Capisce la differenza? Lei invece formula epiteti che in base al codice penale si potrebbero considerare "ingiurie".

gio 42

Dom, 14/12/2014 - 19:30

glielo ho già detto se lei è convinto che io vado in giro a offendere la gente mi porti in tribunale. E lasci stare le Chiese non è degno di nominarle. Questa si che e una offesa.

gio 42

Lun, 15/12/2014 - 09:43

gio 42 il 12 dicembre 2014 alle 08:29:Buongiorno. Ho sempre considerato, il comunismo una piaga per l’umanità, non tanto sotto il piano economico(il mondo dell’economia sarà sempre perverso “date a Cesare ecc..ecc..” nessun sistema economico sarà mai perfetto in quanto l’uomo tende a fare i suoi interessi,) quanto perché quella ideologia non tiene conto dell’uomo che è al centro della società e soprattutto nega l’esistenza di qualsiasi essere sopra l’uomo, tra l’altro sempre alla ricerca del suo Creatore. E’ il negare all’uomo stesso qualsiasi forma di consolazione alle sue pene,(il mondo sarà sempre come una donna sotto le doglie del parto) l’uomo che deve avere fiducia solo nel suo simile e quindi nello stato. L’uomo senza valori morali ma inteso solo come unità materiale. L’uomo che delega a pochi altri uomini il suo destino , la sua vita, il suo essere. Queste sono le atrocità del comunismo. Saluti Rating: +3 (from 3 votes)

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liberopensiero77

Lun, 15/12/2014 - 09:55

@gio 42, visto che continua ad insultare, non la porto in tribunale, faccio di meglio, anche a suo vantaggio. Visto che ho lavorato anche in un Centro di Igiene Mentale, le faccio un breve esame psico-diagnostico. Lei è quello che gli psichiatri definirebbero un soggetto affetto da psico-nevrosi di natura religiosa. E' un credente, come tanti altri, ma ha una profonda immaturità religiosa, caratterizzata da eccessiva pratica religiosa, mancanza di senso critico, egocentrismo, bisogno di prestigio e di ricevere appoggi esterni e sentirsi accettato. Lei cerca l’onnipotenza divina come medicina compensatoria alla propria insicurezza profonda. Arroccato sulla sua fede e sull’infallibilità della Chiesa, è intollerante verso coloro che non credono o praticano una religione differente. Cerchi di crescere e di curarsi (www.giannigiletta.it/home/psicoanalisi/giacomo-daquino-normalita-e-patologia-della-religiosita.html

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liberopensiero77

Lun, 15/12/2014 - 10:15

Appunto, ecco un'altra manifestazione di paranoia religiosa: dividere in modo manicheo il mondo in due, da una parte ci sono i cattolici, giusti, infallibili, perfetti, guidati da Dio, che si "salveranno" qualsiasi cosa facciano; dall'altra ci sono i non cattolici, necessariamente comunisti, atei e immorali (sicuramente guidati dal Maligno) che distruggono le Chiese e perseguitano i cristiani e i poveri cattolici come gio 42. Se non è una visione paranoica e delirante questa ... Curarsi bisogna, ci vuole un buon analista ..

gio 42

Lun, 15/12/2014 - 11:41

Adriano Romaldi Dom, 14/12/2014 - 21:54 Vorrei spendere tre parole: 1) la Chiesa sono anch'io nel mio piccolo; 2) la Chiesa è Madre; 3) la Chiesa si prende cura dei miseri e degli ultimi ma LA QUARTA E DEFINITIVA PAROLA è CHE LA CHIESA è DI CRISTO E LE POTENZE DEGLI INFERI NON PREVARRANNO CONTRO DI ESSA sino alla fine del Mondo. Shalom Fondamentalisti

gio 42

Lun, 15/12/2014 - 11:46

gio 42 il 2 dicembre 2014 alle 17:04: Buonasera, al signor quantico63 che giustamente è libero di pensarla come meglio crede, un solo dato di fatto, si noti bene “dato di fatto”. Io guido dal 1960. Auto in circolazione 3.500.000 Anno 2014 auto in circolazione circa 40.000.000 Chilometraggio strade nazionale pressoché uguale, stato strade: qualcuno ha il coraggio di chiamare strade le nostre arterie? E lei mi parla di sicurezza stradale? Nota: guardi che io dopo 54anni di guida non faccio più un discorso personale, io non giro più. La verità è che la macchina in Italia è sempre stata un mezzo per prendere soldi al cittadino. Buon ultimo i parcheggi BLU. Saluti Rating: 4.4/5 (7 votes cast) Rating: +23 (from 23 votes) Buonasera chissà quanto sono costati questi 23 voti a favore. Saluti

