Le foto dell'enclave nazista vicino a New York

Si chiamava Camp Siegfried e continuò a funzionare fino al 1941

da Dagospia.com

Alla fine non c'è dubbio. Se nazismo e fascismo non ci sono più il merito è dell'arsenale delle democrazie: gli Stati Uniti d'America. Però su quale fosse la presa dell'ideologia nazista e fascista negli States prima dello scoppio della seconda guerra mondiale è calato un silenzio difficile da rompere. Ma ogni tanto da sotto il tappeto della storia ufficiale qualcosa trapela. Perché sino al 1939 gli ammiratori di Hitler e di Mussolini erano tantissimi (per rendersene conto viene utile anche l'ultimo volume di Emilio Gentile che racconta l'Italia fascista vista dagli stranieri: In Italia ai tempi di Mussolini , Mondadori).

Ora un sito statunitense ripreso ieri dal britannico Daily Mail ha pubblicato le foto (a lungo custodite negli archivi della polizia) di quello che fu il “piccolo” quartiere nazista a breve distanza da New York. Costruito nella zona est di Long Island nella contea di Suffolk oggi si chiama Yaphank ma all'epoca aveva il molto più evocativo nome di Camp Siegfried. I nomi delle strade sono stati modificati ma negli anni Trenta c'erano una Adolf Hitler Street e una Goebbels Avenue. A organizzare e a dirigere la vita nella piccola enclave ariana era il German American Bund, una organizzazione a cui avevano aderito molti americani di origine tedesca. Sotto la guida del suo fondatore Fritz Julius Kuhn nel villaggio, con le sue ordinate aiuole a forma di svastica, venivano organizzate parate, corsi sulla purezza della razza e soprattutto attività di indottrinamento per i giovani. Un vecchio rapporto dell'Fbi, che naturalmente monitorava la zona, segnalava che nelle casette di legno di Yaphank erano presenti «dai 150 ai 300 bambini che solitamente si vestono con la divisa della Gioventù Hitleriana». Ma erano molti i visitatori che si recavano dalla Grande Mela nella cittadina per assistere alle parate o partecipare alle feste in clima bavarese.

La musica cambiò soltanto nel 1941 quando, scoppiata la guerra, il leader del German American Bund venne arrestato, non per nazismo, ma per evasione fiscale e appropriazione indebita (lo stesso stratagemma usato per incastrare Al Capone). Camp Sigfried venne smobilitato e la faccenda messa nel dimenticatoio e ricordata solo dagli studi di qualche professore universitario come Ryan Shaffer o in qualche breve nota di storia locale. Ma ora le foto pubblicate dal Daily Mail raccontano un pezzo d'America diversa. Altro che la innocente Balbo Avenue a Chicago.