Le fantastiche avventure (ai confini letterari) del "briccone" Chabon

Senso del narrare, superamento dei generi, elogio dell'intrattenimento. Ecco i consigli e le riflessioni sulla scrittura del grande premio Pulitzer

Michael Chabon è uno dei tre-quattro scrittori americani più importanti della sua generazione: nel 2001 vinse il Pulitzer con Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay. Nei suoi romanzi ha costruito e sognato e narrato mondi mirabolanti. E nei suoi saggi - ora raccolti in Mappe e leggende. Avventure ai confini della lettura (Indiana) - ha indagato sui misteri più belli della scrittura e della letteratura. Ecco alcune sue idee, riflessioni, consigli. Per imparare a scrivere e a leggere meglio.

INTRATTENIMENTO Chi l'ha detto che un romanzo, o un racconto, non possa solo intrattenere? «L'intrattenimento è un'occupazione degna degli artisti e del pubblico, uno scambio equo di attenzione, di esperienza e della fame universale di rapporti umani». La letteratura è intrattenimento.

GENI J.G. Ballard, Italo Calvino, J.L. Borges, Donald Barthelme, Eudora Alice Welty, Faulkner. Perché loro? Perché sono quelli che con le loro storie sanno suscitare il senso della meraviglia.

ISPIRAZIONE Pochi giorni prima di iniziare a scrivere il suo primo fortunatissimo romanzo, I misteri di Pittsburgh, Chabon (che aveva 22 anni), rilesse Il grande Gatsby e Goodbye, Columbus di Philip Roth. Tutt'e tre i romanzi raccontano una storia che coincide precisamente con un'estate. E l'estate è la cosa che un ragazzo conosce meglio, a quell'età. Bisogna sempre, e solo, scrivere di ciò che si è conosciuto. E che si impara a considerare illusorio.

FALLIMENTI Dopo I misteri di Pittsburgh Chabon lavorò per sei anni al secondo romanzo: s'intitolava Fountain City, fu riscritto quattro volte, e poi abbandonato. Non ha mai visto la luce. Poi di getto, in pochi mesi, arrivò Wonder Boys (1995): un successo assoluto. I pochissimi scrittori che dopo un grande esordio riescono a scrivere un secondo libro all'altezza sono quelli che hanno il coraggio di buttar via un'idea sbagliata.

GENERI Gli scritti migliori non sono quelli di genere, o anti genere, o fuori dai generi, ma quelli che nascono tra i generi, negli interstizi e nelle «terre di confine» tra un genere e l'altro: i grandi scrittori sono come il briccone della mitologia, il trickster, al tempo stesso eroe e mascalzone, flagello e benefattore. Da Borges a Calvino, da Pynchon a Vonnegut, a Robert Aickman, i grandi scrittori hanno svolto il loro mestiere negli spazi fra i generi: non scrivono fantascienza o fantasy o horror o western, ma - come i bricconi - abitano gli scaffali segreti tra i reparti della libreria.

DENARO Come quasi tutti gli scrittori Conan Doyle scriveva per denaro. La sua sventura fu di guadagnare a palate, e diventare famoso, per le storie di Sherlock Holmes, che non considerava degne del proprio talento mentre per altre opere cui teneva di più, riceveva meno denaro e minori riconoscimenti. «Il fatto che i risultati di questo palese scribacchinaggio siano durati tanto a lungo testimonia non solo l'arte di Conan Doyle, il suo talento narrativo, ma anche la forza acceleratrice - negletta, derisa e negata - del denaro, e i suoi effetti su una pronta immaginazione».

AMERICA Una nazione saldamente fondata tanto sulla schiavitù e sul massacro quanto sugli ideali di libertà e fratellanza.

FUMETTI I fumetti da tempo sono sempre più rivolti a un pubblico adulto, scritti e pensati per gli adulti, con storie adulte. Hanno guadagnato rispetto e validità artistica, ma sono in crisi di vendita e di ispirazione. Suggerimenti: raccontare storie che a noi sarebbero piaciute da bambini (e non storie che pensiamo possano piacere ai bambini di oggi); storie con finali a sorpresa e rivelazioni improbabili («nobiltà e coraggio là dove meno ce lo aspettiamo, l'improvviso emergere di un filo di bontà in una natura malvagia»); e storie che sappiano sbalordire le loro piccole menti: «A sbalordire, malgrado quel che sembra insegnare Hollywood, non sono solo scene di azione, oggetti che esplodono, paesaggi planetari strabilianti. Queste sono tutte cose belle, ma una mente è sbalordita quando qualcosa che hai sempre temuto, e però sapevi impossibile, si rivela vera».

CAPOLAVORI POP La serie a fumetti American Flagg! (1982) di Howard Chaykin ambientata in un'America del 2031, postatomica, controllata dalle multinazionali e percorsa da mostri a caccia di sesso e avventure, un po' Jean-Paul Gaultier un po' Albert Speer. «Altri avevano scritto o disegnato la distopia americana; Howard Chaykin si mise a costruirla».

IL MIGLIOR RACCONTO MAI SCRITTO È Fischia e verrò da te, una storia di fantasmi dal britannico Montague Rhodes James (1862-1936), ammiratissimo da H.P. Lovecraft. Una storia (psicologica) perfetta che ci mostra la fragilità sconvolgente della vita: il fatto cioè che sotto la realtà c'è il caos, brutale e sordo al ragionamento.

CORMAC MCCARTHY La strada è un esempio straordinario di fantascienza postapocalittica che si salda a un'epica lirica dell'orrore: «Il mondo dopo l'apocalisse non è il Mondo sommerso; è l'Oltretomba. Nelle sue storie, nei suoi ricordi e nei suoi sogni, il padre di La strada è visitato con lo stesso intenso orrore di Ulisse e di Enea dai fantasmi e dalle ombre balbettanti del mondo passato che popolano l'inferno grigio e senza sole nel quale lui e il figlio sono costretti ogni giorno a tracciare un solco».

GOLEM La letteratura è una magia. La parola e il linguaggio, come una litania o un sortilegio, danno forma a una storia. Proprio come il golem, cui si dà vita attraverso una formula magica. E il golem, infatti, è un modello, una replica in miniatura, uno specchio del mondo. Come il romanzo.
Twitter@LuigiMascheroni