gio 42

Lun, 15/12/2014 - 12:09

Buongiorno ""Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno che siete pazzi, vi consiglieranno dottori per farvi curare mentalmente, vorranno mettervi in manicomio, diranno che siete cattivi, che offendete il prossimo e tirate pietre, diranno ogni sorta di male specialmente mentale contro di voi, in maniera subdola vi faranno passare per persone intransigenti, rissose e fondamentaliste, diranno che siete rimasti a occhio per occhio ecc.. vi faranno passare per pazzi dicendo ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. ""Io però, dice anche Gesù, vi ho insegnato a dire "SI SI NO NO" io vi ho insegnato che chi non è con me è contro di me. A non servire due padroni. A combattere l'IPOCRISIA. Quindi non abbiate paura coraggio nella malattia"". Saluti

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liberopensiero77

Lun, 15/12/2014 - 12:59

Eh no, la frase giusta del discorso della Montagna è "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia" (Matteo, 5,11). Il resto è solo Vangelo "fai da te", serve solo per passare per vittime, anche quando non c'è nessuna vittima. Le patologie religiose sono molto diffuse, gli psichiatri lo sanno molto bene quando gli portano i pazienti che devono curare, che a volte hanno pure allucinazioni ... Purtroppo, se uno soffre di disturbi mentali difficilmente lo ammette e continua a farneticare ...

gio 42

Mar, 16/12/2014 - 08:59

Buongiorno dal Vangelo secondo san Matteo ""11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. (compreso che siete pazzi) 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi"". Versione letta qualche domeniche fa nelle chiese cattoliche. Saluti

gio 42

Mar, 16/12/2014 - 09:10

Buongiorno dal Vangelo secondo san Matteo "" « Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi faranno passare per pazzi, vi insulteranno, vi perseguiteranno, mentendo , diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli » (Matteo 5,3-12) Saluti

gio 42

Mar, 16/12/2014 - 09:23

Buongiorno dal Vangelo secondo San Luca "« Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno vi diranno che siete pazzi e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. » (Luca 6,20-23) Saluti. Una precisazione: io personalmente non spero nella ricompensa dei cieli, per quella chi di dovere si comporterà con giustizia. Ma il rispetto da chi in terra perché ha letto due trattati scritti da altri e credendo di avere la verità in bocca, si crede un padreterno e tratta il prossimo come pezzente, guardandolo dall'alto al basso e citando paroloni imparati da altri per meglio confonderli. Saluti

gio 42

Mar, 16/12/2014 - 10:10

Prima parte. Buongiorno caro signore io non mi sento un frustrato non mi sento un ultimo non spero nella ricompensa dei cieli a mo di vendetta, io cerco di essere ultimo tra gli ultimi e di parlare e comportarmi da ultimo, nella maniera più semplice possibile. Se lei è convinto che io attenda l'esultanza per la ricompensa dei cieli, che sicuramente ci sarà, si vede che si misura con il suo metro che non è certo il mio. Glielo dissi tempo fa lei mi potrà insegnare a parlare ma in fatto di FEDE non ha nulla da insegnarmi. Dice che cito sempre quello e quell'altro.

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liberopensiero77

Mar, 16/12/2014 - 13:31

Ancora Vangelo "fai da te" eh? Gli esami psicodiagnostici non significano perseguitare o insultare o parlare male delle persone, significano esaminarne lo stato mentale a scopi terapeutici. Altrimenti gli psicologi cosa sarebbero, persone che insultano e perseguitano altre persone? Certo, Lei mi può dire che nessuno mi ha chiesto di fare questo intervento, ma nemmeno a Lei nessuno ha chiesto di insultarmi, giusto? Io ho solo detto francamente cosa penso di Lei, che è libero di tenerne il conto che vuole. Dovrebbe forse ringraziarmi per questo, Le ho fatto scoprire una nuova dimensione culturale, quella della psicoanalisi (ripeto il sito: (www.giannigiletta.it/home/psicoanalisi/giacomo-daquino-normalita-e-patologia-della-religiosita.html), che considera anche gli aspetti patologici della religione (che ci sono senz'altro, basta pensare a quelli che si ammazzano o ammazzano gli altri ...). Saluti.

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liberopensiero77

Mer, 17/12/2014 - 11:15

Faccio poi osservare che giudicare le persone sul metro della "fede", nel senso che chi ha più fede è migliore di chi non ne ha, o ne ha poca, è assolutamente discutibile. La scienza, e in particolare la psicologia e la psichiatria, hanno tutt'altro parametro di giudizio. Il senso della realtà è considerato fondamentale nella salute mentale, per cui, troppa fede e distacco dalla realtà non sono considerati positivi. Al limite, passare tutta la giornata a pregare, dialogando col mondo soprannaturale, può essere l'anticamera per stati mentali allucinatori. Saluti.