Un giornalista scomodo (e purtroppo anche profetico)

È secco come un chiodo, ma molto ingombrante. Ha messo la penna al caldo al Figaro , ma è molto scomodo. Éric Zemmour, nato a Montreuil nel '58, saggista e giornalista francese, è il pre-Houellebecq. Se oggi l'autore di Sottomissione è nel mirino dell'islam per «colpa» di un romanzo che tutto sommato punta il dito contro le debolezze occidentali, più che contro l'offensiva musulmana, lui è bersaglio di minacce già dal 2006, quando pubblicò Le premier sexe , tradotto in italiano da Piemme l'anno dopo con il titolo L'uomo maschio . E ora, proprio cavalcando l'onda dello tsunami post- Charlie Hebdo , rimandato nelle librerie dallo stesso editore con il nuovo titolo Sii sottomesso. La virilità perduta che ci consegna all'islam (ne presentiamo un brano in questa pagina). Minacce trasversali, poiché l'assunto del libro è che la femminilizzazione dell'uomo significa cedere le armi a 360 gradi, un'apertura eccessivamente solidale e buonista, un'auto-castrazione. Tesi ovviamente contestabilissime e infatti contestate. Tesi che, alla luce dei fatti di Parigi, traslate sul piano del confronto/scontro con l'islam salgono di tono. E assumono un volume quasi assordante. Da una parte, dice Zemmour, c'è una Francia materna e accogliente, dall'altra un islam «machista» che della dignità femminile si fa beffe. Ergo: se la femmina Francia (ma il discorso vale per l'intero Occidente) non tornerà virilmente combattiva, sarà violentata. Come Houellebecq, anche Zemmour, dopo la strage compiuta nella redazione della rivista satirica è in questi giorni sotto protezione. «Non l'ho chiesto io, lo subisco», ha detto. E dal 13 gennaio ha dovuto annullare tutti gli impegni pubblici.