Dimmi cosa vuoi leggere e ti scrivo una "fan fiction"

Qualità letteraria bassa, successo strepitoso: ecco gli e-book sfornati da dilettanti che rubano personaggi a romanzi e film celebri. Per creare nuove storie (aggiungendoci di tutto...)

Ricordate la scena di Blade Runner in cui il «replicante» giunto alla fine dei suoi giorni riesce a incontrare l'ingegnere che lo ha creato e gli chiede più tempo, un supplemento di vita? È un grido che emettono tutte le creature, siano esse persone in carne e ossa o personaggi di fantasia. A dire il vero, i personaggi di fantasia hanno un piccolo vantaggio: l'autore può rimettersi a tavolino e accontentarli. Sherlock Holmes, creduto morto, viene resuscitato a furor di popolo e torna a circolare nelle nebbie di Londra. Ma cosa accade se l'autore muore o decide di uccidere la sua creatura? E che succede se nonostante la buona volontà dell'autore, che non può scrivere un romanzo al mese, la domanda supera enormemente l'offerta? Succede che milioni di fan rimasti a bocca asciutta inventano un nuovo genere letterario, la «fan fiction». I fan «rubano» il personaggio all'autore, se ne impadroniscono. E quanto al copyright, francamente se ne infischiano.

Tutto è iniziato negli anni Settanta quando qualcuno ha cominciato a disegnare fumetti con i personaggi di Star Trek . Oggi va per la maggiore la fan fiction ispirata ai cicli di Ender's Game , da Guerre Stellari e dal Signore degli anelli , ma anche a libri di successo, a cominciare dalla saga di Twilight ; l'autrice delle celebri vampirate, Stephenie Meyer, non solo non ha citato nessun fan in giudizio, ma sul suo sito personale ha messo un link alla fan fiction derivata dai suoi romanzi, e da cui si è detta lusingata. Capita anche il contrario, che la fan fiction ispiri un romanzo di successo. Mai sentito parlare di Cinquanta sfumature di grigio ? Bene, deriva dalla fan fiction di Twilight ; e il cerchio si chiude.

Si rubano soprattutto personaggi di film e di romanzi, idoli del fumetto giapponese (Naruto su tutti) e cantanti rock con tutta la banda; poi li si costringe a fare ciò che si vuole, comprese le cose meno commendevoli, quelle che l'«originale» non farebbe mai. J.K. Rowling non lo sa, ma il suo Harry Potter recita senza autorizzazione in centinaia di orge. Thom Yorke, il cantante dei Radiohead, è un mito per i gay e ha un sito di fan fiction tutto per lui. Naturalmente la fan fiction scavalca la differenza fra persona e personaggio: Thom Yorke ha smesso di essere reale nel momento in cui è stato inghiottito dallo star system e i suoi fan lo hanno capito benissimo.

Alla fan fiction si accede attraverso siti Internet o App dedicate, dotate di motore di ricerca, perché si tratta di un genere che si legge sullo smartphone o sullo schermo del computer. I numeri mettono paura: la più nota App di Android per leggere fan fiction, Wattpad, è stata scaricata dieci milioni di volte, e anche Amazon ha aperto un suo sito, Kindle Worlds, dedicato al genere. L'indirizo internet più cliccato, fanfiction.net, dà accesso ad oltre sei milioni di racconti. L'età dei lettori? L'80% ha fra i 13 e i 18 anni, e sono loro, tredicenni compresi, a scegliere quanto sesso vogliono leggere, e di che specie.

Già, scegliere: è infatti il motore di ricerca il cuore della fan fiction, ciò che la distacca dalla narrativa «normale». Cliccando sui menù a tendina si può scegliere: il nome del protagonista, il numero di personaggi, la lunghezza del racconto, il suo tenore erotico. È come se qualcuno entrasse in libreria e chiedesse «un racconto di trenta pagine con dentro Johnny Depp vestito come nei Pirati dei Caraibi, però cinese, senza scene di sesso spinto, mediamente angosciante, ma con un lieto fine». Provate a immaginare quel che succederà quando le case editrici si doteranno di un simile aggeggio e avrete un'immagine della libreria del futuro: in un giorno non troppo lontano ognuno potrà ordinare il suo romanzo à la carte .

Per il momento tutto viene gestito dal basso dai fan, o meglio dai fan che sanno scrivere. Non sono professionisti e dai loro racconti non ricavano niente. Quindi sono immuni dall'accusa, costantemente rivolta all'industria culturale, di imporre al pubblico una minestra preconfezionata. I fan possono appropriarsi degli idoli delle folle e maltrattarli. Possono rivelare il marcio o la povertà artistica e morale che si cela dietro i bestseller o i film di Hollywood. E possono mandare al diavolo le fisime degli editor, i rovelli dei librai e le paturnie dei critici letterari. Possono, ma sarebbe meglio dire potrebbero: se solo non fossero dei fan...

Perciò, prima di vederli come le avanguardie di una creatività anarchica che sottrae gli eroi del cinema, del fumetto e del rock alle grinfie dell'industria culturale, meglio fermarsi a riflettere. L'icona mediatica può essere strapazzata, ma è pur sempre l'amore per lei che muove i lettori di fan fiction, quindi farlo è sconsigliabile. Libertà assoluta di scrivere? Connivenza con la platea, piuttosto: alla fine di ogni racconto compaiono i commenti dei lettori, i quali censurano ogni deriva che allontani il personaggio dal suo prototipo; e compaiono anche le risposte degli autori, remissive fino alla nausea.

E la qualità? Visto che la fan fiction «salta» i guru che stabiliscono cosa deve leggere il popolo ci si aspetterebbe un minimo di ambizione letteraria. E invece, niente da fare: questi rapsodi non incubano nessuna Iliade . Leggere i loro racconti provoca quel disgusto per il bric-à-brac narrativo denunciato a suo tempo da Alfonso Berardinelli e Filippo La Porta. La qualità è bassissima. Le vie della libertà, che si erano aperte con un arco di trionfo, si perdono ancora una volta in squallidi vicoli ciechi, ed è già una fortuna che non si tratti di prigioni.