I consigli di Monterroso per sbarazzarsi dei libri

In un breve libro uscirà il divertissement intellettuale dello scrittore Augusto Monterroso dove racconta come decidere di quali volumi fare a meno per fare spazio nella propria libreria

Scrivere bene, si sa, è difficile. Scrive bene, e in breve, è un dono. Scrivere bene, in breve e poco, è una cosa da maestri. E Augusto Monterroso (1921-2003), guatemalteco di lingua spagnola, famoso per i suoi racconti brevi e brevissimi del genere fantastico, fu davvero un maestro della scrittura. Uno dei suoi racconti più celebri, e anche uno dei più brevi dell'intera storia della letteratura, s'intitola Il dinosauro . Eccolo: «Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì». C'è tutto: la fiaba, il mistero, il tono biblico, l'indeterminatezza, la perfezione formale...

Maestro nell'arte di togliere, Augusto Monterroso fu anche un audace eliminatore di libri. Sì. Sembra impossibile parlando di un intellettuale, ma a un certo punto della vita - messo letteralmente alle strette dalle montagne di volumi che si accumulavano in casa - teorizzò scientificamente la loro eliminazione. Sacrilegio?

No, un divertissement giornalistico che Monterroso consegnò proprio poco prima della sua morte, nel 2003, al quotidiano El País e che oggi possiamo leggere anche noi: Come mi sono sbarazzato di cinquecento libri (Henry Beyle, pagg. 28, euro 20; traduzione di Ilide Carmignani). Da segnalare, peraltro, l'esergo di Eduardo Torres: «Poeta, non regalare il tuo libro,/ distruggilo con le tue mani».

E così, parlando della malsana vanità di possedere libri (spesso inutili), stigmatizzando la cattiva abitudine degli amici scrittori che ti regalano "così tanti libri (oltre a quelli che generosamente ti passano da leggere ancora inediti) che dovresti dedicare tutti i 365 all'anno a scoprire le loro interpretazioni del mondo e dell'esistenza", e regalandoci piccole verità da meditare («Si accetta che l'Inquisizione bruciasse la gente, ma quasi tutti s'indignano che bruciasse libri»), Monterroso racconta - ma non lo sveliamo - il modo migliore per liberarsi dei libri superflui (e scegliere quali gettare e quali no). Un delizioso j'accuse contro coloro che si portano a casa quei feticci, «a occupare un luogo che toglierà spazio e ossigeno ai bambini, dando però ai genitori la sensazione di essere più saggi e persino quella più fallace e inutile di essere depositari di un sapere che in ogni caso è soltanto l'ennesima testimonianza dell'ignoranza o dell'ingenuità umane».