E Leonardo da Vinci diventa star del cinema

Alla Fondazione Stelline di Milano, tra il Cenacolo Vinciano e la Vigna di Leonardo nella Casa degli Atellani, presentato in anteprima italiana il film "Essere Leonardo da Vinci" di Massimiliano Finazzer Flory, regista e protagonista

Comincia l'Anno Leonardiano, a cinquecento anni dalla morte del maestro di Vinci (1452-1519). Il quale fu inventore, artista e scienziato - uomo d'ingegno e talento universale - ma anche uomo di spettacolo. Macchine sceniche, effetti teatrali, illusioni e stupore. Leonardo fu, a suo modo, uno spettacolo vivente. E oggi, mezzo millennio dopo, è ancora qui, a intrattenere tutti noi e a incantare i media. Di lui parlano i giornali, la tv, la Rete e il cinema.

Ecco, il cinema. Delle mostre che il 2019 dedicherà a Leonardo da Vinci, da Milano a Parigi, si è già detto e si dirà ancora moltissimo. Intanto ieri alla Fondazione Stelline di Milano, tra il Cenacolo Vinciano e la Vigna di Leonardo nella Casa degli Atellani, è stato presentato in anteprima italiana il film Essere Leonardo da Vinci di Massimiliano Finazzer Flory, regista e protagonista. Il sottotitolo è «Un'intervista impossibile» e vuole raccontare - attraverso l'incontro tra due giornalisti e il genio toscano - il metodo di lavoro e il pensiero dell'artista, ma soprattutto l'anima e i segreti dell'uomo.

In realtà, i film (una co-produzione italo-francese con set nella Loria, a Vinci, a Milano, a Firenze...) sono due. Un cortometraggio di 24 minuti, mostrato ieri alla stampa. E un lungometraggio di 80, che sarà proiettato in anteprima mondiale alla National Gallery di Londra il 18 gennaio, e poi a Parigi a febbraio prima di arrivare nelle sale ad aprile e girare il mondo per tutto l'anno Vinciano.

E nell'attesa di vedere la versione lunga, l'impressione è che Massimiliano Finazzer Flory - attore, manager culturale e già assessore alla Cultura del comune di Milano in età morattiana - abbia indovinato la formula «breve»: è destinata (e siamo sicuri andrà benissimo) ai musei di mezzo pianeta, già sottotitolata oltre che in inglese e francese, in russo, cinese, arabo... Per divulgare (e vendere) al meglio un genio, italiano di geografia e universale, appunto, per fama.