Elena Ferrante, la scrittrice fantasma nota a chiunque

Sarà anche un sito «cafonal», tuttavia Dagospia è da sempre un soggetto digitale tra i meglio informati in Italia. Stupisce perciò che quanto fino all'altroieri era un «Si dice», tra agenti letterari, editori, scrittori, ieri sia diventato certezza, trasformando in segreto di Pulcinella uno degli enigmi letterari del Paese. Qual è l'identità della scrittrice italiana idolo della crème intellettuale americana, inserito da Foreign Policy tra i cento pensatori più influenti al mondo? «Lo sanno anche i sassi» afferma il sito di Roberto d'Agostino «che la scrittrice che fa impazzire i letterati di New York è la 62enne traduttrice napoletana Anita Raja, creatrice della collana e/o in cui apparve il primo romanzo della Ferrante stessa, nonché consorte dello scrittore Domenico Starnone». Se poi Anita Raja - poche dichiarazioni e quasi zero fotografie - sia davvero il volto dell'autore epigrafato dall' Economist come «Il miglior scrittore contemporaneo di cui abbiate mai sentito parlare», è tutto da discutere. La sicumera di Dagospia appartiene più ai sussurri tra scrittori e addetti ai lavori che alle informazioni in possesso del grande pubblico. Negli anni, le ipotesi si sono più moltiplicate che ridotte. Anzi, da quando Luigi Galella nel 2005 su La Stampa usò il computer per stabilire coincidenze testuali schiaccianti tra L'amore molesto e Via Gemito di Domenico Starnone, si sono aggiunti sospettati illustri: Goffredo Fofi (che invero puntò allora il dito “contro” Anita Raja), un collettivo alla Wu Ming, Guido Ceronetti, Fabrizia Ramondino, Mario Martone o addirittura la stessa famiglia Ferri, compresa Linda, la scrittrice e sceneggiatrice de La stanza del figlio di Moretti e sorella di Sandro, proprietario con la moglie di e/o. La probabile candidatura allo Strega, poi (ma i telefoni di e/o tacciono) getta benzina sul fuoco. Se Elena Ferrante si candidasse allo Strega, in teoria impedimenti nel regolamento non ce ne sarebbero. Che sia senza volto e senza nome a parte uno pseudonimo non conta. Già si candidò nel 1992 con L'amore molesto : ma a chi importava allora? Non era ancora il «fenomeno». Adesso a rosicare sono in tanti, a cominciare da Sandro Veronesi, che con Dacia Maraini candida La sposa (Bompiani) di Mauro Covacich (gli altri nomi certi per ora sono Via Ripetta 155 di Clara Sereni per Giunti presentata da Starnone e Onofri e Come donna innamorata di Marco Santagata per Guanda sostenuto da Pedullà e Silvano Nigro). Ha annunciato di dimettersi da giurato-Amico della Domenica se l'invisibile si candidasse: «Se decidi di non esistere, allora non vai allo Strega».